The Saxophones – Songs of The Saxophones

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Dondolando su un’amaca all’ombra di un’enorme quercia (no, non credo sia una quercia, forse un leccio chissà) osservo il cielo farsi rosa al tramonto sui colli pescaresi.

Solo le cicale, l’acqua della piscina che gorgoglia e mio nipote che urla come un’aquila (no neanche questo è vero, mio nipote sta dormendo). È che è tutto così calmo e sereno che la mia inquietudine sembra inopportuna.

“Time is like a river, you should know”. Si, ma perchè dovrei saperlo?

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Damien Rice @Zafferana Etnea – 15/07/2018

Peppe Trotta per TRISTE©

Estate esplosa, afa e Francia vittoriosa al mondiale russo.

Non le migliori premesse per una lunga domenica da passare lontano dal mare. Non esiste granita che tenga, birra ghiacciata che possa consolare adeguatamente.

Per fortuna però la serata prevede un possibile riscatto visto che Damien Rice ha scelto Zafferana Etnea come tappa di uno dei suoi tre concerti italiani di questo luglio 2018.

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Red Red Eyes – Horology

Horology

Francesco Amoroso per TRISTE©

Passerò per il solito vecchio trombone, ne sono consapevole. Farò l’effetto di quel vecchio Zio che ogni volta ci racconta la stessa storia, si ripete all’infinito e vagheggia (e vaneggia) i tempi andati come un’età dell’oro oramai lontana e dimenticata.
Correrò il rischio. Del resto questa rappresentazione non è poi così lontana dalla realtà.

C’era una volta un’epoca nella quale i dischi si compravano a scatola chiusa o quasi. Anche quelli degli esordienti. Bastava leggere una recensione interessante, ascoltarne un brano eccitante e il gioco era fatto. E quando si ascoltava per la prima volta un album nuovo, il brivido della scoperta andava di pari passo con il timore di aver investito in maniera sbagliata la sudata paghetta.

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Gruff Rhys – Babelsberg

Francesco Giordani per TRISTE©

Ce ne vorrebbero a migliaia, a centinaia di migliaia, di artisti come Gruff Rhys, in questo mondo. Oggi più che mai, probabilmente.

Il gallese, noto ai più come voce e onirica penna dei Super Furry Animals, in venticinque anni suonati (in ogni senso…) di più che stimabile carriera, ha viaggiato in lungo e in largo, dentro e fuori lo spartito, a piedi o con la testa, nei vastissimi, imprevedibili, territori del verosimile; spesso e molto volentieri sconfinando anche parecchio più in là ma sempre guidato dalla scintilla di una visione benevola, pulsante, totalmente gallese, che più gallese davvero non si potrebbe.

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Godspeed You! Black Emperor @ Villa Ada Incontra il Mondo – Roma, 4/7/2018

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’Estate in città è caldo, cemento e mezzi pubblici invivibili.

Certo a Roma le aree verdi non mancano e il mare non è poi così lontano. Ma comunque le giornate tra lavoro e spostamenti si fanno sempre più pesanti. Almeno la sera, però, qualcosa da fare c’è.

Ed anche se quest’anno l’offerta estiva romana lascia un po’ a desiderare, Villa Ada ha (finalmente) riaperto i battenti per portarci, tra gli altri, un concerto davvero imperdibile come quello dei canadesi Godspeed You! Black Emperor.

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Snail Mail – Lush

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

In questo caldo appiccicoso di inizio Luglio, fatico a ritrovarmi.

Le notizie si intersecano e non riesco a definirne il senso. Nel giro di cinque minuti: profonde preoccupazioni e ansie, poi nuove prospettive. Quando ho visto uscire la data di Bologna degli Smashing Pumpkins, ho perso la testa. Tornare a Bologna 18 anni dopo, quando ero un ragazzino del liceo che iniziava ad amare il rock alternativo.

Ricordo ancora la faccia del tipo che a Firenze diceva: “Smasci Panchi? Fooooorte!” Continua a leggere

Low – I Could Live In Hope

Francesco Amoroso per TRISTE©

Mio figlio è un bambino a dir poco adorabile. Sveglio, affettuoso, educato (non dovrei dirlo io, forse) curioso. E amante della musica.

Nel suo primo anno e mezzo di vita, però, aveva molti problemi a prendere sonno. Le avevamo provate tutte: cullarlo sul passeggino per poi metterlo nel lettino, cantargli i classici della canzone napoletana, creare attorno a lui il buio e il silenzio assoluto, ma niente funzionava davvero.

Naturalmente furono provate anche varie opzioni musicali, dalla classica al folk, alle canzoni per bambini, senza esito positivo. Quasi per caso, un pomeriggio, notammo che The Invisible Way, l’album allora appena uscito dei Low, sembrava a tratti funzionare. Continua a leggere