Molly Burch – Please Be Mine

mollyburch_pleasebemineSara Timpanaro per TRISTE©

Qualche giorno fa ho smarrito l’ennesimo porta tabacco.

E’ diventata una maledizione perché ogni anno ne acquisto uno e finisco per perderlo. Proprio quest’ultimo ha retto 3 traslochi in 3 differenti città. L’ho sempre trovato molto scomodo e lo usavo nell’attesa tra un porta tabacco e l’altro.

Dopo lo smarrimento ho creduto che sarebbe stato meglio non acquistarne più. Non chiedetemi come mai ho associato questa triste storia al senso dall’amore, e come oggi questo verbo così nobile, risuona nella società nel quale viviamo in modo del tutto capovolto.

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Shadow Band – Wilderness Of Love

shadowband_wildernessofloveAlbert Brändli per TRISTE©

Ho circa dieci anni e sono nel mio letto.

Dopo aver visto un film che – certamente – mi ha impressionato, riesco a vedere la sagoma di un figuro che muove la mano con fare minaccioso. Ho paura, ma non mi muovo. Resto lì – tra le mie lenzuola – fermo ad aspettare che qualcosa di spiacevole accada.

Ripensandoci, poi, riuscii a capire che si trattava semplicemente di un gioco di luci e ombre, ma credetemi, passarono delle ore finché non mi addormentai.

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Charlie Cunningham – Lines

charliecunningham_linesFiamma Giuliani per TRISTE©

Amo camminare in città.

Anche se a Roma (tra le salite e le discese, le buche, i guidatori indisciplinati e distratti e la segnaletica non sempre evidente) può essere piuttosto pericoloso, soprattutto per chi, come me, anziché concentrarsi sulla strada rischia di perdersi in un particolare o nella musica che sta ascoltando.

Con Lines, album di debutto del britannico Charlie Cunningham, durante uno dei miei tragitti casa/tribunale, ho rischiato di arrivare tardi e di perdermi non solo nella musica, ma anche in un quartiere che conosco piuttosto bene.

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Cate Le Bon – Rock Pool

catelebon_rockpoolVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Se c’è una cosa che non sopporto sono quei gruppi smaccatamente “retromani” che non riescono a staccarsi di un centimetro da riferimenti (seppur di massimo rispetto) di molti anni addietro.

Certe cose hanno avuto un senso proprio perchè nate in determinati contesti e periodi. E un artista deve, a mio avviso, essere in parte anche interprete dei propri, di tempi.

E poi c’è Cate Le Bon.

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Julie Byrne – Not Even Happiness

juliebyrne_notevenhappinessMarica Notte per TRISTE©

Non è una breve prosa moralistica questa, è un parlare sincero è un tentativo di rendere corporea la mente.

Io credo nell’anima. Credo nell’intoccabile, nell’indicibile, nell’inudibile. Perchè credo che dei sensi ci si possa servire anche al contrario.

Io credo nell’anima in vita e so che questo non vale del tutto, perché l’importanza di questo soffio, vento nel viale di ciliegi in fiori, deve essere eterna.

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Spartiti – Servizio d’ordine

spartiti_serviziodordineEmanuele Chiti per TRISTE©

“E delle sere a strappare i biglietti c’è un assessore, delle sere Jukka Reverberi…” cantava Max Collini ai tempi del debutto degli Offlaga Disco Pax.

La canzone era Piccola Pietroburgo, forse il punto più alto di Socialismo Tascabile. E il progetto Spartiti è in un certo senso un “ritorno a casa”, una casa forse mai lasciata almeno da Collini, e una colpa non gliela si può fare: se il tuo mondo è quello e ti viene bene descrivercelo..avanti così.

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The Molochs – America’s Velvet Glory

themolochs_americasvelvetgloryAlbert Brändli per TRISTE©

Se c’è un luogo sulla terra che sembra brulichi di artisti (più o meno famosi), quello è lo stato della California.

Famosa per i racconti di Kerouac, Gingsberg, la beat-generation, e ancora per la Summer of Love, sembra essere il luogo dove gran parte di ciò di cui godiamo oggi (anche in fatto di musica) abbia avuto inizio. Una sorta di “brodo primordiale”.

Ed è proprio lì, in California, che Lucas Fitzsimons, Cameron Gartung e Ryan Foster hanno la loro base. Tra le palme e la route 66 nascono i Molochs.

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