Phosphorescent – C’est la vie

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non è facile stabilire quale evento o quale consopevolezza ci renda adulti.

Non è certo la maggiore età (soprattutto al giorno d’oggi), ma nemmeno il lavoro, nè la separazione dal proprio nucleo familiare. Me lo sono chiesto tante volte perchè io, nonostante l’età, ancora mi sento “figlio”.

Me lo sono chiesto tante volte. Ma una risposta precisa non l’ho ancora trovata.

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Cat Power – Wanderer

Emanuele Chiti per TRISTE©

Sono passati sei anni dall’ultimo disco di Chan Marshall, quel Sun dalle sonorità più elettroniche rispetto al passato.

Quasi non c’era più speranza: tra concerti sospesi per motivi vari (principalmente le turbolenze di Chan stessa), ricoveri in ospedale (I thought I was dying, dirà lei), gravidanze, tour di supporto a Lana del Rey, ormai non si riusciva più a ricollegare Cat Power alla pubblicazione di musica nuova.

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noname – Room 25

Giacomo Mazzilli per TRISTE ©

Ultimamente ho viaggiato molto: Parigi, Svizzera, alpi francesi, Carrara e adesso Atene, tutto nel giro di quattro settimane. Quando ieri sera sono rientrato a casa (più tardi del previsto dato che mi hanno perso la valigia), ho subito preso le scarpe e sono andato a correre sulla corniche marsigliese: quella terrazza sul mare che dalla spiaggia dei catalans scorre fino a quella del profeta. Volevo sentire il profumo del mare entrare nei polmoni e rigenerarmi le cellule ed i neuroni.

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Suede – The Blue Hour

Francesco Giordani per TRISTE©

Quello con gli Suede è per me, ormai da più di vent’anni, un appuntamento fisso.

Vidi per la prima volta un loro videoclip in un domenica imprecisata del 1997 – si trattava del bellissimo, e già controverso, Lazy

Il primo disco comprato arrivò un poco più tardi, nella primavera del 1999 ed era quell’Head Music che proprio adesso mi guarda, come un pregiato reperto di età remotissime, dalla scrivania su cui sto battendo queste frasi (sempre adorabile la duplice silhouette mascolino-femminina concepita con gusto cyberpunk da un ispirato Peter Saville per la copertina).

Su questa band ho scritto il mio primo articolo musicale importante, nel 2006. Su questa band ho scritto, esattamente e volutamente dieci anni dopo, anche il mio ultimo articolo musicale importante pubblicato su rivista.

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Adrianne Lenker – abysskyss

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

È arrivato l’autunno. È arrivata la pioggia.

In verità mi è anche tornata la voglia di uscire e fare cose. Forse proprio perchè la stagione è ripresa a pieno regime. Ma anche perchè è ora di scuotersi di dosso un po’ di torpore accumulato.

Al tempo stesso, però, le giornate uggiose chiamano melodie più introspettive e rilassanti. E se anche voi sentite questo bisogno, abbiamo quello che fa per voi.

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The Goon Sax – We’re Not Talking

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Invecchiando mi rendo conto con sempre maggiore chiarezza che uno degli atteggiamenti che meno sopporto in ambito musicale è quello di molti “artisti” che fingono di essere eternamente giovani, solo per vendere qualche disco o qualche biglietto in più ai ragazzini.
Di esempi che ne sono in abbondanza ed è del tutto inutile fare nomi, ma vedere un cinquantenne che parla di ribellioni adolescenziali o un sessantenne che ci racconta le angosce del primo amore è davvero irritante. Il pop ha da sempre prosperato sulle pulsioni adolescenziali, sulle paure e sulle aspirazioni dei giovani e dei giovanissimi, eppure mi pare che la vera voce dell’adolescenza sia andata perduta, sostituita da quella di chi tenta di rinnovare all’infinito una posticcia aura giovanilistica.

Per fortuna, però, ci sono The Goon Sax.

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Nick Ellis – Speakers’ Corner

Nick-EllisFrancesco Amoroso per TRISTE©

Stasera (3 ottobre 2018) la mia squadra di calcio del cuore giocherà in Champions League contro una tra le squadre inglesi più titolate (la più titolata, a livello internazionale) e tra le più famose al mondo: il Liverpool FC.

Per chi come me ha cominciato a seguire il calcio nella seconda metà degli anni 70, i Reds rappresentano una delle squadre con maggior fascino e tradizione. Giocatori come Kevin Keegan o Kenny Dalglish fanno parte del background e dell’immaginario calcistico di molti di noi (ultraquarantenni) e lo stadio di Anfield Road, con la tribuna Kop, è un posto che ha qualcosa di leggendario per ogni amante del calcio. Al Liverpool poi, sono legati (suo malgrado) nei due disastri sportivi europei più terribili: la tragedia dell’Heysel e quella di Hillsborough.
Eppure, ciò nonostante, quando penso a Liverpool, mi vengono più spesso in mente i Beatles che Keegan, o gli Echo & The Bunnymen e i Teardrop Explodes piuttosto che la Coppa dei Campioni vinta all’Olimpico contro la Roma.
Liverpool è per me, legata alla musica almeno quanto lo è al calcio. Forse di più.

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