Anna Calvi – Hunter

Francesco Giordani per TRISTE©

È una piacevole, piacevolissima anzi, sorpresa ritrovarsi oggi di fronte ad un’Anna Calvi così profondamente cambiata.

Un’evoluzione, quella della Calvi, naturale e tutt’altro che forzata, che un disco felicemente riuscito come Hunter, sua terza fatica in studio, racconta nel migliore dei modi.

Impressione ribadita a piè se possibile ancor più sospinto anche dalla “data zero” del tour mondiale a supporto del nuovo album, consumatasi, con gioiosa (e ci auguriamo non isolata) intuizione, nel bellissimo chiostro michelangiolesco delle sempre impressionanti Terme di Diocleziano, lo scorso 14 Settembre, ad inaugurazione della rassegna multidisciplinare Ō.

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Emma Russack & Lachlan Denton – Keep On Trying

keep on tryingFrancesco Amoroso per TRISTE©

Lo so che sembra una frase fatta, però è proprio vero che può capitare di trovare la bellezza dove meno te l’aspetti.

Anzi oserei dire che è molto più probabile trovarla in luoghi e situazioni dove eri proprio sicuro che non l’avresti mai trovata. Suppongo sia una questione di aspettative: è più difficile rimanere soddisfatti da qualcosa o qualcuno quando si hanno grandi aspettative, mentre si possono avere grandi sorprese quando non ci si aspetta molto.

Accade con le persone e accade anche con la musica.

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Terry – I’m Terry

Sara Timpanaro per TRISTE©

“I’m Terry. Oh, you know me! There are two kinds of people in this world: not Terry, and Terry.”

Si apre così la presentazione di Terry, dividila in 4 e ottieni Al Montfort, Amy Hill, Xanthe Waite e Zephyr Pavey.

Mi sembra davvero divertente che il nome di una persona possa andare bene per 4.

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Alpaca Sports – From Paris With Love

ER-1232

Francesco Amoroso per TRISTE©

“I wish spring would last forever” cantano I giapponesi Wallflower in una delle canzoni più solari e amabili dell’estate che si sta spegnendo (è la seconda volta che li cito in una recensione, senza però averli recensiti…dovrei provvedere).

E, per usare una metafora abusatissima, che cos’è l’adolescenza se non “la primavera della vita”? E chi non ha desiderato, almeno ogni tanto, che durasse per sempre?

Credo che la mia (insana?) passione per quel pop che viene definito (in maniera vagamente dispregiativa) Twee Pop sia in larga parte dovuta alla struggente nostalgia per quella stagione della vita nella quale si cambia, si cerca all’interno di noi un equilibrio, ci si crogiola nei propri sogni (non ancora infranti), con la voglia di crescere e vedere che cosa ci riserverà il futuro, persi tra stimoli nuovi, emozioni, pensieri, ansie e insicurezze. Diventando adulto (invecchiando?) questa insana passione non si è affatto placata e, anzi, costantemente l’ascolto di indie pop dalle caratteristiche adolescenziali è fonte di conforto e sollievo.

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Elephant Micah – Genericana

Peppe Trotta per TRISTE©

Vivere è cambiare e veder cambiare il mondo attorno a noi.

Appare sempre scontato il presente eppure se ci si sofferma un attimo a pensare cosa eravamo anche solo dieci anni fa e come si sono modificate le nostre abitudini ci rendiamo conto di quanto tutto costantemente evolva e di come ogni generazione si ritrovi a partire da presupposti differenti.

Anche se lentamente, quelle che consideriamo radici immutabili si trasformano ponendoci in una posizione inedita da cui guardare il nostro universo.

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Tunng – Songs You Make at Night

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Una notte d’agosto mi aggiravo allegra in cerca di un bagno pubblico tra le stradine di Aliano, durante il festival di paesologia La Luna e I Calanchi.

Ho seguito un cartello stradale che indicava Toilette Donne fino a un piccolo slargo dove, tra la fontana comunale e il bar Brillo Parlante, un altro cartello con la stessa scritta suggeriva di scendere le vicine scale.

Dopo qualche ora sono tornata e sullo stesso cartello accanto al Brillo Parlante c’era scritto Toilette Uomini. Non ero sola (fortunatamente!) e quando ho guardato Arianna anche lei era a bocca aperta. Siamo scoppiate a ridere senza avere la minima idea di cosa fosse successo.

Questa è stata la mia estate: surreale.

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