Preoccupations – New Material

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Un albero fa rumore quando cade se non c’è nessuno che lo sente?

Scopro questo famoso dilemma filosofico solo pochi giorni fa. La risposta non è scontata e io mi schiero con convinzione tra chi crede che le vibrazioni diffuse con la caduta non producano di per sé alcun rumore se non c’è un sistema uditivo a interpretarle.

Se ogni albero abbattuto corrispondesse a un fatto segnante del proprio vissuto si potrebbe pensare che in assenza di un testimone il fatto non sarebbe validato. Come a dire che non sempre riconosciamo l‘estensione e il significato delle nostra esperienza se non c’è nessuno a sentirla e provare empatia per essa.

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Jessica Risker – I See You Among the Stars

Giulia Belluso per TRISTE©

Li ricordo ancora quegli immancabili pomeriggi (o intervalli scolastici) passati a ridere, divertirsi e giocare, insieme agli amici.

Le giornate sembravano non finire mai, i pomeriggi iniziavano già alle 15, il sole ci baciava per bene, e noi non facevamo altro che risplendere. Ricordo le rincorse frettolose e divertenti, i giochi con i gessetti, 1-2-3 stella e poi il mitico nascondino che chi faceva libera per tutti era un eroe, e i miei preferiti: i giochi con la corda.

Si passava da un gioco ad un altro senza mai fermarsi, lavorando di fantasia e procedendo attraverso percorsi lisergici disseminati da fiori come nel più strambo paese delle meraviglie, oppure come la vellutata voce di Jessica Risker.

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Grouper – Grid of points

Peppe Trotta per TRISTE©

Una primavera in sordina fatta di cieli azzurri che rapidamente si alternano a grigie distese di gravide nubi, un tepore che avvolge confortevole per poi dissolversi lasciando in balia di venti rigidi.

Non può che essere altalenante l’umore, in bilico tra la delicata dolcezza di una promessa che non si compie e la pungente delusione per qualcosa che si immaginava già consegnato al passato.

È un malinconico ritrovarsi lungo un bordo instabile sul quale procedere cauti, accompagnati dai diafani racconti raccolti da Liz Harris nel nuovo lavoro firmato Grouper.

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Half Waif – Lavender

Giacomo Mazzilli per TRISTE ©.

I campi di lavanda che corrono lungo la valle del verdon, quelli che trovano il loro apice nella piana di Valensole a Luglio, offrono al mondo uno spettacolo unico.

Adoro pensare alle braccia che hanno creato tali piane di arbusti viola. Come quando, camminando nei sentieri di Manarola mi chiedo se mai, chi ha creato tali terrazzamenti, si sia immaginato un giorno di trovarli pieni di turisti.

Burning lavender over the oven
Filling the space with a strange kind of lovin’
Look after me now ‘cause I’m lost, woman

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Goat Girl – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

C’è poco da girarci intorno.

Il giovane rock inglese che sta pian piano crescendo alla gelida ombra della Brexit ha il gusto amaro e pungente della disillusione. Poca melodia, poco da ridere, tanta psicoanalisi, una certa dose rinforzata di cinismo.

Cimentarsi in ardite similitudini con gli anni dei sinistri trionfi thatcheriani appare senza dubbio semplicistico. D’altra parte, come ha annotato il filosofo inglese Mark Fisher nel suo folgorante Realismo Capitalista, quello che oggi per lo più viviamo è “un’incapacità di produrre ricordi nuovi”.

Perfida, anzi crudele, ironia della Storia.

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Angel Olsen @Unplugged in Monti @Auditorium Parco della Musica – Roma, 5/5/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Il 5 Maggio Angel Olsen ha suonato all’Auditorium di Roma per un live acustico intimo e delicato, sotto l’egida di Unplugged in Monti.

La location inizialmente doveva essere la Chiesa Evangelica Valdese ma il veloce sold out ha spinto gli organizzatori a trasferire l’evento in una sede più
spaziosa, senza perdere troppo in atmosfera.

Quell’atmosfera calda e profonda che ha riempito la sala Petrassi Sabato scorso.

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