A.A. Williams – Forever Blue

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Peppe Trotta per TRISTE©

Afa opprimente, voglia di fermarsi e attendere il ritorno di temperature più miti. L’estate è un momento certamente da vivere qui sulla grande isola, ma soltanto se hai la fortuna di essere in vacanza, altrimenti potrebbe essere più simile ad una breve permanenza nel ventre ribollente del grande vulcano che ci sovrasta. In questa condizione sale violenta la voglia di refrigerio, di ombre nette e rinfrancanti, il desiderio di rifugiarsi in un’oasi che trasmetta l’oscuro conforto che si irradia prepotente dalle canzoni di “Forever Blue”, pregevole disco di debutto di A.A. Williams.

Emersa grazie ad un omonimo ep che l’ha portata alla realizzazione di un ulteriore lavoro breve condiviso con i Mono (“Exit in Darkness”) e ad essere chiamata ad aprire una serie di concerti per band di spicco quali Cult Of Luna, Russian Circles, Explosions In The Sky, Nordic Giants e Sisters Of Mercy, la giovane musicista giunge adesso al suo esordio sulla lunga distanza pubblicando un album intenso e dolente che ne palesa pienamente la capacità di interpolare atmosfere e generi per assecondare una visione artistica chiara e definita.

Sono i contrasti accesi, l’equilibrio costante tra delicate armonie sapientemente rifinite ed elettriche deflagrazioni in bilico tra atmosferico post rock e sfumature dai sentori vagamente metal, a rendere trascinante e vitale la scrittura della Williams. Un magma viscerale su cui scorre la sua voce calda ed enfatica narrando di  sentimenti e dolore, facendo coesistere, spesso all’interno dello stesso brano, tremante fragilità e rabbiosa consapevolezza (“Melt”, “Love And Pain”). Determinante risulta la formazione classica di pianista e violoncellista, che traspare dagli accurati arrangiamenti rendendo fluidi gli incastri e coeso l’insieme delle otto tracce che si muove trasversalmente tra le tenebrose profondità della ruvida “Fearless”, arricchita dal sulfureo declamare di Johannes Persson (Cult Of Luna), e la grazia acustica della toccante, intima “Wait”.

Un viaggio emozionale di intensità non consueta per un capitolo iniziale che lascia emergere i tratti di un talento cristallino, che certamente saprà regalare ulteriori, trascinanti discese in umbratili universi interiori.

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