Daniel Land – The Dream Of The Red Sails

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Su suggerimento di Rob Brezsny questa settimana scriverò un breve saggio dal titolo “Il 2019 è l’anno in cui capirò cosa voglio davvero”.

Cosa voglio davvero, cioè il mio Desiderio, è ciò che mi definisce ma sul quale non ho controllo. Io sono il mio desiderio (dicono), mi abita e mi trascende, non mi appartiene e allo stesso tempo mi trascina.

Quindi per scoprire cosa non posso governare inizio a pensare a cosa posso governare, e cioè la mia attenzione.

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The Delines – The Imperial

the delines - imperial
Francesco Amoroso per TRISTE©

Un songwriter e romanziere americano, di grande talento ma di non altrettanto successo, incontra una cantante dalla voce vellutata, calda e commovente e scrive per lei – utilizzando per la prima volta un punto di vista femminile – un album pieno di canzoni splendide e strazianti e musicandolo insieme ad amici e compagni di mille battaglie. Alla sua uscita l’album riscuote grande successo di critica, anche oltreoceano, e lascia intravedere ai due un successo e una fama che fino ad allora non avevano, ingiustamente, ancora completamente raggiunto.
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Fog Lake – Carousel

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Se penso alla mia infanzia, non ho un grande ricordo delle giostre.

Non che i miei genitori non mi ci portassero, ma già all’epoca avevo la tendenza a rompere le scatole. E a comportarmi come se avessi una 15ina d’anni in più della mia età anagrafica (vizio che nel tempo non ho quasi mai perso).

Nonostante questo, quando mi trovo a passare di fronte ad una vecchia giostra ne rimango sempre attratto: tanto è il fascino di un vecchio carosello e grande la sua potenza evocativa.

Così grande da poter farti rivivere un passato che non hai nemmeno vissuto.

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Antonio Raia – Asylum

Emanuele Chiti per TRISTE©

Ci sono cose che in giovane età guardi con paura, distacco e a volte noia.

Le stesse cose dopo tanti anni si trasformano in qualcosa di concreto, reale di cui non puoi più fare a meno. Bello Coltrane, sì ma vuoi mettere i R.E.M. Che casino che fa Coleman! Ma vuoi mettere i Notwist?

E cosa combina Albert Ayler? Cosa “significa”?

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The Good The Bad and The Queen – Merrie Land

merrie land

Francesco Giordani per TRISTE©

Gennaio, si sa, è quel momento dell’anno in cui l’ascoltatore compulsivo si vota al diligente recupero di quanto nell’anno precedente gli è per i casi della vita sfuggito ma che per fortuna resta annotato nella sua proverbiale agendina.

Chi vi scrive non fa eccezione e, tra i tantissimi (troppi!) dischi che in questi giorni ho recuperato, raccomando senz’altro Merrie Land dei The Good The Bad and The Queen.

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Francesco Amoroso racconta il (suo) 2018 – Parte II

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Parte I

Indie, Rock, Folk Rock, Wave(?): Epic45 – Through Borken Summer [Wayside & Woodland]
Nella categoria più eterogenea in assoluto (che, tutto sommato, comprende tutto quello che non mi sembrava rientrare nelle altre categorie) ho inserito anche il magnifico ritorno degli Epic45 (per quanto qualcuno potrebbe obiettare che si tratti di post-rock…) che dopo una pausa (troppo) lunga, ben sette anni, tornano con un lavoro atmosferico e intriso delle visioni ispirate al paesaggio campestre della campagna inglese. Rob Glover e Ben Holton (il quale con il progetto My Autumn Empire ha sfornato un lavoro, Oh, Leaking Universe [Wayside and Woodland] con canzoni di una bellezza struggente) questa volta, per il loro viaggio tra memoria e contemporaneità, scelgono sonorità più eterogenee del solito che si muovono tra la loro classica dimensione onirica e soffusa, momenti insolitamente ritmati e pulsanti e elettronica calda e sincopata. “Sognare senza dover chiudere gli occhi” per citare il nostro ottimo Peppe (cui va un fortissimo abbraccio). Continua a leggere