From a Distance – From a Distance

fromadistancePeppe Trotta per TRISTE©

Viaggiare è provare a fondersi e confondersi con ciò che si incontra lungo la strada, immedesimarsi in luoghi e abitudini non nostre con la voglia di espandere l’esperienza personale attraverso ciò che ci attrae pur essendo altro.

Viaggiare arricchisce se si è reattivi agli stimoli e propensi ad assorbirli. Viaggiare non è necessariamente legato a fattori fisici, l’interesse mosso da curiosità e passione può far conoscere paesaggi distanti senza realmente attraversarli.

L’ennesima conferma a tutto ciò mi giunge dall’ascolto dell’omonimo disco di debutto di From A Distance.

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Gillian Frances – Born Yesterday

gillianfrances_bornyesterdayMarica Notte per TRISTE©

Alcune cose non si notano fin da subito, come se una sorta di distrazione sensitiva circondasse i nostri corpi moderni (fin troppo moderni).

La vista, da sempre, è l’organo conoscitivo per eccellenza: ci mette immediatamente in relazione alla cosa o all’essere/ente che ci sta di fronte percependone tutti gli aspetti caratterizzanti.

L’udito dà suono alla cosa/essere/ente vista, e sembra completarne la superficie (per addentrarsi bisogna gustare e annusare).

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Little Rivers – Weights

littleriver_weightsVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Quando ero giovane (no, a 32 anni non si è più giovani. Facciamocene tutti una ragione) avevo molti momenti durante la giornata in cui potermi dedicare totalmente all’ascolto della musica.

Non che avessi poche cose da fare, anzi, ma la musica era il modo principale in cui riempivo i, seppur pochi, momenti di pausa dalle mie molte altre attività.

Ora è tutto più difficile.

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Will Cookson – Ghosts of the Morning Sun

willcookson_ghostsofthemorningsunMarica Notte per TRISTE©

Una grande parentesi: senza molti giri di parole, senza creare un’ elaborata costruzione grammaticale, arrivo subito al dunque.

E il dunque di oggi è complesso, talmente disordinato che non può essere spiegato senza troppi giri di parole perchè in vortice girano, girano e non arrivano mai a prendere il fiocco della vittoria.

Oggi, senza nessun confessionale religioso (dove il più delle volte si esce convinti che quei peccati commessi valevano proprio la pena di essere vissuti), cerco di capire perché la musica salvi l’anima nei minuti quotidiani.

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Lisa/Liza – Desert of Youth

lisaliza_desertofyouthGiulia Belluso per TRISTE©

“Giulia soffia sulle candeline ed esprimi un desiderio”

Il giorno del mio compleanno è per me un giorno di contemplazione, uno di quei giorni in cui medito quasi inevitabilmente su gran parte del mio passato: le decisioni prese, le complicate (quanto inutili) incazzature con me stessa, gli amori impossibili e gli amici di una vita.

Nelle mie riflessioni immagino uno scenario essenziale e solitario, in cui molti dei sentimenti che ho provato prendono forma e volto di persone a me familiari. Il mio passato è fatto di emozioni contrastanti, molto sofferto, non poco tortuoso, ed io che non amo troppo parlarne, continuo a contemplarlo nell’intimità della mia stanza, grazie ad un sottofondo di melodie come quelle di Lisa/Liza. Continua a leggere

Joe Sampson – Songs of Delay

joesampson_songsofdelayGiulia Belluso per TRISTE©

Settembre è un mese bellissimo.

Il caldo torrido comincia ad allentare la propria morsa e le giornate sempre più fresche si accorciano lentamente, minuto dopo minuto. Purtroppo è anche il mese in cui veniamo di nuovo travolti dalla frenesia della vita di tutti i giorni: accompagna la nonna, corri al supermercato, compra un biglietto aereo, ricordati di riprendere la nonna, non percorrere le vie intasate dal traffico e (magari) vola al concerto.

La frenesia di settembre è come il caldo appiccicaticcio di agosto: non te ne liberi facilmente. A meno che nella playlist musicale che hai in macchina ci sia l’imperscrutabile delicatezza di musicisti come Joe Sampson.

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Lucas Laufen – Goodbye

LucasLaufen_GoodbyeMarica Notte per TRISTE©

Come molte volte, questa è una di quelle in cui non riesco ad orientarmi nella mia mente che sempre più sta diventando una soffitta piena di cose in disuso.

E quando si confonde la capacità di discernere con rapidità il logico dall’illogico, il giusto dall’ingiusto, mi concentro per qualche minuto su oggetti particolari come fosse un esercizio di meditazione.

E alla fine credo funzioni perché all’improvviso riemergo come fossi risalita dal profondo delle acque.

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