
Francesco Amoroso per TRISTE©
Non sono mai stato un esteta, ma mi ossessiona da sempre l’idea che il mondo sia pieno di bellezza e che questa bellezza rimanga in massima parte nascosta ai nostri sensi.
Quanta bellezza -e, con essa, quanta gioia, quanta emozione, quanta verità- ci è preclusa e quanta bellezza noi stessi ci precludiamo, per pigrizia o per pavidità?
Eppure basterebbe uno sguardo, un po’ di attenzione, uno sforzo: perché la bellezza -anche se guardando alcuni paesaggi, ascoltando alcune canzoni o assaporando una bella pizza, non lo diremmo- ha bisogno di una nostra partecipazione attiva per manifestarsi, per trasformarsi in un esperienza edificante e rinfrancante.
Esistono certamente molte persone che non hanno sentito parlare degli epic45 -anche se nella nostra piccolissima bolla questa circostanza è meno probabile: qui, più che altro, si predica ai convertiti- e, magari, alcuni di quelli che hanno avuto l’opportunità di ascoltare la loro musica, non hanno prestato la dovuta attenzione o fatto lo sforzo necessario. O non erano dell’umore adatto. Sono sinceramente dispiaciuto per loro. Ma, come diceva il grande maestro Manzi, non è mai troppo tardi.
