Siren Festival 2018 – Vasto, 26-29/07/2018

Slowdive – Foto di Alessio Pomponi

Emanuele Chiti per TRISTE©

La storia ormai è assodata: per svariati motivi in Italia non si riescono ad organizzare mega-festival come in gran parte del mondo occidentale (e ormai non solo).

Le cause sono diverse e non le andiamo a riassumere ora per mancanza di spazio e anche perché è bello concentrarsi su quanto di virtuoso si riesce a costruire da questo punto di vista nel nostro paese nel 2018.

Il Siren Festival è sicuramente una delle realtà più funzionanti, affascinanti e promettenti che negli ultimi anni sono riusciti a fare capolino nel sempre più intasato mercato musicale live internazionale.

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Matt Maltese – Bad Contestant

Francesco Amoroso per TRISTE©.

Le riviste musicali inglesi (sia quelle cartacee tradizionali che quelle più moderne e dinamiche on-line) hanno una vera e propria mania: il tentativo di creare ovunque scene e nuovi sottogeneri musicali.

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Grimm Grimm – Cliffhanger

coverFrancesco Amoroso per TRISTE©.

Recentemente, nel corso degli ultimi campionati mondiali di calcio, mi ha molto colpito l’atteggiamento tenuto da calciatori e tifosi giapponesi dopo la cocente delusione subita per la sconfitta contro il Belgio negli ottavi di finale della manifestazione: passato in vantaggio di due gol, il Giappone è stato rimontato e ha perso subendo un gol al 94esimo minuto. Eppure, nonostante l’impresa sfiorata per poco, il senso del rispetto di calciatori e pubblico non ne è uscito scalfito: i giocatori del Giappone, dopo la sconfitta, dopo aver ringraziato con un inchino le migliaia di loro tifosi giunti in Russia, sono tornati nello spogliatoio e lo hanno pulito e ordinato, mentre, sugli spalti, i tifosi in lacrime hanno raccolto i rifiuti accumulati durante la partita, così come avevano fatto anche durante la partita contro il Senegal (quando le due tifoserie avevano lasciato lo stadio lindo e in ordine).
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JFDR – White Sun Live. Part I: Strings

Peppe Trotta per TRISTE©.

Non credo che mi stancherò mai di trovare lungo la traiettoria del mio sguardo il profilo sontuoso del vulcano alla cui ombra si svolge la mia vita. È un panorama che non possiedo dalla nascita e di cui godo da qualche lustro, ma lo considero ormai parte fondamentale delle mie giornate. C’è un fascino e un senso di regale maestosità che difficilmente si riesce ad esprimere se non si ha avuto la possibilità di vederlo dal vero e che si acuisce quando penso al nucleo bollente nascosto al suo interno. Continua a leggere

The Saxophones – Songs of The Saxophones

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Dondolando su un’amaca all’ombra di un’enorme quercia (no, non credo sia una quercia, forse un leccio chissà) osservo il cielo farsi rosa al tramonto sui colli pescaresi.

Solo le cicale, l’acqua della piscina che gorgoglia e mio nipote che urla come un’aquila (no neanche questo è vero, mio nipote sta dormendo). È che è tutto così calmo e sereno che la mia inquietudine sembra inopportuna.

“Time is like a river, you should know”. Si, ma perchè dovrei saperlo?

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Damien Rice @Zafferana Etnea – 15/07/2018

Peppe Trotta per TRISTE©

Estate esplosa, afa e Francia vittoriosa al mondiale russo.

Non le migliori premesse per una lunga domenica da passare lontano dal mare. Non esiste granita che tenga, birra ghiacciata che possa consolare adeguatamente.

Per fortuna però la serata prevede un possibile riscatto visto che Damien Rice ha scelto Zafferana Etnea come tappa di uno dei suoi tre concerti italiani di questo luglio 2018.

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Red Red Eyes – Horology

Horology

Francesco Amoroso per TRISTE©

Passerò per il solito vecchio trombone, ne sono consapevole. Farò l’effetto di quel vecchio Zio che ogni volta ci racconta la stessa storia, si ripete all’infinito e vagheggia (e vaneggia) i tempi andati come un’età dell’oro oramai lontana e dimenticata.
Correrò il rischio. Del resto questa rappresentazione non è poi così lontana dalla realtà.

C’era una volta un’epoca nella quale i dischi si compravano a scatola chiusa o quasi. Anche quelli degli esordienti. Bastava leggere una recensione interessante, ascoltarne un brano eccitante e il gioco era fatto. E quando si ascoltava per la prima volta un album nuovo, il brivido della scoperta andava di pari passo con il timore di aver investito in maniera sbagliata la sudata paghetta.

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