The Phonometrician – El Mar Convertido En Oceano

Peppe Trotta per TRISTE©

Sottrarre per mettere in risalto, distillare per rivelare pienamente la natura delle cose è un’operazione solo apparentemente semplice.
In realtà si tratta di un percorso complesso che presuppone la capacità di saper individuare ciò che è essenziale e di riuscire a renderlo accessibile.
Potrebbe essere questo l’intento perseguito da Carlos Morales nella realizzazione del suo secondo atto firmato The Phonometrician.

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Yebba – Dawn

Carlotta Corsi per TRISTE©

Ci sono moltissime cose che ho perso e ritrovato nel giro di questi nove mesi -come una gestazione-. Mi sembra alle volte di tornare alla vita come nuova di zecca, ma piena dei dolori di una vita sulle spalle. Mi sento estremamente fiacca da tempo, fiaccata da situazioni fuori dal mio controllo e fiacca perché dormo su un divano letto di circa 8 centimetri.
La mattina mi sveglio presto.
La stanza, che è comunque piccola e piena di oggetti sparsi sul pavimento, diventa di un bel colore, odora di erba bagnata ed è soffice l’aria che si respira.
Dei giorni provo a tenere a mente solo questo breve momento, soprattutto se sento il petto diventarmi pesantissimo e lo stomaco contorcersi per tutte quelle cose che mi rattristano talmente tanto da infuriarmi.

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Flowertown – Time Trials

Francesco Amoroso per TRISTE©

Mentre le note del “primo” album (che poi non è il primo album, ma una raccolto di due e.p. precedentemente usciti) dei Flowertown risonano ancora nelle mie orecchie, Kevin Linn, l’appassionato e cortesissimo patron della Paisley Shirt records mi annuncia, a sorpresa, che è già pronto e in rampa di lancio un nuovo lavoro di Mike Ramos (Tony Jay) e Karina Gill (Cindy). Anzi, mi dice, Time Trials il vero e proprio esordio sulla lunga distanza del duo di San Francisco sarà il primo vinile dell’etichetta votata alla produzione di sole cassette e sarà disponibile da metà agosto.
Come spesso accade in questi casi, la notizia mi rallegra, ma mi mette anche un po’ di ansia: non mi sento ancora pronto per lasciarmi alle spalle Flowertown e per passare al nuovo materiale. Sono ancora troppo emotivamente coinvolto da canzoni come The Rope, Icehouse 1375 o The Lake. Non sono convinto che le nuove esili e schive composizioni dei Flowertown riescano a compiere il piccolo miracolo di quelle che le hanno precedute a distanza così ravvicinata.

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Low – Hey What

Francesco Amoroso per TRISTE©

Realizzare un album come Double Negative, per una band dalla carriera ultraventennale, è stata una vera e propria sfida, a se stessi e agli appassionati. Ma anche al concetto stesso di musica.
Prendere le proprie sonorità, così peculiari, e contaminarle con i suoni di una contemporaneità dolorosa e respingente è stato un atto di coraggio da parte di Alan Sparhawk e Mimi Parker che, nonostante la grande stima di cui hanno sempre goduto e la loro riconosciuta continua spinta verso il cambiamento, nessuno davvero si aspettava. Eppure i Low non hanno esitato a mettersi per l’ennesima volta in discussione, con la consapevolezza e la personalità di artisti maturi e sempre ispirati.
E, dopo un’iniziale e inevitabile spiazzamento, Double Negative è stato salutato come uno dei lavori più belli prodotti in questo primo ventennio del nuovo millennio e considerato come un punto di riferimento artistico vitale, coraggioso, senza compromessi e senza tempo.

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Vasco Brondi – Paesaggio Dopo La Battaglia

Alberta Aureli per TRISTE©

Fine estate, un RX-Torace, un mese di caldo torrido, una casa vuota e il paesaggio dopo la battaglia di Vasco Brondi

Da un po’ di tempo mi occupo di sparizioni. Non è un lavoro, è più una passione. Non faccio il prestigiatore o simili, diciamo che penso spesso a cosa c’era e adesso non c’è più. – Sei nostalgica – diranno, ma non è una nostalgia, è quasi una ricerca scientifica, e infatti ne parlo spesso con un amico che studia il caos – lui per davvero e per lavoro – . L’amico prova ad aiutarmi con cose affascinanti sulla materia e l’antimateria, e con cose semplici, ma difficilissime da accettare, come che esistiamo solo perché gli altri continuano a guardarci e a vederci, e che se smettessero niente potrebbe più provare che esistiamo ancora.

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