OUR VISION TOUCHED THE SKY. Fenomenologia dei Joy Division

Francesco Giordani per TRISTE©

Il lettore italiano ha da qualche anno a disposizione una bibliografia non trascurabile sui Joy Division. Certo, non monstre quanto quella in lingua inglese (esponenzialmente più estesa), ma comunque non trascurabile, soprattutto se si pensa che la band ha registrato in tutto cinquantatré canzoni in circa quattro anni di attività, senza peraltro mai raggiungere livelli di popolarità mainstream.

Si parte obbligatoriamente, per restare solo ai volumi monografici, dal fortunato memoriale di Deborah Curtis Touching from a distance (tradotto da Giunti nel 2005 e più volte ristampato), che ha parzialmente ispirato la non meno fortunata pellicola biografica di Anton Corbijn Control (2007), per arrivare al libro di Peter Hook, Unknown Pleasures: Inside Joy Division (tradotto da Tsunami Edizioni nel 2014) e alla mirabile storia orale/autobiografia collettiva della band raccolta da Jon Savage (Rizzoli Lizard, 2019). Ulteriori chicche che mi permetto di segnalare -purtroppo fuori catalogo ma non del tutto introvabili per i cercatori più volenterosi: lo studio di Chris Ott di Pitchfork dedicato a Unknown Pleasures (No Reply, 2008) e la traduzione commentata di tutti i testi curata da Marco Di Marco per Arcana nel 2008.

A questi titoli si è aggiunto da qualche tempo, a riprova di quanto la band dia ancor oggi molto, anzi moltissimo, “da pensare”, un volume a suo modo unico come OUR VISION TOUCHED THE SKY. Fenomenologia dei Joy Division. Unico perché in primis si tratta di una pubblicazione a tutti gli effetti accademica, curata da Alfonso Amendola (professore di Sociologia dei processi culturali presso l’Università degli Studi di Salerno) e Linda Barone (docente di Linguistica inglese e Traduzione presso lo stesso Ateneo). L’unicità del volume risiede tuttavia anche nell’eccezionale ricchezza dei temi affrontati dalla ventina di saggi, firmati da altrettanti autori, che convergono in un indice quanto mai stimolante, tanto per chi, come noi, si professa semplice appassionato di musica pop-rock quanto per lo specialista di cultural studies.

Dall’inaugurale Metropoli e spazio periferico nell’underground post-punk inglese di Alfonso Amendola e Novella Troianello,il volume si irradia attraverso una molteplicità di percorsi e suggestioni esplorative, offrendo al lettore una “fenomenologia dei Joy Division” il più possibile ampia, che ingloba note sul contesto socio-politico della Manchester di fine anni Settanta come pure articolate riflessioni sull’innovativo design adottato dalla band o sull’influenza delle opere di Burroghs, Kafka e Ballard (o anche di Dostoevskij e T.S. Eliot, come si apprende nel bel saggio di Linda Barone) sull’immaginario dei Joy Division e sulle connessioni fra quest’ultimo e la scena dei rave anni Novanta. Il tutto equilibrando rigore critico (che richiede al lettore una ragionevole padronanza degli strumenti concettuali propri della filosofia e delle scienze sociali) e autentica adesione “amorosa” all’oggetto di studio (come si potrebbe del resto scrivere o ragionare “davvero” dei Joy Division senza mettere in gioco se stessi?), per un’operazione di “attraversamento” culturale che, se nel contesto accademico anglosassone può ormai vantare una radicata quanto gloriosa tradizione, in Italia, almeno per quanto riguarda la “musica rock”, ha ben pochi termini di paragone, almeno a nostra memoria.

Roberta Paltrinieri (docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi a Bologna) afferma nella prefazione di considerare questo libro “un’opera fondativa, un’operazione culturale importante”, confermando un’impressione che la lettura dei saggi rafforza e rilancia ad ogni pagina. Scrive Linda Barone, “C’è bisogno di un nuovo libro sui Joy Division? La risposta è sì, quando non si ripetono cose già dette e si cerca di comunicare qualcosa di personale, una visione privata, fortemente emotiva e viscerale che di accademico e scientifico può avere ben poco, ma non è detto.”

Niente di più vero, c’è sempre un gran bisogno di leggere libri come questo. O almeno: noi quel bisogno lo sentiamo.

OUR VISION TOUCHED THE SKY. Fenomenologia dei Joy Division
A cura di Alfonso Amendola e Linda Barone
Rogas Edizioni
pp 228
Euro 19,70

Il libro può essere acquistato qui.

Una playlist di cover dei Joy Division da ascoltare durante la lettura:

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