Alex Cameron – Miami Memory

cover Alex Cameron - Miami Memory

Carlotta Corsi per TRISTE©

Facciamo che stai camminando, tranquilla e, mentre sei intenta ad ascoltare le storielle pazze delle sciure che trovi per strada, giri l’angolo e d’improvviso il cielo s’illumina: una palla infuocata che attraversa il buio totale della volta. Vi giuro:  è una cosa che si nota. E fa paura.

Posso onestamente dire che il primo secondo è stato caratterizzato dal terrore, con flashback di momenti significativi della mia vita, come in un film di Aronofsky – bello saturo di emozioni, via.
Subito dopo quell’istante, che comunque è durato davvero poco, ho capito che era semplicemente una “stella cadente”, un po’ più grossa, un poco più vicina forse e più incazzata del solito.

Mentre si disperdeva nell’atmosfera, un pezzetto di questo sasso si è staccato ed ha impresso un’immagine nella mia mente che ricorderò ancora per qualche anno. Non ho espresso desideri e, porca miseria, forse sarebbe stata la mia stella buona, ma, in compenso, ho inevitabilmente iniziato a farmi domande su un sacco di cose e il loop del film Aronofskyano è ricominciato, con baracca e burattini danzanti.

Un album che ha proiettato nella mia testa  un sacco di immagini cinematografiche, durante il suo ascolto, è stato Miami Memory di Alex Cameron, ultimo e terzo lavoro dell’artista australiano.

Sin da Jumping The Shark, Cameron ha la capacità di coinvolgere nelle proprie storie, nei sentimenti, non sempre patinati, ma affascinanti per l’ascoltatore che, sicuramente, viene incantato anche dai suoni ossessivamente elettronici e dalla semplicità di un potenziale iconico.

Il suo lavoro è grottescamente ironico e vero allo stesso tempo: nel racconto di una ricaduta su ricaduta trovi complicità e ti attacchi indissolubilmente alla sua goffaggine che traspare da questi testi, spesso vestiti da suoni così colorati e ballerini.

Dell’ultimo lavora afferma che non ci sono scherzi né giravolte improvvise, ma è solo il racconto attuale e specifico di una coppia che prova a “bilanciare sesso e valori famigliari” e che, per quanto sia credibile, questo è il suo regalo simbolico alla fidanzata e all’amore in toto. Stepdad, Other Ladies e Divorce sono un bellissimo viaggio dentro le storie narrate vividamente da Cameron, che ho immaginato come scene di un film americano di inizio anni ottanta. Too Far mi riporta poi ad una realtà più vicina e meno buffa, ma comunque ancora dentro a questo mega movie da televisione.
Bad for the Boys, conquista la mia immaginazione: and here comes Mike with the motorbike, guess he’ll never get to see that little tyke”.

Questo album è tutto ciò che è la vita: bella, buffa, dolorosa e dolorante, di nuovo molto buffa e spesso anche amara e sbagliata, una carrellata di video suggestivi su tutto ciò che è davvero importante alla fine della fiera, e su quello che le persone ricordano davvero e vogliono ricordare per sempre.

Poi sapete com’è? Le stelle cadenti sono abbastanza comuni, ma non tutte ci fanno partire i film del cuore.

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