Houndmouth – Little Neon Limelight

Come molti altri Italiani, anche io ho parenti in vari paesi esteri. Non con tutti, ovviamente, ho lo stesso rapporto. Alcuni addirittura non li ho mai conosciuti di persona. Ma si sa, le distanze a volte complicano le cose.

Con altri invece i rapporti sono più stretti. E come già vi ho raccontato, ho già approfittato della loro presenza negli States per appoggiarmi a loro durante i miei viaggi. Certo, Phoenix non è forse il posto più bello del mondo. Ma l’Arizona ha un sacco da offrire.

Houndmouth_LittleNeonLimelightSì, perchè quello che caratterizza questo stato che è una distesa enorme di deserto sono gli splendidi paesaggi: dal più famoso Grand Canyon, passando per la Monument Valley fino alle distese di Saguaro. E poi c’è un posto un po’ meno famoso, bellissimo, che con il colore rosso delle sue rocce ti lascia a bocca aperta: Sedona.

Ora tutto questo preambolo non è dovuto al fatto che ci stiamo trasformando in un sito di viaggio. E nemmeno perchè la band di cui vi parliamo oggi proviene dall’Arizona. Infatti gli Houndmouth vengono dall’Indiana, che nemmeno confina con lo stato di Phoenix.

Però a me serviva un modo per iniziare questa review. E il fatto che il pezzo in apertura del secondo lavoro in studio della band americana si chiami proprio Sedona mi ha attivato nella testa un sacco di memorie e connessioni.

Ma non solo. Perchè l’Arizona è il west, è un certo immaginario degli Stati Uniti (almeno per chi li vede dalla distanza) che comprende anche il folk, il country e i cavalli (questo c’entra meno. Ehm).

E con Little Neon Limelight il quartetto di New Albany continua il viaggio “on the road” iniziato nel 2013 con From the Hills Below the City. Un viaggio nelle più sincere radici della musica americana, con (appunto) il country e il folk nelle vene, senza dimenticare un giusto pizzico di soul.

E se l’iniziale Sedona è forse che più si concede una strizzata d’occhio a melodie catchy con finale pronto per essere suonato nei grandi spazi dei festival estivi, già con Otis entriamo in pieni States. “I need a little time to show my soul” cantano gli Houndmouth, ma la loro anima soul non ha bisogno di tempo per essere mostrata.

E poi eccoci con il rock’n’roll (quello vero) di 15 Years per poi tornara alla splendida e profondamente dylaniana For No One. Ma sarebbe un citare ad uno ad uno i pezzi della tracklist perchè questo disco è davvero un concentrato, sincero e fatto davvero bene, della tradizione Americana.

Con l’ottima Gasoline e la conclusiva Darlin’ a mostrare come Matt Myers, Katie Toupin, Zak Appleby e Shane Cody sappiano anche regalarci bellissime e toccanti ballads, Little Neon Limelight è un disco, forse, “di genere” ma in grado di entrare abilmente nelle orecchie e rimanerci a lungo.

Pronto per essere sfoderato duranto il mio prossimo viaggio negli States.

 

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