Wild Nothing (opening The Wave Picture) @ FSNCPS Live Experience (/Fake) @ Circolo degli Aritsti (Roma) – 22/11/2012

Il jet lag dovuto al ritorno dagli states mi sta ancora devastando, ma di buono c’è che per me le 11 di sera sono l’una del pomeriggio. Per cui un buon concerto appena tornati a Roma mi sembrava un bel modo di tornare alla normalità.

Il Circolo degli Artisti non ha bisogno di alcuna descrizione. Lo conoscete (spero) tutti. E immagino che (chi più chi meno) lo appreziate tutti. Magari per motivi diversi. Ma alla fine ogni volta un buon motivo per passare da via Casilina vecchia lo si trova sempre. E spesso (almeno per noi) quel motivo sono i concerti.

Anche di Fish’n’Chips probabilmente avete sentito parlare. Ma qui mi piace spendere due parole su questo “indie club” itinerante che oramai da 10 anni organizza serate nella capitale. Qualcuno può anche storcere il naso, ma questi ragazzi hanno cambiato la night life romana. A prescindere dai giudizi, l’hanno fatto. Hanno fatto da apri pista per l’invasione indie/british degli ultimi anni. Ma soprattutto, e su questo vorrei porre l’accento, hanno contribuito a portare tanta bella musica. Live. La bella cosa è che non si sono seduti sugli allori (meritati), ma continuano dopo tanto tempo a scavare nel mondo della musica indie, organizzando serate, ma, soprattutto, concerti. Sempre molto interessanti.

Ad aprire la serata sono i The Wave Picture, indie band inglese ormai attiva da molti anni che tocca svariate sonorità: da un folk “molto personale” (nel senso che di folk ha abbastanza poco) a richiami più pop. Passando però, almeno a mio avviso, attraverso sonorità post punk molto vicine ai Cure di di Three Imaginary Boys (Fire in Cairo, 10:15 Saturday Night). E benchè non vi sia nulla di nuovo sotto il sole, la cosa non può che intrattenerci piacevolmente.

Il main act è affidato alla band di Jack Tatum, gli americani Wild Nothing. Il giovane originario della Virginia, porta in tour Nocturne, secondo album della band dopo l’acclamato Gemini.

Immagine

Scordatevi l’America. Jack sembra partorito dalla terra di Albione: nonostante siano presenti echi low-fi, i Wild Nothing  mostrano di aver fatto propria (attualizzandola) la lezione New Wave, soprattuto quella più pop (i New Order più lontani dai Joy Division). E se a volte la (eccessiva?) presenza di synth appiattisce un pò tra di loro i diversi pezzi, quella che risalta più di tutto è la splendida voce del front man, che accompagna le melodie dream pop della band.

Forse manca un pizzico di maturità a questa band ma, da quello che abbiamo sentito questa sera, le prospettive (e la voce) per lasciare il segno ci sono tutte.

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