TRISTE© Best of:2012

Eccoci qua. Siamo arrivati alla fine di questo 2012. E per la prima volta dall’inizio di questa nostra (piccola) avventura, TRISTE© è riunito sotto un unico tetto (non a Roma, non a Londra, ma nella nostra comune città natale) per scrivere un post a quattro mani su quelli che a nostro avviso sono stati i migliori album dell’anno che si è appena concluso.

Fare questo genere di “classifiche” è sempre complicato: ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha ascoltato solo una porzione di tutti i dischi usciti e ognuno, per i motivi più disparati, si è fissato con qualche disco in particolare, che più di altri gli è entrato dentro. Dato tutto questo, mai ci sogneremo di dire che quelli da noi scelti sono i Migliori Album in assoluto. Sono i nostri. Quelli che personalmente ci hanno più appassionato, quelli che più abbiamo ascoltato. Anche perché, come detto, non è che abbiamo sentito tutte le uscite del panorama musicale 2012. Ma facciamo difficoltà a pensare che qualcuno l’abbia fatto. Però un bel po’ di musica è passata dalle nostre orecchie. E speriamo che un pò di questa, tramite noi, sia arrivata anche a voi.

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Season’s Greetings

In attesa di scrivere il nostro best of:2012 (Per la prima volta a 4 mani riunite nello stesso luogo, grazie alle vacanze di Natale) Triste© voleva augurare a tutti buone feste.

Triste logo christmas

Senza troppo entusiasmo ma col sorriso sulle labbra. E ringraziare chi ci ha seguito in quest primi mesi di vita, sperando che possiate continuare a divertirvi con noi, così come per noi questo rimane, oltre che una forte passione, un grande divertimento.

A presto. Ovunque voi siate.

Don’t be sad, be Triste©.

Mentre aspettate il best of, Hold on

Rachel Zeffira – The Deserters -2012

A Roma è ufficialmente tornata l’estate. Sì, perchè dopo una settimana di freddo glaciale adesso ci sono 16 gradi pure all’una di notte. E io non ci capisco più niente: come cavolo mi devo vestire?. Nel dubbio, quindi, mi preparo un bel ragù di orata, che mi sembra una bella idea per iniziare questa domenica.

Mentre cucino ho deciso di dare un nuovo ascolto al nuovissimo (uscito il 10 dicembre) debut album dell’italo-canadese Rachel Zeffira, The Deserters.

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Halls – Ark – 2012

Prima di recensire questo album per la seconda volta, farò un breve refresh del fatto che io sono un’entusiasta senza speranza. Questo album targato 15 Ottobre 2012 venne recensito nello stesso giorno, ma poi causa inesperienza col salvataggio bozze + relativi problemi di connessione internet e conseguenti bestemmie sprecate sul treno (in lingua madre), non ha mai trovato la luce (verde speranza) della nostra homepage. Continua a leggere

Alt-J – An Awesome Wave – 2012

Fusion. E un cantato che ama distendersi fra le piane della lingua inglese  e le asperità ghiacciate di un’Islanda non troppo lontana. In sintesi, uno dei commenti più in voga su youtube è: “ma in che lingua cantano?”. In realtà non credo abbia niente a che fare con la loro provenienza: ragazzi del Cambridgeshire che si sono incontrati nella grigia Leeds (come se affiancare il colore grigio ad una città inglese avesse un valore..), dovrebbero non avere problemi con la lingua inglese

Anyway, stiamo parlando degli Alt-J (∆), conosciuti grazie al sempreverde Later.. with Jools Holland che affida ai quattro pochi minuti del suo tempo per farli conoscere al grande pubblico. L’effetto è interessante: una band il cui album è uscito nella primavera scorsa ed è passato semi-inosservato ai più, adesso sembra proiettare la band nel purgatorio delle potenziali star del futuro. Ne parlano in molti, e li mettono come candidati alla vittoria finale del “BBC sound of 2013” e vincitori al Mercury Prize (l’anno scorso vinsero The XX). A noi di TRISTE© piacciono molto, e giusto per loro abbiamo fatto un’eccezione, quella di recensire un album che non era fresco di release, sicuri che ne valesse la pena.

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Freddie and The Hoares – Robin on a Pig’s Back – 2012

L’anno scorso la musica folk (nel senso più vasto del termine, e tenendo presente che siamo nel XXI secolo) è tornata in modo prorompente alla ribalta: negli stati uniti in primis (Josh T. Pearson, The head and the heart, tanto per fare dei nomi) dove è nata, ma anche nella vecchia europa (ascoltatevi Tom the Lion e vi ricrederete anche se non amate questo genere).

E se “L’uomo più alto del mondo” sforna uno dei dischi che sicuramente faranno ricordare il 2012 musicale, molti altri cominciano a farsi largo sulla scena, armati di chitarre e pochi altri strumenti.

Qui vi invitiamo ad ascoltare il debut album di Freddie and the Hoares, un “giovane bardo” che con molti richiami statunitensi (Dylan, ma anche Blue Grass arrabbiato), senza tralasciare qualcosa di europeo (io un pò di Ian Anderson non posso non fare a meno di vedercelo), ci propone questo concentrato (6 pezzi) di quello che egli stesso definisce Folk’n’Roll.

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Jessie Ware – Devotion – 2012

Se qualcuno ancora non lo sapesse, si tratta della cantante che ha collaborato con SBTRKT in un paio di canzoni del suo ultimo album (cit. Wikipedia). Esatto, proprio quello che l’anno scorso al Field Day Festival non ne voleva sapere di suonare, e con fare tipicamente mediterraneo, ha iniziato a suonare in  ritardo di 45 minuti, scombussolando i programmi di chi (come noi di TRISTE), aveva pianificato scalette al centesimo di secondo esaltando le proprie qualità in excel e derivati. Dato che mi trovo nella nazione che fa dell’entusiasmo e delle dichiarazioni iperboliche il proprio marchio di fabbrica, almeno per quel che riguarda la critica musicale (il punto di massima correlazione fra me e la cultura anglosassone!), credo che questo album sia destinato ad aprire le porte di grandi palcoscenici alla mobida Jessie. Infatti, é notizia vecchia di qualche giorno la sua partecipazione al Later… with Jools Holland, tempio sacro della musica nuova e di qualità da queste parti.Image

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