Thom Yorke – Anima

anima

Francesco Blasilli per TRISTE©

Meglio di quanto mi aspettassi.

Questo il mio primo pensiero su Anima di Thom Yorke, mentre sudando senza un domani, lo ascoltavo al mattino presto del giorno della sua uscita.

Certo è che sembra proprio un disco cucito su misura sulla danza piuttosto stramba del nostro eroe.
Sembra quasi che suoni e note siano state scelte accuratamente per accompagnare i suoi movimenti, mentre – di norma – sarebbe il contrario: prima la musica, poi la danza. Questo il mio nuovo pensiero in riva al mare con un delizioso venticello che provava a smorzare la calura.

E ogni giorno che passava il mio pensiero aumentava la sua accezione positiva. Perché Anima è un gran disco. Probabilmente il migliore di Thom Yorke da solista (non considerando Atom For Peace un disco solista).

Il punto è che nei lavori in solitario l’artista di Oxford si deve confrontare solo con Nigel Goodrich, produttore storico anche dei Radiohead, che lo asseconda nelle sue derive elettroniche. Manca in pratica il contrappeso degli altri componenti dei Radiohead (in particolare di Jonny Greenwood) che trasforma ogni canzone in una favolosa miscela senza tempo e senza genere.

Stavolta, però, è lo stesso Thom Torke ad autolimitarsi, a non cercare di spingersi sempre ai confini della sperimentazione. Stavolta sembra quasi che non abbia paura di sprecare qualche gemma che meglio sarebbe stata in un disco dei Radiohead. Certo, come con la band, la tendenza quasi a “imbruttire” una canzone pur di non banalizzarla, rimane (prendete le canzoni di Amnesiac e provate a immaginarle eseguite pianoforte  e voce, come probabilmente nascono).

Ascoltate con attenzione “Twist” e vi renderete conto come, con un arrangiamento leggermente diverso (qualche chitarra e una sessione ritmica più corposa), ci troveremmo di fronte a un capolavoro di Radiohead. Cosi come “Dawn Chorus”e “Last I Heard” sono due grandissime ballate.

Anche se poi alla fine, l’essenza di questo disco sta nel loop acuto e intrigante di “Not The News”, canzone che racchiude forse meglio di tutte la direzione che sta prendendo la musica di Thom Yorke.

E mentre il caldo non accenna a diminuire, ogni giorno aumenta il mio amore per questo disco.

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