Julia Bardo – Bauhaus, L’Appartamento

Francesco Giordani per Triste©

‘Qualunque cosa la vita ci riversi addosso, avrà sempre qualche piacere da offrirci. E noi siamo tenuti a coglierlo’.
(Jonathan Coe, Io e Mr Wilder,
Feltrinelli 2021)

Mi piace cominciare questa recensione con una citazione violentemente ottimistica, tratta dall’ultimo delizioso romanzo di Jonathan Coe, scrittore arguto ed elegante, quanto mai britannico, che ha scelto di sublimare il suo già ben noto amore per le commedie di Billy Wilder in un’opera felicissima, regolata da un magistrale senso della misura narrativa e dello stile. Scelgo questa citazione sia perché la condivido sia perché, in un garbuglio di libere associazioni tutte mie, mi fa da comoda sponda nel parlare di un disco che ha per titolo, in italiano, Bauhaus, L’Appartamento.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 41: The Suncharms

The Suncharms (credit. Julie Wright)

The Suncharms are a Sheffield based indie/shoegaze band originally active between 1989-1993: Marcus Palmer (vocals/tambourine), Matt Neale (Guitar), John Malone (guitar), Richard Farnell (Bass) and Chris Ridley (Drums). The band released a couple of EPs (The Suncharms EP and Tranquil Day) on the now defunct Wilde Club Records, and recorded a Peel session before going into hibernation for 26 years! Since reforming in 2016 to release a compilation of their 90s material on Cloudberry Records and a new 7″ single, Red Dust, on Slumberland Records in 2018, the band released the long overdue debut album, Distant Lights, on Sunday Records this fall.

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The Lathums – How Beautiful Life Can Be

Francesco Giordani per Triste©

Non voglio risultare ripetitivo (o forse sì…) ma quando si parla di “morte del rock” bisogna sempre quantomeno chiarire la natura specifica del fenomeno al quale ci si riferisce. Il fatto che il rock non sia più un genere “pop” (ma forse anche quest’affermazione è suscettibile di legittime obiezioni) non significa che esso sia diventato automaticamente impopolare.

The Lathums hanno acciuffato la vetta della classifica inglese degli album nella prima settimana di pubblicazione del loro How Beautiful Life Can Be (e la vita della band è senza dubbio diventata ancora più bella da quella settimana, c’è da scommetterlo), in barba a competitori certo meglio equipaggiati come Drake, Lil Nas X o Olivia Rodrigo, potendo peraltro contare su una media di quattrocentomila ascoltatori mensili solo su Spotify e oltre dieci milioni di streaming in poco meno di due anni di vita discografica.

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Wet Leg – Wet Dream

Wet Leg (Credit: Hollie Fernando)

The Band:
Wet Leg are a British duo, Rhian Teasdale and Hester Chambers. They come from the Isle of Wight and are signed to Domino Records. Following almost a decade of friendship (Teasdale and Chambers met at college, and played in various bands and as fledgling solo musicians on their native Isle Of Wight), the pair took a ferris wheel trip at 2019’s End Of The Road festival. It is here where they found the embryonic elements of Wet Leg after seeing IDLES storm the main stage that evening.
Arming themselves with guitars, effervescent imaginations and a shared love of the The Ronettes and Jane Birkin, through to Ty Segall and Bjork, they set about making some recordings of their own. In June (2021), the British duo unveiled their debut single for Domino, Chaise Lonuge. Reception around the track was strong, generating some buzz around their name. The song, which has racked up 3 million streams and a million video views, was produced by Jon McMullen and mixed by Alan Moulder while the music video was directed by the band themselves.

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Matt Maltese – Good Morning It’s Now Tomorrow

Francesco Amoroso per TRISTE©

I wanna walk around you/ Like a child in a museum/ I wanna be beside you/ Like a guide at the colosseum/ I don’t even have to say these words, but I do/ You’re my right shoe/ I’m your left shoe/ We stand together/ You’re my right shoe/ I’m your left shoe/ We stand together
(Matt Maltese – Shoe)

Non sarebbe perfetta la vita, se fosse una canzone pop?
Se tutti i drammi che ci travolgono potessero essere risolti solo con un ritornello, con un arrangiamento elegante, con la nota giusta al momento giusto? Non sarebbe bello che le nostre storie d’amore fossero esaltanti come quelle delle canzoni pop? Non sarebbe un sollievo sapere che ogni volta che ci dovesse capitare di avere il cuore spezzato, basterebbe aspettare i pochi solchi che separano un brano dall’altro per trovare un nuovo amore e tornare a felici? Che la solitudine, invece di essere tetra e cupa, suonasse come una canzone di Matt Maltese?

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