NAVVI – // EP

Ho speso molto tempo a cercare di capire quale fosse l’equilibrio delle cose: quanto gin andasse messo nel negroni, quanta cura andasse usata per cucinare la bistecca perfetta, quanto tempo mi servisse per finire in tempo i compiti.

Beh, diciamo che per come mi ritrovo adesso, non sono sicuro che certe cose le imparerò mai…

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Cloud Castle Lake – Dandelion – EP

Sono le 8.16 di Venerdi mattina. Il momento perfetto per decidere cosa fare stasera: andare a teatro a vedere Dan Clark, andare a quell’evento elettro-benefico di Bethnal Green, andare a bere le birre coi colleghi a Shoreditch.

Soprattutto sarebbe il momento giusto per realizzare che in 14 minuti dovrei uscire di casa e sono ancora davanti allo schermo del mio computer a scrivere. Lo chiamerei bisogno esistenziale se fossi un po’ piu paraculo, in realtà sono una semplice vittima del mio entusiasmo. Quello che mi porterà a scegliere stasera una delle tre opzioni disponibili, in base a quanto mi esalterò all’idea di fare una delle tre; quello che mi sta facendo ritardare al lavoro perché non riesco a smettere il repeat di Sync, il primo singolo dei Cloud Castle Lake. Sono le 8.22.

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Twin Oaks – Animal // Clarity

D’Inverno la luce va via prima. Il giorno è più corto e fa freddo. Ok, lo sapevate anche voi. Quello che (forse) non sapevate è che nonostante tutto ciò (o forse anche per questo) adoro il mare anche Inverno. Probabilmente perchè ci sono nato e cresciuto di fronte. Probabilmente perchè il mare d’Inverno, verso il tramonto (Sunset..ehm) e con il clima rigido, crea una atmosfera cupa ma al tempo stesso bellissima.

E di atmosfere “gloomy” se ne intendono i Twin Oaks, che in questa nuova release piazzano in copertina proprio una foto di un mare invernale (almeno questa è l’impresisone che io). Per i miei gusti nella foto mancano degli scogli, ma questo non sminuisce l’ottimo contenuto del loro nuovo doppio-singolo.

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Deers

Parto con una premessa non particolarmente “friendly” (soprattutto considerando la provenienza della band di cui parliamo oggi): io non ho una grande simpatia per gli spagnoli. Niente questioni strane di odio tra nazioni, tra popoli o altro. Semplicemente per i miei gusti sono sempre troppo allegri: “fiesta”, “bottilon” ed estrema rilassatezza sono per me motivo di profondo odio (ovviamente prendete la parola odio con la dovuta ironia. Please).

Ora però ammetto che questo mio giudizio è simile a chi dice italiani “pizza” “mafia” “mandolino”, e oltretutto è dettato da una mia conoscenza solo parziale della Spagna e dei suoi abitanti. Quindi chiedo scusa. Profondamente. Che ci volete fare, sono TRISTE©, anche senza ©.

Però, per esempio, a Madrid io non sono mai stato e mi dicono tutti che forse lì apprezzerei di più la gente. Sicuramente apprezzo in modo incondizionato queste ragazze spagnole (madrilene) che sotto il nome di Deers si sono presentate come una delle più interessanti novità di questo 2014.

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Clare Quinn

Marica Notte per TRISTE©

Ogni mese ho una passione diversa. Alcune durano trenta giorni, altre molto di più, anche se devo metterle in sospeso per non arrestare il ciclo. Questo è il mese dell’astrofisica. Devo dire che quasi tutti noi da piccoli ponevamo domande inconsapevolmente scientifiche tipo “Papà, papà ma la Luna perché si muove se noi ci muoviamo?” e cose del genere che mettevano in difficoltà anche i genitori più disponibili al dialogo.

Poi a distanza di tempo arrivano film e missioni spaziali che alimentano questo genere di curiosità, come Interstellar e la simpaticissima (so che non è l’aggettivo più appropriato) Rosetta. E allora vai in libreria e cerchi libri semplici, dove le teorie e le equazioni matematiche/fisiche occupano pochissime righe, i quali ti danno l’illusione di capirci qualcosa e questo basta a rallegrarti la giornata.

Questo per le passioni mensili, poi ci sono quelle annuali o meglio quelle che dureranno per molto tempo, come la musica che quotidianamente regala piacevoli sorprese. Come Clare Quinn.

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The Weather Station – What Am I Going To Do With Everything I Know

Peppe Trotta per TRISTE©

Esistono cose a cui non si può sfuggire.

Le sfiori, a volte le dimentichi o semplicemente non gli dai la giusta importanza. Quando meno te l’aspetti ricompaiono seguendo strade differenti e ti ritrovi conquistato senza riuscire a spiegarti perché te le fossi fatte sfuggire. Mi succede ritornando in un luogo, rivedendo un film e mi succede con i dischi.

Con What Am I Going To Do Whit Everything I Know di The Weather Station, per esempio.

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Benjamin Greer – Callous

Marica Notte per TRISTE©

Non so a voi, ma a me piace tanto guardare fuori dalla finestra quando ancora non è troppo tardi e vedere che è già buio. E pensare che la sera in realtà durerà poco perché tutto sembra vivere già nella notte più profonda. Una volta che la luce va via pensiamo che il giorno sia finito. Ma in realtà è appena iniziata la parte migliore di esso.

A volte è davvero difficile trovare le giuste parole per descrivere quello che si sente, soprattutto se si ha l’intenzione di non tradire le proprie sensazioni.

Ma si sa che le parole a volte non bastano, anche se molto utili. Per questo provo a dirvi due cosette su Benjamin Greer, giovanissimo ragazzo americano (Boston, MA), che con la sua voce e le sue incantevoli melodie mette a dura prova la mia capacità lessicale.

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