Tomara – Favourite Ghost

Giulia Belluso per TRISTE©

Malgrado siano passati molti anni, ricordo ancora il primo testo scolastico che scelsi di leggere per le vacanze natalizie. Il meraviglioso “Canto di Natale” di Charles Dickens.

Questo racconto per ragazzi narra di un vecchio e tirchio signore dal nome Ebenezer Scrooge, che si ritrova a fronteggiare il fantasma del Natale passato, di quello presente e di quello futuro.

Non so voi, ma con i miei fantasmi io ho imparato a convivere, e qualcuno mi è diventato particolarmente caro, per la dedizione che ci ho messo per sopportarlo e accettarlo per quello che è.

Esattamente un Favourite Ghost.

Continua a leggere

Annunci

A. Savage – Thawing Dawn

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Una della mie grandi passioni è la cucina.

Adoro cucinare, assaggiare nuovi piatti e scoprire nuove tecniche. La parte principale di ogni mio viaggio, consiste nel scegliere i ristoranti ed i piatti da gustare.

Con Vieri avevamo anche un altro progetto, chissà che non lo realizzeremo un giorno. Continua a leggere

Black Tail – One Day We Drove Out Of Town

Francesco Giordani per TRISTE©

Ho un vecchio sogno nel cassetto. Quello di dedicare una parte della mia vita, prima o poi, alla messa a punto (e alla successiva esecuzione) di “collaudi” discografici.

Che so: fare il bagno di notte in una piscina, dimenticandomi una camicia, come in Nightswimming. Leggere Wilde assieme ad una fidanzata in un cimitero come in Cemetery Gates. Unirmi ai latitanti in fuga di Band on The Run.

Cose del genere.

Continua a leggere

Protomartyr – Relatives in Descent

Emanuele Chiti per TRISTE©

Di personaggi strani, improbabili, teneri sui palchi in venti anni ne ho visti davvero tanti.

Tutti i travestimenti, le attitudini, i modi di fare più assurdi: un bel campionario. Forse ci potrei scrivere un libro, ma tempo non ne ho, quindi mi limiterò a ricordare l’impatto che ebbi con i Protomartyr due anni fa dal vivo.

La prima cosa che mi venne in mente fu: “Ma questi da dove arrivano?” In particolare il frontman Joe Casey: completo da impiegato del catasto, una lattina di birra da supermercato via l’altra, quasi immobile davanti al microfono. Accompagnato da tre ragazzetti che, insomma, non li defineresti proprio “alla moda”.

Ma a noi di queste cose importa? No, anzi vedere questo “sano disagio” lì sul palco ad accompagnare un set granitico e sferragliante ha contribuito in maniera crescente a farmeli amare.

Continua a leggere

Moses Sumney – Aromanticism

Ho passato la scorsa settimana a letto con la febbre.

Se da un lato ci sono stati momenti in cui credevo che fosse oramai giunta la mia ora, dall’altro, ho avuto momenti di dolcissima libertà (grazie Netflix).

C’è chi dice che l’influenza sia soprattutto un segnale del proprio corpo: troppo stress, troppo lavoro o troppo chissà, e che serva a rimetterci un po’ i piedi per terra.

Continua a leggere

Florist – If Blue Could Be Happiness

Fiamma Giuliani per TRISTE©

È evidente che viviamo in un’epoca in cui dominano l’apparenza, la spettacolarità. In cui una certa aggressività sociale è sinonimo di successo e di voglia di arrivare; in cui abbiamo facile accesso a una quantità enorme di informazioni, di dati, di oggetti.

Tutto ciò non è un male, se non fosse che – in mezzo a questo continuo bombardamento – la necessità di essere aggiornati spesso porta alla trascuratezza e la frenesia di assaggiare le novità rende poco accurati e impedisce di andare in profondità.

Il rischio è quindi di perdere qualcosa per pigrizia, fretta, poco tempo a disposizione; di trascurare il piacere di fermarsi ad assaporare, di essere sbrigativi con quello che non conquista la nostra attenzione immediatamente.

Continua a leggere

Ariel Pink – Dedicated to Bobby Jameson

Francesco Giordani per TRISTE©

  Dedicato a Claudio Giordani (mio padre)

Mio padre mi regalò un impianto stereo, contro la mia volontà, quando avevo undici anni.

All’epoca la musica non accendeva granché le mie fantasie, avrei preferito un paio di Cult, eppure mio padre, in virtù di un passato di rocker pre-punk mai rinnegato (smise infatti di comprare novità discografiche, collezione di vinili alla mano, attorno al 1978), reputò quel gesto pedagogicamente necessario.

Probabilmente, anzi certamente, quando lo stereo andò ad occupare il posto che tutt’oggi gli spetta in salotto, non lo ringraziai. Del resto come avrei potuto immaginare che la mia esistenza era appena cambiata per sempre, in maniera del tutto irreversibile?

Continua a leggere