New North Wales – Minor Birds

Francesco Amoroso per TRISTE©

Se andassi a cercare sull’atlante geografico il New North Wales non lo troverei da nessuna parte. Allo stesso modo, se digitassi New North Wales su Google Maps, verrei indirizzato in due luoghi diversi e lontani circa 17.000 chilometri l’uno dall’altro: da una parte il Galles del Nord, parte della Gran Bretagna, con la sua lunga storia e le sue peculiari tradizioni, dall’altro il Nuovo Galles del Sud, regione dell’Australia che, nata come una colonia penale, è ora famosa per Sidney e per la sua Opera House.
Insomma il New North Wales geograficamente non esiste.
E, quel che più ci interessa, non esiste praticamente neanche dal punto di vista musicale. O, almeno, se ne erano perse del tutto le tracce da almeno tredici anni.

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Weyes Blood – And In The Darkness, Hearts Aglow

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ho davanti a me una pagina bianca, aperta per scrivere le mie impressioni sul nuovo album della divina (non riesco a fare a meno di usare questo aggettivo ogni volta che la nomino, ultimamente) Natalie Mering, in arte Weyes Blood.
E ho la forte tentazione di lasciarla così come è.
Anche se ascolto l’album da parecchio tempo, per parlarne volevo aspettare che uscisse ufficialmente, in modo tutti avessero l’occasione di ascoltarlo. Così mi sono trattenuto, un po’ fremente, nonostante sapessi di avere tra le mani un album superbo, un lavoro che non solo è tra i migliori dell’anno in corso, ma che è destinato a rimanere nel tempo.
Eppure, ora che è venuto il momento di raccontarlo, di dare il mio (per quanto non richiesto) punto di vista, ho la forte tentazione di non dire nulla. Di lasciar parlare la musica.

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The Libertines – Up The Bracket 20th Anniversary

Francesco Giordani e Tiziano Casola per TRISTE©

20 anni di “Up the Bracket” dei Libertines (2002-2022): colloquio con le nostre coscienze del tempo.

Francesco. Up The Bracket compie venti anni ed io non riesco a crederci. Venti anni sono tantissimi, forse troppi, e del mio 2002 ho ricordi così imperdonabilmente vaghi. Ricordo però che verso il 2000, con il progressivo inaridirsi del brit pop, avevo smarrito gran parte del mio maniacale interesse per la musica “rock” classica. Dopo Kid A, il dilagare dell’elettronica, le vacue carezze sentimentalistiche dei Coldplay e dei loro spesso intollerabili epigoni, mi sembrava tutto irrimediabilmente finito, archiviato o poco stimolante. Era come calato un metaforico sipario sul candore dei miei anni 50…

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Bill Callahan – YTI​⅃​A​Ǝ​Я

Peppe Trotta per TRISTE©

Ci erano voluti ben sei anni per ritrovare la voce unica di Bill Callahan dopo l’ottimo Dream River e durante quel lungo lasso di tempo il timore che qualcosa si fosse irrimediabilmente incrinato favorendo il sopraggiungere di un definitivo silenzio è stato un pensiero cupo difficile da schiacciare.
Fortunatamente le cose sono andate diversamente e l’ultimo triennio ha registrato non solo il ritorno sulla scena del songwriter di Silver Springs, ma anche una ritrovata continuità sinonimo di entusiasmo evidentemente mai sopito.

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High Vis – Blending ** Thus Love – Memorial ** Woru Roze – Soil

Francesco Giordani per TRISTE©

High Vis – Blending

Parlando dell’esordio degli Yard Act avevo annotato che con esso andava in qualche maniera congedandosi una stagione del rock britannico a cui Skinty Fia ha poi dato l’ultimo abbacinante colpo di spada. Se la relativa stanchezza di band “vecchie” (Sports Team, Life) e nuove (The Lounge Society, comunque non disprezzabili, Courting) pare confermare questa mia impressione forse pregiudiziale, il secondo lavoro della band di Graham Sayle, da Liverpool, subito la smentisce a suon di schiaffi e pugnalate del tutto impreviste.

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