Joel Gabrielsson – Citadel

Peppe Trotta per TRISTE©

Se mi si chiedesse quali sono le città del mondo in cui si concentra gran parte della produzione musicale non potrei che rispondere Londra e New York.
Per me e coloro che appartengono alla mia generazione si tratta di una certezza: sono quelli i luoghi dove più si creano canzoni di successo ed in effetti fino a qualche tempo fa ciò corrispondeva al vero. Recentemente ho scoperto con sommo stupore che le cose adesso non stanno più così.

Continua a leggere

Departure Lounge – Transmeridian

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Desidero partire: non per le Indie impossibili, o per le grandi isole a Sud di tutto, ma per qualsiasi luogo, villaggio o eremo, che abbia in sé il non essere questo luogo. Voglio non vedere più questi volti, queste abitudini e questi giorni.
(Fernando Pessoa – Il Libro dell’Inquietudine)

Non è tanto il fatto di rimanere chiuso in casa, confinato nel mio comune, impossibilitato a muovermi fuori regione, segregato entro gli angusti confini del mio Paese. La mia vera difficoltà, con l’andare del tempo, è diventata il non poter neanche sperare di muovermi, di spostarmi, il non poter programmare non dico un viaggio, ma neanche un’escursione. Il mio peggior nemico è diventato quel confine che non ho potuto fare altro che crearmi nella testa.
Non riesco più a parlare con un amico lontano e immaginare di andare presto a trovarlo, né guardare un documentario su un posto esotico e sognare di raggiungerlo, prima o poi.
Ho difficoltà anche a immaginare un aeroporto, una sala d’imbarco, un duty-free. Non sarà facile, neanche in questo senso, ritornare a una parvenza di normalità.

Continua a leggere

Dry Cleaning – New Long Leg

Francesco Amoroso  per TRISTE©

36. Fear of dropping your soda as it hit the ground and fiz on you.
89. Fear of roller skating down hill when you haven’t learned how to stop is scary.”

(Michael Bernard Loggins – Fears of Your Life)

Molto spesso, soprattutto agli albori dell’epopea del rock and roll, giovani e aggressivi PR erano ingaggiati per costruire intorno alle band da lanciare sul mercato una sorta di mito della fondazione. Il momento in cui i membri della band si incontravano per formare qualcosa di speciale doveva essere indimenticabile e significativo. E così incontri casuali in una stazione del treno o banali incontri durante feste parrocchiali si trasformavano in epifanie artistiche nate ascoltando vecchi dischi di rhythm & blues o intorno a un pianoforte sul quale suonare “Long Tall Sally”.

Le cose, in fondo, non sono cambiate tantissimo, anche se la vicinanza agli artisti che i social network ora permettono ha tolto loro gran parte di quell’aura di magia e misticismo infusa nelle rockstar di un tempo.
Eppure un piccolo “mito di fondazione” non si nega a nessuno.
Per il quartetto di South London Dry Cleaning, tuttavia, non è stato necessario chiamare un aggressivo PR (e, comunque, i PR non sono più efficaci come una volta, ammettiamolo).

Continua a leggere

Permanent Vacation – A Love Song For Everyone

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Some people, you know, them; they can distract themselves with ambitions and motivation to work, you know, but not me – They think people like myself are crazy, you know. Everyone does because of the way I live, you know.
(Aloysius “Allie” Christopher Parker in “Permanent Vacation”)

“Permanet Vacation” è il lungometraggio d’esordio di Jim Jarmusch, regista americano da sempre fuori dal coro, geniale e indolente, cervellotico e spiazzante.
Racconta la storia di Aloysius Christopher Parker, Allie, un giovane newyorkese, abulico, annoiato, senza radici e quasi senza affetti che vaga nella periferia di New York, privo di scopo e meta. La sua esistenza improduttiva e sprecata fa sentire il protagonista come un turista in perenne vacanza.
Ma vacanza non nel senso di villeggiatura, di relax, di breve pausa dagli impegni quotidiani, ma come vuoto, come tempo da riempire, come sentirsi perso e sospeso in una specie di bolla dalla quale, alla fine, si sente solo il desiderio di fuggire.

Continua a leggere

Olec Mün and Michael Sarian – Makara

Peppe Trotta per TRISTE©

I misteriosi paesaggi delle profondità marine sono da sempre fonte di tenebrosa suggestione.
Al suo interno, tra mito e letteratura, sono innumerevoli le creature che vi si annidano alimentando un immaginario fervido ed oscuro.
Basti pensare al Leviatano biblico o a Scilla e Cariddi, all’ittiosauro di Viaggio al centro della terra o all’enorme mostro marino di Ventimila leghe sotto i mari.

Ad uno di essi, il Makara della mitologia indiana, è ispirata ed intitolata la prima collaborazione tra l’argentino residente a Barcellona Marcelo Schnock alias Olec Mün e il canadese di stanza a New York Michael Sarian.

Continua a leggere