Kilo Kish e gli altri – Gli ascolti di Carlotta.

Carlotta Corsi per TRISTE©

Ho iniziato a notare dei tratti del mio carattere, abbastanza radicati, che proprio non sopporto. Certo, direte voi, basta che aggiusti un po’ di qui, un po’ di là e magari ti piaci anche di più. Il mondo ci insegna che tutto quello che vuoi è raggiungibile con della buona volontà, qualsiasi cosa, giuro, anche cambiare te stessa è possibile – perché appunto, la cosa più importante è essere la versione migliore di se stessi!
Ma no, non tutto è possibile e io, allora, sto provando ad andarmi bene anche così, imperfetta e per niente la migliore che potrei essere, ma senza ombra di dubbio me stessa al 100%. E quindi, per rimanere fedele a me stessa, anche se odio essere improduttiva quando non ho davvero nulla da fare, quando il silenzio delle mie giornate prende piede mi blocco. Ma mi sta bene così. Almeno ci sto lavorando.
E poi ancora: madonna che fatica l’ultima parte dei vent’ann. Non ti senti per niente “grande” ma in modo categorico rifiuti ogni senso di spensieratezza rimasta a nuotare nelle tue cellule. I miei ascolti stanno DECISAMENTE riflettendo questa confusione perpetua.

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CMAT – If My Wife New I’d Be Dead

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

É passato talmente tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto qualche riga, che non so nemmeno più quale sia il template che dovrei utilizzare. But I left you overnight, I left you overnight …
Di questa finestra temporale, durata esattamente 4 anni (il mio ultimo post risale al 2018, per un disco meraviglioso), ho qualche immagine nella testa: il pomeriggio temperato in cui visitai il cristo velato, la mia collezione di vinili, il freddo pomeriggio in cui mi precipitai a casa per vedere per la prima volta mia figlia, l’evoluzione nei gesti e nelle parole di mio padre. But who needs God when I have Robbie Williams?

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OUR VISION TOUCHED THE SKY. Fenomenologia dei Joy Division

Francesco Giordani per TRISTE©

Il lettore italiano ha da qualche anno a disposizione una bibliografia non trascurabile sui Joy Division. Certo, non monstre quanto quella in lingua inglese (esponenzialmente più estesa), ma comunque non trascurabile, soprattutto se si pensa che la band ha registrato in tutto cinquantatré canzoni in circa quattro anni di attività, senza peraltro mai raggiungere livelli di popolarità mainstream.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 69: Winter Moves

Winter Moves

Winter Moves are an Edinburgh and Glasgow based-band founded over Facetime in 2021 by songwriters Fraser Macintyre (Linburn) and Leo Bargery (Mt. Doubt). Born in during the pandemic lockdowns in Scotland, Winter Moves grew out of a remote friendship; sending ideas for songs, full songs and everything in between back and forth. This creative outlet was a real source of positivity for both writers and soon a real collection of songs were starting to form. During the COVID-19 pandemic, Bargery made the most of moving into a house with a piano. Sending MacIntyre voice notes as song after song took shape, Bargery received thoughts then ideas in return until one sketch was returned with a full arrangement in tow. MacIntyre, starting to build a makeshift studio in the living room of his Glasgow flat, threw a few of his own songs into the melting pot, and it quickly began apparent that the duo had stumbled their way into a new project of equal priority to their solo ventures. Currently they are piecing together their debut EP.

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Jeanines – Don’t Wait For A Sign

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ammettiamolo, con noi stessi prima che con chiunque altro: la vita, in alcuni periodi, riesce a essere piuttosto monotona.
L’autunno e l’inverno, con il loro grigiore, la loro routine, la pioggia, il fiume di auto che invade le strade, la sera che scende fin troppo presto, il risveglio sempre alla stessa ora, può risultare davvero difficili da sopportare.
E’ in momenti come questi che sarebbe utile avere almeno uno sprazzo di vitalità, un momento di luce, un gesto che illumini la giornata. Anche un solo minuto di improvvisa, magari inaspettata, vitalità, qualcosa, che, per una manciata di secondi, ci tiri fuori dal tran tran quotidiano.
Perché mi dilungo con queste elucubrazioni piuttosto banali e superficiali? E’ presto detto. Lo faccio perché ogni volta che ascolto una delle canzoni del nuovo album dei Janines, Don’t Wait For A Sign, è come se fossi colto da una piccola scossa.

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