My Bloody Valentine – Isn’t Anything

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ogni anno, all’approssimarsi del Natale, mi sento quasi compulsivamente spinto a riascoltare l’album che più rappresenta per me quel periodo dell’anno. Non si tratta dei classici natalizi cantati da Frank Sinatra o da Mariah Carey, ma dell’esordio di quella che all’epoca era solo una piccola e misconosciuta band proveniente da Dublino: i My Bloody Valentine.

Il motivo è presto detto: nel (stranamente non vano) tentativo di conquistare una compagna di scuola a Natale del 1988, decisi di confezionare una bella cassettina con tanti brani dedicati a lei. A parte cose orribili come LL Cool J o Bon Jovi (per andare incontro ai suoi gusti) punto forte della raccolta era Soft As Snow (But Warm Inside), brano d’apertura dell’album Isn’t Anything da poco pubblicato dagli irlandesi su etichetta Creation Records (e da me acquistato solo per tale motivo).

Con quel brano avrei voluto comunicarle che sapevo che, sotto l’apparente freddezza (la giovane era decisamente scorbutica), c’era un mondo di calore e dolcezza pronto a schiudersi per me. Peccato che il brano non dicesse proprio quello, ma il titolo era quanto di più vicino avessi potuto trovare al concetto che volevo esprimere.

mbv_1 Continua a leggere

Belle and Sebastian – If you’re feeling sinister

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ogni album che abbiamo amato, di solito, è legato a un momento specifico della nostra esistenza, ne costituisce la colonna sonora. Ed è sempre emozionate poter ricordare quando abbiamo stretto tra le nostre braccia il primo grande amore, con in sottofondo (se siamo stati estremamente fortunati) gli Smiths, oppure l’esame universitario passato alla grande dopo aver studiato due mesi in compagnia di Sea Change di Beck, o quella sera che, un po’ brilli per il terzo aperitivo, abbiamo discusso fino a notte fonda dell’album con la banana dei Velvet Underground (e Nico) con i nostri migliori amici. O quel che vi pare. Questo accade di solito.

Poi ci sono alcuni album che, sarà per caso o per il loro essere così vicini al nostro sentire, riescono ad accompagnarci per anni e anni e rimanere legati a innumerevoli ricordi. Quegli album che ogni tanto sembra ci tornino in mente all’improvviso ma che, in realtà, sono sempre lì, a occupare un piccolo, recondito, spazio nella nostra mente (e, naturalmente, nel nostro capiente cuore) senza andarsene mai.

If You’re Feeling Sinister, il secondo album dei Belle and Sebastian (quello rosso) è, per me, uno di questi album.

BelleandSebastian_IfYourefeelingsinister Continua a leggere

The Jesus And Mary Chain – Psychocandy

Francesco Amoroso per TRISTE©

Probabilmente di Psychocandy, primo album dei Jesus And Mary Chain, a quasi trent’anni dalla sua uscita, si è già detto tutto. E anche all’epoca, ascoltare l’esordio dei fratelli Reid non è che rendesse nessuno automaticamente un grande scopritore di talenti: oltremanica se ne parlava ovunque e anche da queste parti non era certo passato inosservato.

Quando si tratta di ricordare, però, le esperienze individuali sono quelle che contano. E, vi assicuro, il 1985 non è stato uguale in tutto il mondo. Allora, senza la rete, per ascoltare nuove band e nuovi suoni ci si doveva affidare alle riviste musicali e a qualche encomiabile programma radiofonico. E quello era solo l’inizio. Per riuscire finalmente a mettere le mani su un vinile (non ero hipster neanche allora ma gli altri supporti non esistevano, ad eccezione delle cassette, che facevano già schifo a quei tempi) a volte trascorrevano mesi, se non anni.

jesus_and_mary_chain_psychocandy Continua a leggere

Blueboy – If Wishes Were Horses (Sarah Records, 1992)

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Nothing is purer than intense beauty”.

Era difficile, nei primi anni novanta, per un post adolescente maschio italiano, per di più residente in provincia, manifestare i propri sentimenti e la propria nostalgia verso l’infanzia, senza rischiare di essere etichettato come una femminuccia.

Così, mentre tutti i miei coetanei scapocciavano ascoltando i Nirvana e il grunge (e si ammazzavano di canne), personalmente mi trovavo in qualche imbarazzo a urlare ai quattro venti la mia sconfinata passione per la Sarah Records,  piccola etichetta di Bristol, e per le sue straordinarie band, The Field Mice, Brighter, Blueboy, The Orchids.

blueboy_ifwisheswherehorses Continua a leggere