The Bv’s – Cartography

cartography

Francesco Amoroso per TRISTE©

Posso raccontarmela come voglio. Illudermi che rimarrò sempre “sul pezzo” e attuale. Criticare coloro che vivono nel passato e i cui gusti musicali si sono fermati alle scuole superiori.
Eppure non è possibile negare che la musica che ho ascoltato e amato nel periodo che va dall’adolescenza alla prima età adulta (diciamo dai 15 ai 25 anni, più o meno) sarà sempre quella che rimarrà più vicina al mio cuore e che mi susciterà le emozioni più pure e intense. È probabile che ciò avvenga per motivi soprattutto extra-musicali: sono quelli gli anni che più formano il nostro carattere e la nostra visione del mondo, sono quelli più pieni di stravolgimenti di coinvolgimenti, di sentimenti, di novità e passioni.
Sta di fatto che mi è davvero difficile amare musica scoperta più recentemente con lo stesso coinvolgimento totale e nella stessa maniera viscerale e folle con cui ho amato canzoni e artisti di quel periodo della mia vita.
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Hand Habits – Placeholder

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Dalla mia unica (e non molto recente) lezione di Yoga mi porto dietro questa assurda convinzione che io in fondo, di meditazione, qualcosa ne so.

La sera, quando le luci sono spente e il gatto non occupa a sproposito il fondo del letto, tolgo il cuscino da sotto la testa, stendo la schiena, apro leggermente le gambe e le braccia girando i palmi verso l’alto, e respiro. Di pancia, lentamente e profondamente.

Partendo dal basso ventre fino al petto, e poi al contrario, espiro dal petto fino al basso ventre. Il movimento ripetuto e oscillante mi rilassa. Il piacevole sforzo del pavimento pelvico mi proietta verso distese infinite di dolci colline lussureggianti. Pieni e vuoti, alti e bassi che scivolano morbidi davanti i miei occhi chiusi.

Da questa posizione privilegiata posso credere di essere calma. E posso credere che anche Hand Habits lo sia.

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Wooden Shjips @Monk – Roma, 14/03/2019

Emanuele Chiti per TRISTE©

Il grande risalto dato negli ultimi dieci anni alle sonorità che si rifanno allo psych rock ha portato alla ribalta una marea di progetti e filiazioni degli stessi al punto di perdere di vista a volte le uscite più valide, a scapito di dischi che magari seguono più l’hype che una vera e sincera ispirazione.

Tra i capofila di questa nuova vena lisergica troviamo senza dubbio i Wooden Shjips da (non a caso) San Francisco.

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Savage Mansion – Revision Ballads


Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A Perth (in Scozia, non in Australia), al di là del fiume Tay su cui sorge la città, si trova il bellissimo Scone Palace.

Se capitate in una giornata di sole potreste pensare, come me, che sia una buona idea farsi una bella passeggiata dal centro per andare a visitarlo. Vi consiglio però di controllare bene gli orari di apertura e dei mezzi pubblici, e tenere di conto che dall’ingresso dei giardini al castello dovrete camminare, in leggera salita, per circa una ventina minuti.

Fatelo, altrimenti potreste trovarvi a fare una mortale corsa contro il tempo, come me, e a fermare macchine per chiedere un passaggio per riuscire a prendere l’ultimo bus.

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Living Hour – Softer Faces

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Vedere crescere un figlio è un’esperienza bellissima e, al tempo stesso, straziante: ogni piccolo cambiamento, dai primi dentini, alle prime parole, ai primi passi, al primo giorno di scuola, è una enorme conquista eppure porta con sé anche il sapore di una terribile perdita.

Mentre gioisco per ogni minima conquista del mio pargolo, che si rende di giorno in giorno più autonomo, più sicuro e sviluppa la propria personalità e individualità, non riesco a non provare un senso di smarrimento perché ciò che è appena stato non sarà più: mio figlio non avrà più sei mesi, non più due anni, non potrò più cullarlo (tra poco neanche tenerlo in braccio), né basterà più un bacino per fargli passare il dolore e già ricordo le levatacce notturne e il cambio dei pannolini con struggente nostalgia.

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Allume – Valentine

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sono stato sempre un po’ un maniaco degli elenchi.

Chiariamoci subito: non un maniaco dell’ordine. Anzi, tendenzialmente sono una persona molto disordinata. Però se comincio a sistemare le cose, soprattutto se possono essere catalogate secondo qualche criterio, ci tengo molto che qualche logica sia rispettata.

E questo vale anche per la musica.

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