Calexico / Iron and Wine @Villa Ada – Roma, 24/07/2019

Emanuele Chiti per TRISTE©

Per quanto i Calexico siano stati ospiti più volte della nostra città, lo stesso non si può dire per Iron And Wine.

Anzi, a memoria il barbuto songwriter della South Carolina non è mai stato dalle nostre parti. Quale migliore occasione allora di avere entrambi sullo stesso palco, in questa afosa serata romana che potrebbe ricordare le atmosfere texmex che aleggeranno sullo sfondo del concerto di Villa Ada?

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Bedouine – Bird Songs of a Killjoy

Bedouine - Bird Songs Of A Killjoy

Francesco Amoroso per TRISTE©

Un notissimo filosofo e psicanalista molto presente negli ultimi tempi in TV (e nelle bacheche dei social network), parlando di rapporti di coppia, sostiene che noi viviamo in un tempo che oppone il “nuovo” allo “stesso”, che lo “stesso” sia considerato la morte del desiderio, mentre il “nuovo” ne sia la scintilla permanente e che il grande insegnamento poetico delle coppie che sanno durare nel tempo è di vedere il nuovo nello stesso.
E’, continua l’esimio maestro, in fondo proprio questa l’essenza della poesia: i poeti sono coloro che sanno vedere nelle stesse cose del mondo sempre qualcosa di nuovo.

Prendendo spunto da queste affermazioni, semplici e condivisibili, non esito a sostenere che Azniv Korkejian sia, senza dubbio, un’amante durevole e una poetessa.

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Molly – All That Ever Could Have Been

molly

Francesco Amoroso per TRISTE©

A breve, completati gli ultimi incombenti lavorativi, me ne andrò in vacanza per un po’ di meritato (?) riposo e, come sempre più spesso mi accade da qualche tempo a questa parte, ho scelto di andare in montagna invece che al mare.
Andrò tra i ghiacciai alpini austriaci, alla ricerca di refrigerio e tranquillità, lontano dalla umanità unta e sudaticcia che affolla le spiagge agostane e dall’incessante, incalzante e volgare ritmo latino-americano che infesta gli altoparlanti degli stabilimenti balneari.

Proprio dalle Alpi austriache provengono Lars Andersson e Phillip Dornauer che, a giudicare dall’esordio del loro progetto Molly, dalle maestose vette che li circondano sono stati chiaramente influenzati.

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Chilly Willies -Spoil the Party with the Chilly Willies

spoil the partyFrancesco Giordani per TRISTE©

Scrivere dei Chilly Willies è per me come tentare di descrivere una passeggiata al mare, appena uscito dall’ufficio, in quell’ora indefinita, così piacevolmente sfumata – diciamo grossomodo fra le 19 e le 21-  in cui tutte le cose, come arrendendosi, cedono il passo alle loro ombre pigramente allungate sulla sabbia. Nella testa si affastellano ancora confusi progetti e talvolta rimpianti legati al magro bilancio di giornata ma a prevalere è soprattutto, in quell’ora, la calma del ricordo, la certezza tranquilla di essere ancora vivi o, perlomeno, sopravvissuti.

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Caught In The Wake Forever – Waypoints

cover

Peppe Trotta per TRISTE©

È ormai da molti anni che noto come i gruppi che emergono dal cosiddetto indie italiano sembrino fare a gara nello scegliere le denominazioni più assurde, spesso sfiorando il ridicolo. Non so a cosa sia dovuto e personalmente ritengo che questo trend ben rappresenti un vuoto qualitativo che tante volte si nasconde sotto queste sigle.

Esattamente agli antipodi si pone la scelta operata da Fraser McGowan quando ha iniziato il suo personale percorso musicale adottando lo pseudonimo Caught In The Wake Forever, vero e proprio verso capace di restituire liricamente il portato emozionale che da sempre accompagna le sue traiettorie sonore.

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Thom Yorke – Anima

anima

Francesco Blasilli per TRISTE©

Meglio di quanto mi aspettassi.

Questo il mio primo pensiero su Anima di Thom Yorke, mentre sudando senza un domani, lo ascoltavo al mattino presto del giorno della sua uscita.

Certo è che sembra proprio un disco cucito su misura sulla danza piuttosto stramba del nostro eroe.
Sembra quasi che suoni e note siano state scelte accuratamente per accompagnare i suoi movimenti, mentre – di norma – sarebbe il contrario: prima la musica, poi la danza. Continua a leggere

David Allred – The Cell

the cell

Alberta Aureli per TRISTE©

Qualcuno mi dice che dovrei sentire The Cell di David Allred, è un disco notturno che potrebbe piacermi parecchio.
Mentre lo dice mi viene in mente Tenera è la notte e nei giorni dopo ci penso ancora, ma non al libro, non solo almeno.
Penso al titolo del libro, e alla notte che si taglia in due senza coltello, che scivola lenta e morbida fino alla luce del mattino. Penso che Nicole è pazza e Dick la cura e penso che Rosemary, be’, Rosemary è giovane.

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