Aldous Harding – Designer

ALDOUS HARDING - DESIGNERID_12 Sleeve 5mm MPO Spine

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sarebbe bello poter vivere una vita nella quale ci fosse concesso di accedere alle sensazioni limbiche di timore, angoscia, senso d’ignoto, vuoto, viltà, invidia, disprezzo, rancore e attrazione per il lato sbagliato delle cose, senza però rischiare davvero, senza essere costretti ad abbracciare l’oscurità, senza essere travolti e sedotti dai cattivi sentimenti.

Insomma vivere una vita riparata e tranquilla, senza, però, rinunciare all’adrenalina e all’eccitazione che arrivano solo dalle situazioni incognite e pericolose, dal fascino del male.

Mi rendo conto che forse è chiedere troppo, eppure un’esistenza fatta di sola sicurezza e di situazioni confortevoli risulterebbe fatale per chiunque.

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Alfa Mist – Structuralism

Alfa Mist

Carlotta Corsi per TRISTE©

Vivere in una città come Milano, ti porta inevitabilmente a pensare al dualismo e agli ossimori.

Milano è una città che, diversamente da quanto si crede, ha un passato davvero importante: la convivenza tra “vecchio” e “nuovo” (e non solo quelle tra i fuori sede, quindi) caratterizza la cultura della città e ne è, oltre che un tratto distintivo, un motivo di vanto.

Una delle cose più fascinose è che ogni quartiere mantiene sempre, con gran gelosia, un pezzo della Milano più “provinciale” e questi contrasti diventano subito poesia. Insomma, pensare di vivere in pianta stabile in un posto così inclusivo alla lunga può diventare imperativo.

Il progresso è visibile, non solo nei “giganti” in zona Garibaldi, ma nelle idee delle persone, che mantengono un rapporto a doppio senso con il territorio, diventando, sempre di più, l’attributo principale di questa città.
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Big Thief – U.F.O.F.

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Nella sua più recente recensione su queste pagine, Francesco Amoroso ci racconta di come ormai tutto corra velocemente: di come il passato più prossimo diventi vecchio in poche ore e di come l’unica cosa che conta sia il “Qui ed Ora”.

Credo la situazione sia ancora peggiore. Se l’Hic et Nunc di Orazio (o il Da-sein di Heidegger) sollecitavano infatti a prendere consapevolezza del momento in cui stiamo vivendo (e delle proprie azioni) senza essere intrappolati nel passato o nel futuro, quello che invece subiamo oggi è una continua estraneazione dal luogo in cui siamo, il Qui, grazie alla tecnologia, e da quello che stiamo facendo, l’Ora, grazie ad una continua proiezione ansiogena verso il Dopo.

Ed anche in ambito musicale, per recuperare il discorso di Francesco, la tendenza è quella di rincorrere l’hype (una aspettativa per quello che ancora deve arrivare), mentre nel momento in cui un disco esce, già pensiamo di non avere più tempo da dedicargli.

Tutto questo a discapito della qualità dei nostri ascolti (e delle nostre vite).

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Weyes Blood – Titanic Rising

Titanic Rising

Francesco Amoroso per TRISTE©

È solo una mia impressione o siamo tutti ossessionati dal cosiddetto “Qui e ora”? Che si tratti di un’opera letteraria, di un paio di pantaloni, di cucina etnica o di una scena musicale, tutto è caduco, effimero, fugace. Nulla dura.

A volte, con sgomento, leggo sui social, da parte dei teenagers o dei twenty something (che, intanto, arrivati alla mia veneranda età, la differenza non è poi così marcata) il commento “old”, scritto così, laconico, a rimarcare che quanto affermato o postato da qualcuno è ormai acqua passata: se ne parlava già ieri, è uscito da giorni, andava di moda la scorsa settimana. Aggiornati!

Sarà l’età, ma non riesco a tenere il passo. E neanche ne ho voglia. Continua a leggere

Drahla – Useless Coordinates

Useless Coordinates

Francesco Blasilli per TRISTE©

E’ un tardo pomeriggio post festivo.

Sono sdraiato sul mio costoso materasso in memory con il pc appoggiato sulle gambe accavallate e le cuffie ben piantate nelle orecchie. Sono emozionato perché a breve incontrerò di nuovo una delle persone più importanti della mia vita.

Il mio osteopata.

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Damien Jurado – In The Shape Of A Storm

In the Shape Of A Storm

Peppe Trotta per TRISTE©

Affrontare una perdita è sempre difficile e pone di fronte ad un dolore disarmate.

C’è chi ne rimane sopraffatto e chi lentamente riesce a trarre nuova linfa da ciò che a prescindere diviene episodio indelebile della propria esistenza.

E c’è poi chi come Damien Jurado tramuta l’emozione in urgenza comunicativa, in gesto creativo che insegue una necessaria catarsi.

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Fontaines D.C. – Dogrel

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Francesco Giordani per TRISTE©

A Federico,
indimenticabile compagno di sbronze irlandesi

I Fontaines D.C. vengono da Dublino, come noto. E Dublino è stata senza dubbio uno dei luoghi decisivi della mia vita, la città che probabilmente più di ogni altra mi ha insegnato a “disoccupare” il tempo per liberare l’immaginazione, sperimentando la vita dissipata del perdigiorno e del disperato.

Arrivavo in Irlanda formalmente per un periodo di studio della lingua inglese. Una giovane vedova dublinese, così gentile da stirarmi anche le camicie senza sovrapprezzo, mi aveva affittato una stanzetta di fronte al cimitero cattolico di Glasnevin, dove ancor oggi riposa cospicua parte del pantheon patriottico irlandese.

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