epic45 – You’ll Only See Us When The Light Has Gone

Non sono mai stato un esteta, ma mi ossessiona da sempre l’idea che il mondo sia pieno di bellezza e che questa bellezza rimanga in massima parte nascosta ai nostri sensi.
Quanta bellezza -e, con essa, quanta gioia, quanta emozione, quanta verità- ci è preclusa e quanta bellezza noi stessi ci precludiamo, per pigrizia o per pavidità?
Eppure basterebbe uno sguardo, un po’ di attenzione, uno sforzo: perché la bellezza -anche se guardando alcuni paesaggi, ascoltando alcune canzoni o assaporando una bella pizza, non lo diremmo- ha bisogno di una nostra partecipazione attiva per manifestarsi, per trasformarsi in un esperienza edificante e rinfrancante.
Esistono certamente molte persone che non hanno sentito parlare degli epic45 -anche se nella nostra piccolissima bolla questa circostanza è meno probabile: qui, più che altro, si predica ai convertiti- e, magari, alcuni di quelli che hanno avuto l’opportunità di ascoltare la loro musica, non hanno prestato la dovuta attenzione o fatto lo sforzo necessario. O non erano dell’umore adatto. Sono sinceramente dispiaciuto per loro. Ma, come diceva il grande maestro Manzi, non è mai troppo tardi.

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Bill Ryder-Jones – lechyd Da

Francesco. Leggo che lechyd Da è un’espressione gallese che dovrebbe pressapoco significare “buona salute”. Dopo aver scorso qualche foto recente di Bill Ryder-Jones sul suo profilo Instagram e soprattutto dopo aver ascoltato più volte il suo ultimo disco, non saprei dire se la scelta di un simile titolo per quest’ultimo abbia un che di amaramente auto ironico.
Le canzoni del (bellissimo, diciamolo subito a scanso di possibili equivoci) lechyd Da lasciano infatti intravedere, appena oltre la linea del loro brumoso orizzonte nord britannico, -meravigliosamente evocato dal dipinto di Dale Bissland che effigia la copertina-, un entroterra di vissuti sofferti, un’autobiografia scandita da stanze umide ed interni inglesi su cui le muffe della solitudine, della malattia e della tribolazione alcolica hanno allungato la loro ombra arcigna. Eppure, le canzoni di lechyd Da hanno ancora la forza di spalancare una finestra sulla luce e l’aria pungente dei mari del nord (quelli che Bill Ryder-Jones può verosimilmente contemplare dal suo rifugio a West Kirby), un’aria salmastra che tutto pulisce e spazza via, risvegliando la coscienza, aprendo lo sguardo alla possibilità di mete nuove.

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