Tallies – Patina

Francesco Amoroso per TRISTE©

All’improvviso mi è tornata in mente un’affermazione che Bobby Gillespie, il leader dei Primal Scream, aveva fatto alla fine degli anni ’80 del secolo scorso. Nel tentativo di difendere il suo primo album, Sonic Flower Groove (“E diciamolo! Diciamo una volta per tutte la verità nascosta dal velo di Maya del diktat elettronico: questo é il miglior album dei Primal Scream.” cit.), dalle feroci critiche piovutegli addosso dalla stampa inglese che lo tacciava di revivalismo, il buon Bobby affermava che se fare pop psichedelico nel 1987 era considerato revival, allora si sarebbe dovuto considerare una forma di revival anche fare sesso, nel 1987 come in qualsiasi altra epoca. In fondo, sosteneva ancora Gillespie, se ami molto fare qualcosa perché non potresti ripeterla, con lo stesso piacere, ogni volta che ti va?
Cito a memoria perché di questa affermazione – che, allora minorenne, mi colpì molto (anche per l’esplicito riferimento al sesso che per me era ben lungi dall’essere un revival…)- non trovo traccia.
Mi è tornata comunque in mente, però, mentre ascoltavo il nuovo album dei canadesi Tallies, Patina, un album che, senza giri di parole, definirei bellissimo e che, invece, mi sembra sia poco considerato proprio per il suo essere un album decisamente revivalistico. Ma, appunto citando Bobby, se una cosa è bella e ti da piacere perché non dovresti ripeterla?

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Mark Fisher – Scegli le tue armi (Scritti sulla musica)

Francesco Giordani per TRISTE©

All’indomani dell’ennesima sconfitta politica, la sinistra italiana è tornata serenamente a fare quello che da sempre le riesce meglio ovvero martirizzarsi, intonare il vibrante quanto monotono peana dei “contenuti” e, soprattutto, discutere del prossimo segretario di partito.
Potrebbe invece, la sinistra italiana, tornare utilmente a studiarsi un po’ di “fondamentali” o, almeno, provare a riprendere in mano le centocinquanta paginette di Realismo Capitalista di Mark Fisher. Che è esattamente ciò che ho fatto io, con piacere sottilissimo misto a sadica disperazione, il giorno dopo l’esito delle ultime elezioni.

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André Salvador and the Von Kings – So Psychic (Premiere)

So Psychic

André Salvador and the Von Kings is a “none-hit wonder” from Nashville, led by multi-instrumentalist Tim Cheplick. Musicians come and go under the group’s umbrella, and none of them are named André Salvador. Cheplick self-released a couple of albums under the moniker before signing to the not-for-profit, patron-funded, cool-as-hell record label Last Night from Glasgow in 2020. Paul Provenzano became the group’s drummer after answering an ad to play a gig on his birthday. They headed to Nashville to record the foundations of the self-titled album with producer Robin Eaton (Lionlimb, Jill Sobule) at Club Roar studios, and finished it back up in Brooklyn. Andre Salvador and the Von Kings arrived in the Summer of 2020. After the release and before the pandemic upended gigs, multi-talented David Voss joined the group adding piano, organ, synth, and background vocals both live and in the studio. The band felt so at home recording in Nashville that they went so far as made it their actual home, relocating in 2021. For their second LP for the label, they wanted a bigger, messier album. This took the form of recording in 5 studios for the 14 tracks, mostly in Nashville, including stops at Club Roar, Deadbeat, Powerplant, and Fancy Fish Studios. The sound is filled out on the record by a wider palette of instruments and guest appearances like Paul DeFiglia on bass and Penelope V on vocals. So Psychic is out today, Friday 30th September, and a new album, Draped Apes, will be out on November 25th.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 85: Mamalarky

Mamalarky

Mamalarky formed in 2016, growing out of the house show scene in Austin, TX that surrounded their cooperative student housing. But their roots as friends run even deeper: Bennett and Hill met in middle school band, and they’ve played in bands with Hunter since high school (single You Know I Know nods to the big music dreams of their Texas upbringing). When the band moved to LA after the release of their first record, they met Khan. Pocket Fantasy follows their 2020 self-titled full-length debut, the 2018 EP Fundamental Thrive Hive, and support tours with Slow Pulp, Jerry Paper, and Ginger Root, among others. When they’re off the road, Mamalarky now jokingly calls itself “tri-coastal,” with Bennett and Hunter back in LA, Hill in Austin, and Khan in Atlanta.
Six months into the pandemic, three-fourths of the band plunged into a new experiment and moved in together. Guitarist-vocalist Livvy Bennett and keyboardist Michael Hunter drove across the country, decamping from Los Angeles to bassist Noor Khan’s hometown, Atlanta. In September 2020, the trio rented a giant old house with vaulted ceilings, a tire swing, and a bare-bones little studio room. There, the band made its largely home-recorded new album.
The resulting album, Pocket Fantasy is a perfect sunny-day record – imaginative and introspective, an enveloping listen of sky-high hooks and keyboards that soar with joyful abandon. Its twelve kaleidoscopic tracks shape-shift aesthetically and thematically, through ideas about death and impermanence; love and gratitude; nature and technology; humour and hope.

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Lean Year – Sides

Peppe Trotta per TRISTE©

È ormai chiaro quanto l’irruzione della pandemia abbia determinato un punto di svolta nelle nostre vite e non manca giorno in cui questo non venga ribadito.
Sono innumerevoli le attività bloccate – in molti casi definitivamente affossate – e rimandate a data incerta.
Soffermandoci all’ambito musicale basti pensare a tutti i concerti annullati e ai dischi posticipati per questioni operative e logistiche. Allo stesso modo lo stravolgimento vissuto – e probabilmente non ancora superato – ha inciso in modo determinante su tanta produzione artistica in riferimento alle tematiche affrontate, permeandone le atmosfere risultanti.

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