Arab Strap – As Days Get Dark

Francesco Amoroso  per TRISTE©

A me la storia che il rock sia solo o soprattutto trasgressione non mi ha mai convinto del tutto.
Che sia nato come una musica che scompaginava la pace dei benpensanti e dei borghesi legati a valori stantii e (soprattutto) posticci non ci piove.
Ma se fosse rimasto solo questo, probabilmente non avrebbe torto chi, da decenni, va blaterando che il Rock (inteso come movimento artistico trasgressivo, come volontà e necessità di “Épater la bourgeoisie“) sia da tempo morto e sepolto.

Vestirsi di piume di struzzo, portare i capelli lunghi, cantare ricoperto di paillettes o distorcere un paio di chitarre e dire qualche parolaccia sono ormai diventati atteggiamenti così conformisti che solo qualche ottuagenario o qualche ragazzino imberbe (e alquanto represso) potrebbero considerarli trasgressivi.

Tuttavia la musica alternativa (alternativa a cosa poi?) continua a contenere, almeno nelle sue espressioni più valide, uno spirito dirompente, la capacità di affrontare argomenti spesso scabrosi senza peli sulla lingua, il coraggio di raccontare la vita così come è, senza doverla necessariamente edulcorare e rendere accettabile.

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Caught In The Wake Forever – Fair Weather Voyager

Peppe Trotta per TRISTE©

Sono passati poco meno di due anni da quando, in occasione della pubblicazione di “Waypoints”, dichiaravo sulle pagine di TRISTE© il mio amore per lo pseudonimo scelto da Fraser McGowan in seguito alla chiusura della breve parabola Small Town Boredom condivisa con Colin Morrison.
Una firma, quella scelta dal musicista scozzese, dalla valenza fortemente elegiaca e perfettamente aderente ai suoi sfaccettati, ma sempre profondamente emozionali, tracciati sonori.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 15: Rachel Love

Rachel Love

Me and some friends formed the band Dolly Mixture in 1978, I was 15 and the other girls were 17. We were very serious from the start and learnt to play our instruments quickly as well as learning song writing. 
I’ve been in other bands since and 8 years ago started making albums under the name ‘Spelt’ with my husband Steve Lovell, ex record producer who worked with artists  such as Blur, Julian Cope, Holly Johnson and Morten Harket.
Last year I started writing a solo album and we recorded it all at home. The first single is Primrose Hill. I was inspired by a painting from the top of the hill looking out over London that my parents bought in the 60’s, I always loved it.

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Django Django – Glowing In The Dark

Francesco Blasilli  per TRISTE©

Se qualcuno pensa che il britpop inglese, che ha dominato la scena musicale britannica a cavallo degli anni novanta, sia trash, lasci subito perdere la lettura.

Non perché “Glowing in the Dark” dei Django Django sia un disco britpop, e nemmeno perché io ho passato la mia adolescenza a pane e britpop. Semplicemente perché difficilmente un movimento musicale tanto lungo non lascia eredità importanti.

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Giuliano Ciao – Flavio Giurato. Le gocce di sudore più duro

Francesco Giordani per TRISTE©

Penso di non essere stato il solo ad avvertire, in questi anni, l’esigenza di un studio serio e criticamente soddisfacente dell’opera di Flavio Giurato, che, più che collocarlo all’interno di un canone ufficiale o di un’ipotetica storia della canzone italiana, ne riportasse in piena luce l’originalità, la grandezza e la profondissima libertà. Quel libro, lungamente vagheggiato, ora esiste davvero, si chiama Flavio Giurato. Le Gocce di Sudore più Duro e porta la firma di Giuliano Ciao.  Un’opera densa, piacevolmente “smisurata”, frutto di anni di lavoro, che si distingue dal brusio della contemporanea pubblicistica di argomento musicale non solo per il formidabile livello di ricerca e approfondimento critico propugnato dall’autore, ma anche e soprattutto per la raffinatezza stilistica della sua scrittura.

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