Minor Pieces – The Heavy Steps Of Dreaming

cover Minor Pieces - The Heavy Steps Of Dreaming

Peppe Trotta per TRISTE©

Non bisognerebbe mai smettere di cercare e, quando si avverte la mancanza di qualcosa, sarebbe auspicabile fermarsi, prendere fiato e guardarsi intorno.
Spesso ciò che non troviamo  è lì a portata di mano, ma non sta a noi trovarlo e semplicemente dovremmo imparare ad affidarci agli altri. E oggi più che mai avremmo bisogno di recuperare questa forma di cieca fiducia capace di offrirci inattesa la quadratura del cerchio.

Ian William Craig, affermato sperimentatore di suoni e voci con all’attivo un buon numero di lavori, ha passato molto tempo a lavorare su una serie di tracce, che nelle sue intenzioni sarebbe dovuta diventare una raccolta di canti contro la tristezza, senza giungere a trovare la loro definitiva forma e sostanza. Questo fin quando non ha incrociato sulla sua strada Missy Donaldson, misconosciuta cantante e polistrumentista con cui ha dato vita al duo Minor Pieces. La linfa vitale e la freschezza della giovane autrice ha consentito a Craig di superare l’inceppamento  creativo e dal sodalizio, cresciuto gradualmente attraverso un’istintuale processo di collaborazione, è scaturito un disco di debutto intenso e dalle soluzioni interessanti.

Interamente incentrato sulla combinazione dell’interpretazione  impervia  e dai tratti solenni di Craig e della voce seducentemente armoniosa della Donaldson, “The Heavy Steps Of Dreaming” esplora un universo espressivo fatto di narrazioni che durante il loro evolversi perdono gradualmente la forma canzone.

Ibridandosi a modulazioni sintetiche vaporose e nervose frequenze rumorose che ne ammantano o disgregano la vena melodica, le trame plasmate dai due artisti spaziano tra enfatica teatralità (“Rothko”, “Tender Fire”) e oblique derive sognanti (“This House”, “Grace”), abbandonandosi solo a tratti a cullanti toni acustici che rinunciano totalmente alla dimensione di atmosferica ricerca (“Brávallagata”, “Burden”, “The Way We Are In Song”).

Un insieme di elementi affascinanti ed eterogenei che trovano contemporaneità ed equilibrio nella dilatata distesa di “Shipbreaking”, conducendo con la sua ammaliante chiusura al termine di questo seducente viaggio risonante, in bilico tra ricerca e cristallina bellezza.

 

 

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