Great Grandpa – Four of Spades

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non sono mai stato un grande amante delle carte.

Non che non abbia passato del tempo a giocare a briscola in 5 (“briscola bugiarda” dalle mie parti) d’estate al mare, a scopone scientifico o pinnacola con i miei genitori nelle serate invernali.

Ma, ecco, se posso scegliere preferisco altri intrattenimenti.

Nonostante questo, il “quattro di spade” non può che richiamarmi alla mente una delle quaranta carte del mazzo napoletano (di origine spagnola, come le carte piacentine). Il 4 di spade è simbolo di degenza nella simbologia complessa partenopea ma per estensione, anche di letto: mettersi “a quattro di spade” vuol dire infatti andare a dormire o, comunque, riposarsi. Scopro invece che nei tarocchi tale carta indica la necessità di fermarsi a riflettere, specialmente dopo un momento di difficoltà, per prendere una decisione.

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(Sandy) Alex G – House of Sugar

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ho una relazione che dura ormai da molti (moltissimi?) anni.

A parte il fatto che evidentemente non è (solo) merito mio, e che ci sono comunque  momenti belli e brutti e bla bla bla, mi sembra che un problema che spesso si affaccia sulle coppie (e soprattutto all’inizio dei rapporti) è quell’ansia da “limite” e “oppressione” che l’idea di un rapporto stabile può generare.

Ho una piccola formula per cercare di superarla senza mandare tutto all’aria: pensare che quella relazione non durerà per sempre, ma che almeno per oggi ancora ci sarà.

Someday I’m gonna walk away from you
Not today, not today

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Bon Iver – i,i

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Fiamma Giuliani per TRISTE©

Non c’è nulla di più rassicurante che restare rinchiusi nella propria comfort zone: ciò che è noto non spaventa, non fa mettere in discussione punti fermi, non destabilizza, non affatica. L’ipotetico e strisciante senso di noia insito nella reiterazione del conosciuto viene messo da parte per pigrizia o comodità e alla fine si apprezza la bellezza di andare sul sicuro.

Musicalmente parlando, nella mia comfort zone ci sono i cantautori alla Bon Iver prima maniera: un folksinger quasi archetipico, tutto chitarra acustica, voce e brani struggenti e intimisti, con uno strepitoso album di esordio concepito nei boschi del Wisconsin.

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Hugar – Varða

 

Peppe Trotta per TRISTE©

Esistono luoghi che si riescono a sentire propri pur non avendoli mai visitati. Territori di cui si è letto, si è visto e ascoltato talmente tanto da sentirne vivida la percezione,  da possederne un’immagine apparentemente chiara e che si rivelerà puntualmente non corrispondente al dato reale, se mai con esso ci si troverà a confronto. Continua a leggere

Modern Nature – How To Live

Francesco Blasilli per TRISTE©

Non c’è parola più semplice e appropriata per definire How To Live, lavoro d’esordio dei Modern Nature: AFFASCINANTE.

E non poteva essere altrimenti, considerando i componenti del progetto musicale che vede protagonisti Jack Cooper (Ultimate Painting), Will Young (Beak) e Aaron Newu (Woods), con la partecipazione di Jeff Tobias al sassofono.

Il risultato è un pop elegante e ipnotico, a tratti visionario – a tratti un po’ snob – che di certo non può piacere a tutti, soprattutto al primo ascolto. E che di certo non vuole piacere a tutti.

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Fergus – Three Of Swords

Fergus Three Of Swords

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quante volte vi è capitato di non impegnarvi pienamente in una relazione per paura che l’altra persona potesse deludervi? Quante volte avete avuto paura di supportare una causa, temendo che si sarebbe potuta rivelare una scelta sbagliata?

I dubbi, i timori, le paure sono spesso alla base delle nostre (non) decisioni. E le decisioni (non) prese per paura sono spesso quelle peggiori.

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Peaer – A Healthy Earth

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Nel bellissimo Il gesto e la parola, Leroi-Gouhran descrive le scoperte tecnologiche dai primi ominidi sino ad homo sapiens come continue “liberazioni” che hanno dato la possibilità ddi esternalizzare e semplificare alcune pratiche, guadagnando così tempo e risorse mentali per dedicarsi a sempre più complesse e sofisticate forme di ragionamento.

Ad un certo punto della nostra storia più recente le scoperte tecnologiche, sebbene non nella loro intierezza, sembrano aver virato dall’essere soluzione a problemi per diventare generatrici di bisogni e pericoli.

Per la prima volta, l’uomo sembra essere succube delle sue stesse creazioni invece che far leva su di esse per rendersi più libero.

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