Belle And Sebastian – Late Developers

Francesco Amoroso per TRISTE©

Demand me nothing. What you know, you know.
From this time forth I never will speak word.

(W. Shakespeare: Othello: Act 5, scene 2)

E’ più che probabile che non capisca nulla di musica. Mi sta bene e non contesterò alcuna eventuale affermazione in tal senso.
Ma mi sento di dire che capisco le persone. O meglio: ho la sensazione di capire se una persona è sincera e genuina o finta e calcolatrice. Credo di avere una certa sensibilità in questo campo e sarei pronto a mettere la mano sul fuoco sulla sincerità di uno come Stuart Murdoch.
E’ per questo (oltre al mio grande amore per loro) che, alle prime reazioni scomposte seguite all’uscita (a sorpresa) del nuovo singolo dei Belle And Sebastian (I Don’t Know What You See In Me, scritto con Wuh Oh, nome d’arte del producer e compositore scozzese Peter Ferguson), l’ho davvero presa sul personale e la mia prima reazione è stata quella di non dire una parola sull’argomento. Facciano loro, sanno quello che sanno.

Continua a leggere

James Yorkston, Nina Persson And The Second Hand Orchestra – The Great White Sea Eagle

Francesco Amoroso per TRISTE©

Come per tutti c’era stato un tempo in cui la bellezza era entrata in lui senza fare anticamera, ma tutto questo era stato nell’altra vita, quella in cui si è innocenti e si può credere a tutto, prima di scoprire che la bellezza nasconde sempre qualcosa di irrimediabile.
(Davide Longo – Il caso Bramard)

Qualche giorno fa, nella libreria fornitissima di una casa che frequento (purtroppo) troppo saltuariamente, mi sono imbattuto in un titolo, Il Mito della Bellezza, che ha attirato la mia attenzione.
Forse perché vado blaterando, ormai da tempo immemore, della necessità della bellezza e della sua capacita di curare (o, quanto meno, lenire) i mali e le storture di questo mondo, leggendo, seppur molto superficialmente, la quarta di copertina di quel saggio (che è stato scritto oltre trenta anni fa e ha rappresentato, all’epoca, un testo fondamentale per il movimento femminista), mi sono chiesto se questo continuo richiamo alla bellezza non richieda qualche chiarimento, perché, effettivamente, la parola bellezza, in sé, vuol dire poco e spesso è utilizzata solo per designare l’avvenenza fisica che, benché sia ampiamente utilizzata in letteratura (e nella musica “leggera”) come esaltazione della persona amata, finisce per essere un’ulteriore forma di discriminazione, della quale non si sente, francamente, alcun bisogno.

Continua a leggere

(Make Me A) TRISTE© Mixtape Episode 98: Nadine Khouri

Nadine Khouri (© Steve Gullick)

Nadine Khouri is a British-Lebanese independent musician & songwriter currently based in Marseille. Her first album, The Salted Air, was produced by John Parish (PJ Harvey, Aldous Harding, Dry Cleaning) in his hometown Bristol. A haunting collection of poetic meditations, with influences from shoegaze, film soundtracks & spoken-word, the album was included in Rough Trade’s Albums of the Year. Her new album Another Life was released on November 18th on Talitres. Recorded in London and Bristol again with John Parish and frequently touching upon themes of exile and disappearance, the album is set to a shifting sonic tapestry, taking in blues, fragile drum machine rhythms and sun-bleached 1970s Laurel Canyon rock.  Another Life’ is available now via BandcampRough Trade and Digitally.

Continua a leggere

Doom Flower – Limestone Ritual

Francesco Amoroso per TRISTE©

“L’unico difetto che ho sempre trovato nella scrittura è che puoi parlare alla pagina, ma lei non ti risponde mai. Scrivere è un atto ossessivo, in fondo. E l’ossessione, per sua natura, è una strada a senso unico.
Solo l’amore può rispondere.”
(Jason Mott – Che razza di libro!)

Come sempre accade a chi, come me, ha pensieri che talvolta oserei definire profondi, ma non ha il talento o la capacità per articolarli a parole, mi avvalgo di quello altrui per esternare una mia sensazione che, in questo periodo, si è fatta sempre più persistente.
Mi sono imbattuto nelle parole citate qui sopra proprio nei giorni in cui mi apprestavo a compilare il mio lungo e articolato elenco degli album che più mi hanno coinvolto ed emozionato nel corso dell’anno appena trascorso. Sono stati giorni caratterizzati da una scrittura che si potrebbe, effettivamente, definire ossessiva e probabilmente un po’ fine a se stessa. E la pagina, virtuale e interattiva quanto si vuole, non mi ha naturalmente mai dato alcuna risposta.

Continua a leggere

Francis Gri – Argine

Peppe Trotta per TRISTE©

La musica pensata come rifugio, oasi confortevole in cui immergersi per lenire ogni sofferenza e mitigare gli affanni del vivere.
Questa peculiare declinazione del suono è sempre più alla base del verbo ambient di Francis Gri e si rinnova alla comparsa di ogni suo nuovo itinerario innescando placide derive in paesaggi emozionali sempre profondamente avvolgenti.
Non si discosta da tale approccio Argine, percorso elettroacustico fatto di armonie morbide e riverberi luminescenti immersi in un substrato cangiante che rispecchia i moti contrastanti di un animo alle prese con un momento complesso.

Continua a leggere