Pavement – Slanted And Enchanted

Francesco Amoroso per TRISTE©

A vent’anni (o poco più), per quanto tu possa avere un animo sensibile e amare la poesia, i tramonti, i fiori e l’amore, ci sono alcuni momenti nei quali è necessaria una sferzata di adrenalina, una botta di eccitazione pura, un intervallo, almeno uno, durante il quale dare libero sfogo alla corporeità e urlare a squarciagola.

Nel 1991 una band nata da una costola dei grandi Dinosaur Jr., i Sebadoh di Lou Barlow, cantava “Just Gimme Indie Rock“.

Ecco: allora, a vent’anni, ogni tanto c’era davvero voglia di dire “datemi solo un po’ di indie rock” (anche perché allora la parola indie non era ancora un termine dispregiativo o omnicomprensivo).

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Red House Painters – Down Colorful Hill

Francesco Amoroso per TRISTE©

E’ una sensazione davvero straniante riascoltare dopo tanto tempo l’album d’esordio di un musicista che, ignorato dalla stampa mainstream nonostante una carriera ultraventennale e una produzione sterminata e di qualità altissima, ha finalmente, negli ultimi anni, trovato notorietà e fama, per quanto, molto probabilmente, nel suo momento di minor ispirazione e per i motivi sbagliati.

Ed è inevitabile che l’approccio a un disco che, con il passare degli anni, è andato acquisendo uno stato di culto ed è divenuto un’opera imprescindibile del cosiddetto sadcore, riservi emozioni sopite, quasi dimenticate e regali sensazioni nuove.

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Slowdive – Just For A Day

Francesco Amoroso per TRISTE©

Stasera, per me, sarà un po’ come la chiusura di un cerchio, un concetto tanto caro agli anglosassoni, da cui, inevitabilmente, grazie a cinema, musica e letteratura, anche noi “latini” ci siamo fatti influenzare in maniera quasi inconsapevole.

Che sia un atteggiamento autoctono o meno, in ogni caso, mi sembra vero che la vita proceda per cicli, per periodi anche molto lunghi che, una volta aperti, hanno bisogno di una chiusura.

Ebbene, quando stasera alla radio parlerò degli Slowdive, sentirò in qualche modo di essere arrivato alla chiusura di un cerchio. Perfetto.

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The Pastels – Up For A Bit With The Pastels

Francesco Amoroso per TRISTE©

Le ricordo ancora in maniera vivida le estati della mia prima adolescenza.

Iniziavano a giugno e sembravano eterne. I giorni si susseguivano pigri, piacevolmente monotoni e il fatto che non ci fosse nulla da fare, nessuna attività programmata o necessaria, nessun compito da portare a termine, li rendeva ancor più amabili e interminabili.

Spendevo il mio tempo, per lo più, su una anonima spiaggia adriatica (una “seaside town that they forgot to bomb…” avrebbe detto Morrissey, non fosse che, durante la guerra, era stata praticamente rasa al suolo ) a cuocere sotto il sole, in mezzo a tanti altri ragazzi e ragazze della mia età, nella convinzione che la vita vera sarebbe sì cominciata prima o poi, ma di certo non prima della fine delle vacanze.

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Echo & The Bunnymen – Ocean Rain

echoandthebunnymen_oceanrainFrancesco Amoroso per TRISTE©

Quando eravamo bambini non ci accorgevamo nemmeno del diverso, a meno che qualcuno non ce lo facesse notare. Da preadolescenti, invece, cominciavamo ad avere paura di essere noi i diversi e tentavamo di uniformarci il più possibile al gregge: ci vestivamo tutti allo stesso modo, ascoltavamo la stessa musica, guardavamo gli stessi programmi alla tv.

Poi arrivava l’adolescenza e, per qualcuno, la voglia di trasgredire, di essere unico, di non essere solo un numero in una massa informe di standardizzati ragazzi brufolosi che cominciano ad avere la necessità di una doccia almeno quotidiana.

Durante i miei primi anni di liceo, passati in una provincia conformista e vagamente bigotta (almeno in superficie), questa spinta verso la ribellione (esclusivamente, per me, culturale ed estetica) è stata lungamente combattuta dalla forza uguale e contraria di mostrarmi un bravo ragazzo, uno di quelli che le mamme delle mie “spasimate” potessero apprezzare sin dalla prima occhiata.

Almeno finché non ho incontrato, per interposta persona, Laura.

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Adorable – Against Perfection

adorable_againstperfectionFrancesco Amoroso per TRISTE©

Ci sono quelle band che hai amato, magari intensamente, per qualche anno, o anche solo per qualche mese e che poi hai abbandonato, lasciandole lì in un angolo del tuo cervello (e del tuo cuore), dimenticate ma non cancellate.

E lì, in quell’angolino, sono rimaste fino a quando, decine di anni dopo, un incontro casuale su internet, il ritorno sulle scene di uno dei suoi membri o una qualsiasi altra causale circostanza, non te le ha fatte tornare in mente all’improvviso.

Allora non puoi che correre ad ascoltarle di nuovo e sai già che l’amore si rinnoverà immediatamente, anche se per una sola volta ancora, prima di tornare ancora in quel dimenticatoio pullulante di grandi e fugaci amori musicali.

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Cocteau Twins – Treasure

cocteautwins_treasureFrancesco Amoroso per TRISTE©

Quando ho ascoltato per la prima volta la voce dell’Angelo?

Come tutte le domande che riguardano gli angeli, plausibilmente anche questa è piuttosto oziosa. E, di certo, benché mi ostini a scavare nella memoria, non riuscirò a dare una risposta definitiva e certa.

Ma, del resto, in fondo, cosa importa?

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