Calexico – The Thread That Keep Us

Giulia Belluso per TRISTE©

Ci sono voluti tre anni di dure sedute psichiatriche per arrivare alla conclusione che “i rapporti sono difficili e vanno coltivati”.

Esatto, coltivati. Ed è per questo che a 26 anni ho deciso di andare in giro come Natalie Portman in Léon con ben due bellissime piante grasse al seguito.

Carinina e Carinino sono diventati i compagni di tutti i giorni, io ci parlo, li curo e cerco di farli stare sempre al sole, e nonostante le spine e la loro poca loquacità in fondo siamo arrivati ad una vera connessione.

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Karima Walker – Hands in Our Names

Peppe Trotta per TRISTE©

Un po’ di tempo fa mi sono imbattuto (poco casualmente) in un servizio televisivo dedicato alla ricerca sull’intelligenza artificiale, ritrovandomi tra l’altro ad ascoltare una breve intervista ad un oscuro e TRISTE© personaggio barbuto che disquisiva sulle possibili conseguenze sulla nostra vita quotidiana.

Quasi immediatamente mi sono ritrovato a pensare a quanto la tecnologia abbia influito sulle nostre azioni negli ultimi decenni, a come ritroviamo l’ausilio delle macchine anche dove non ce lo aspetteremmo.

Viviamo in un’epoca pienamente ibrida e ciò che la creatività produce ne rispecchia l’andamento.

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Miss Moody – You Owe Me

missmoody_youowemeVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

In Arizona fa molto caldo. Anche a Natale. Lo so perchè molti anni fa ho passato un capodanno a Phoenix.

In verità ho festeggiato 3 volte in un giorno solo grazie ai fusi orari e a diversi voli aerei. Ma questa è un’altra storia.

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R. Ariel – Identified Demon

RAriel_IdentifiedDemonSapete quella cosa che il bello del viaggio è il viaggio stesso? Una enorme stronzata. Se domattina inventassero il teletrasporto sarei la persona più felice del mondo.

Però, devo ammetterlo, spesso mi trovo smentito dalle mie stesse emozioni: quando per raggiungere le calette del levante ligure, nascoste tra le montagne a picco sul mare, sono costretto a camminare per ore (e soprattutto risalire) nel bosco o lungo la roccia, è anche questa fatica, questo piccolo viaggio, che rende più emozionante il raggiungere questi piccoli angoli meravigliosi.

Similmente (beh, sì, non è proprio la stessa cosa), ritrovarsi in macchina nel deserto dell’Arizona ed osservare le imponenti formazioni rocciose che lo “popolano”, è uno spettacolo che rende il semplice spostarsi qualcosa di emozionante.

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Houndmouth – Little Neon Limelight

Come molti altri Italiani, anche io ho parenti in vari paesi esteri. Non con tutti, ovviamente, ho lo stesso rapporto. Alcuni addirittura non li ho mai conosciuti di persona. Ma si sa, le distanze a volte complicano le cose.

Con altri invece i rapporti sono più stretti. E come già vi ho raccontato, ho già approfittato della loro presenza negli States per appoggiarmi a loro durante i miei viaggi. Certo, Phoenix non è forse il posto più bello del mondo. Ma l’Arizona ha un sacco da offrire.

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Diners – Always Room

Un po’ di tempo fa ero negli Stati Uniti per lavoro. Dopo un po’ di giri in California, prima di concludere il viaggio, da buon Italiano sono passato a salutare i parenti. Che abitano a Phoenix. Ora l’Arizona non è propriamente lo stato più entusiasmante degli States, ma nonostante questo possiede molte attrattive, tra le quali il famoso Canion, i bei paesaggi di Sedona e molti molti molti di questi.

Tutto ciò non era per rendervi forzatamente partecipi dei miei viaggi nè del posizionamento geografico dei miei parenti, ma per introdurre i Diners e il loro Always Room. Da Phoenix, Arizona. Appunto.

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