CMAT – If My Wife New I’d Be Dead

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

É passato talmente tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto qualche riga, che non so nemmeno più quale sia il template che dovrei utilizzare. But I left you overnight, I left you overnight …
Di questa finestra temporale, durata esattamente 4 anni (il mio ultimo post risale al 2018, per un disco meraviglioso), ho qualche immagine nella testa: il pomeriggio temperato in cui visitai il cristo velato, la mia collezione di vinili, il freddo pomeriggio in cui mi precipitai a casa per vedere per la prima volta mia figlia, l’evoluzione nei gesti e nelle parole di mio padre. But who needs God when I have Robbie Williams?

In questo lungo letargo, qualche lampo di risveglio, fino all’altro giorno in cui, cercando qualcosa da ascoltare per andare al lavoro, ho scoperto un’artista speciale. Cerco a caso, leggendo qualche suggerimento di blog e siti specializzati, e capito su qualche artista che mi suscita interesse, sono tre le scelte: Wet Leg, Keeley Forsyth e CMAT.

Ascolto gli album ed inizio a riprovare quel sentimento di doverne parlare a qualcuno. Mi metto davanti allo schermo. Faccio un controllo per sincerarmi che qualcuno non sia arrivato prima di me su Triste, e scopro con piacere che un nome manca all’appello. Non mi resta che parlare del colpo di fulmine per Ciara Mary-Alice Thompson in arte CMAT, una sorta di cocktail esplosivo fra Dolly Parton e Paris Hilton (autocit.), una sorta di nuova Kate Bush; un talento messo a frutto grazie ai consigli di Charli XCX.

C’è poco da stupirsi nel trovare, in un album di ispirazione country, una canzone dedicata a Nashville (che è fra l’altro la prima dell’album), ma tutti i pezzi sono passati attraverso un filtro caleidoscopico extra-contemporaneo, in modo da farli uscire rivitalizzati e centrati nel pieno dell’anno 2022.

All’incipit di No More Virgos, credevo di essere passato ad un altro artista,2 Wrecked 2 Care invece con la sua dinamica e ritmica tipica del sud americano, ci conforta con liriche strampalate e surrealistiche; il gioiello I Don’t Really Care For You mi fa letteralmente impazzire e la metto in loop: “I just spent seven hours looking at old pics of me, tryna pinpoint where the bitch began, somewhere after the Passion of Christ and before I had an Instagram”!! come si fa a non amarla?

Un po’ più tardi scopro Communion, una vera canzone pop dal ritmo 70s/80s (I had the nicest dress in class for my communion) per entrare in incisi meravigliosamente arrangiati; e se al momento vi stiate chiedendo a che punto inizieremo a parlare dei brani che ci hanno fatto pensare a Dolly Parton, allora è il moneto di parlare di I Wanna be a cowboy baby, in cui la soggiacente ispirazione partoniana si mostra a nudo.

Lonely, è un autentico capolavoro, che si dimostra ancor più apprezzabile nella versione acustica di Apple Music Home Session, un gioco sottile ed intelligentissimo fra ironia e tristezza. Il talento di CMAT è lampante.

La mia natura ottimista, mi porta a pensare sempre in grande, e forse sottovaluto la mia gut. Se avessi dovuto dire cosa mi avrebbe fatto riprendere a scrivere, avrei pensato a qualcosa come Adrienne Lenker ed i Big Thief (hands down la migliore band attuale, avete ascoltato Change?), ma forse sono le cose che ci portano vero piacere a riportarci ai primi amori. Ed i primi amori non si scordano mai.

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