Carla Dal Forno – Look Up Sharp

Look Up Sharp

Fiamma Giuliani per TRISTE©

Ogni anno, quando ci si inoltra nell’autunno, amo osservare come, quasi impercettibilmente ma in maniera inesorabile giorno per giorno, ogni cosa rallenti, sprofondando in uno stato di quiete. Cambiano i colori dopo l’esplosione estiva, si ammorbidisce la luce e ogni cosa sembra attutita  in preparazione al torpore invernale. Allo stesso modo, ogni autunno tendo, nemmeno troppo inconsciamente, a sincronizzarmi con i mutamenti della natura e ad adeguarmi al mood stagionale.

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Elbow – Giants Of All Sizes

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Francesco Blasilli per TRISTE©

Avvertenza prima dell’uso: questo non è il miglior album degli Elbow.

Dosaggio: da ascoltare a ripetizione, perché vi piacerà da morire.

Soprattutto se non li conoscete.
Eh già, perché il quartetto di Manchester è uno di quei casi di gruppi considerati delle vere star in patria e praticamente sconosciuti all’estero. Per intenderci, in Inghilterra fanno sold out ovunque e si sono esibiti durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra del 2012.

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Patrick Watson – Wave

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Peppe Trotta per TRISTE©

L’unico modo per poter trasmettere determinati sentimenti è viverli, lasciarli fluire provando a dargli una forma definita e condivisibile.
È così che si riesce a tirare fuori ciò che si prova innescando un processo di superamento che in quel frangente sembra impossibile anche se lo si avverte profondamente necessario.
Se si cerca e si continua a scavare, la scintilla la si trova e anche dal più complesso dei momenti vissuti si riesce a trarre preziosa linfa vitale da cui ripartire.

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Men I Trust – Oncle Jazz

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Non avrei mai pensato di parlare, qui o altrove, di un album il cui suono fosse in maniera prominente fondato sulle tastiere. Eppure sta accadendo.
Non che io abbia qualcosa di personale contro le tastiere: è il loro utilizzo da parte della maggior parte delle band attuali che mi convince sempre pochissimo.

Affascinati dalla nostalgia degli anni ottanta, infatti, molti artisti contemporanei si sono lanciati in una sorta di revival, nell’utilizzo di synth vintage per ricreare i suoni e le atmosfere che richiamano alla mente un periodo storico musicalmente affascinate e prolifico, di solito dimenticando (o forse non capendo) che, più che inseguire un suono, gli anni ottanta hanno inseguito sempre le melodie, la costruzione di canzoni che potessero colpire e rimanere impresse nella mente degli ascoltatori, che avessero una loro originalità e peculiarità.

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Tamino – Amir (Deluxe)

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Carlotta Corsi per TRISTE©

Mi capita di essere triste.
Capita a tutti, e poiché questa sensazione a volte si protrae per un tempo indefinitamente lungo, è difficile tollerarla e si finisce per prenderne le distanze. Sopprimere qualcosa che pensiamo sia tossico è parte del nostro corredo genetico, l’istinto di conservazione che balza fuori a piè pari.

Talvolta, il nostro DNA, (se siamo davvero sfigatissimi), può trasmetterci un disturbo dell’umore cronico, detto anche “Distamia”, che provoca una sensazione costante di tristezza e sconforto.
I fattori esterni che possono essere determinati da un processo di crescita e di evoluzione, in questo caso influiscono relativamente sulla sensazione di lontananza e fugacità dalle cose.
Per quanto stupido possa sembrare, la soluzione migliore, spesso, è accettare la propria croce, portarla consapevolmente e superare i ventisette anni senza troppe tragedie.

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Angel Olsen – All Mirrors

All Mirrors

Alberta Aureli per TRISTE©

Sono tutti gli specchi possibili e le considerazioni infinite da imbastire e sfilare, cucire i pezzi insieme dimenticandosi di fermare i fili.
Ogni filo porta a una storia, ogni storia alla voglia di cambiare qualcosa di sé.
La certezza è l’impossibilità di vedersi ancora nello stesso modo, immutati e inermi, la rabbia di essere stati per troppo tempo fermi e confusi.

Le parole sono tante e Angel Olsen accompagna l’uscita di All Mirrors senza risparmiarsi, come chi ha iniziato un discorso e non ha ancora messo un punto.

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Kele Goodwin – Moonbug

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Forse il mio piatto preferito in assoluto è la pasta con il sugo semplice che mi faceva mia nonna. L’avrei potuto mangiare a pranzo e a cena e, probabilmente, anche a colazione e merenda.
Da quando mia nonna non c’è più, ho provato in tutti i modi a rifare il sugo di pomodoro come me lo preparava lei e, seppure non ci sia andato neanche lontanamente vicino, la pasta al sugo, quando ben fatta, continua a essere il mio piatto preferito. Sono una persona semplice, dai gusti semplici e senza pretese, lo so.

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