Hugar – Varða

 

Peppe Trotta per TRISTE©

Esistono luoghi che si riescono a sentire propri pur non avendoli mai visitati. Territori di cui si è letto, si è visto e ascoltato talmente tanto da sentirne vivida la percezione,  da possederne un’immagine apparentemente chiara e che si rivelerà puntualmente non corrispondente al dato reale, se mai con esso ci si troverà a confronto. Continua a leggere

Modern Nature – How To Live

Francesco Blasilli per TRISTE©

Non c’è parola più semplice e appropriata per definire How To Live, lavoro d’esordio dei Modern Nature: AFFASCINANTE.

E non poteva essere altrimenti, considerando i componenti del progetto musicale che vede protagonisti Jack Cooper (Ultimate Painting), Will Young (Beak) e Aaron Newu (Woods), con la partecipazione di Jeff Tobias al sassofono.

Il risultato è un pop elegante e ipnotico, a tratti visionario – a tratti un po’ snob – che di certo non può piacere a tutti, soprattutto al primo ascolto. E che di certo non vuole piacere a tutti.

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Fergus – Three Of Swords

Fergus Three Of Swords

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quante volte vi è capitato di non impegnarvi pienamente in una relazione per paura che l’altra persona potesse deludervi? Quante volte avete avuto paura di supportare una causa, temendo che si sarebbe potuta rivelare una scelta sbagliata?

I dubbi, i timori, le paure sono spesso alla base delle nostre (non) decisioni. E le decisioni (non) prese per paura sono spesso quelle peggiori.

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Peaer – A Healthy Earth

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Nel bellissimo Il gesto e la parola, Leroi-Gouhran descrive le scoperte tecnologiche dai primi ominidi sino ad homo sapiens come continue “liberazioni” che hanno dato la possibilità ddi esternalizzare e semplificare alcune pratiche, guadagnando così tempo e risorse mentali per dedicarsi a sempre più complesse e sofisticate forme di ragionamento.

Ad un certo punto della nostra storia più recente le scoperte tecnologiche, sebbene non nella loro intierezza, sembrano aver virato dall’essere soluzione a problemi per diventare generatrici di bisogni e pericoli.

Per la prima volta, l’uomo sembra essere succube delle sue stesse creazioni invece che far leva su di esse per rendersi più libero.

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Florist – Emily Alone

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

La solitudine è vista, in genere, con una accezione negativa. Qualcosa di non lontano dalla depressione o, nella migliore delle ipotesi, come timidezza o avversione verso gli altri.

Ma la solitudine può essere una dimensione estremamente positiva, in cui ci si riappropria dei propri pensieri, del rapporto con dei luoghi e con delle sensazioni. Un momento in cui ricaricarsi, ri-centrarsi e da cui ripartire proprio per riaprirsi con maggiore energia e consapevolezza agli altri.

E in questa società, riuscire ad essere soli è sempre più complicato.

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The National – I’m easy to find

Francesco Blasilli per TRISTE©

Parliamoci chiaro.

Sicuramente non è bello come il precedente Sleep well beast. E’ anche decisamente troppo lungo. E poi tutte queste voci femminili alla lunga sono un po’ stucchevoli.

Non possiamo nascondere una realtà oggettiva. Però, tranquilli, I’m easy to find è un disco bellissimo.

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Jordan Rakei – Origin

Jordan Rakei

Carlotta Corsi per TRISTE©

Sono sempre stata molto affascinata dalla scienza e da tutto ciò di cui in realtà conosciamo poco: l’universo, il suo perché, le stelle e i pianeti che fanno il girotondo attorno al sole m’incantano, come una bambina che vede le luci colorate per la prima volta.

Nel tempo ho sviluppato questi interessi ed ho scoperto tutte le ramificazioni di origine antropologica e metafisica, troppo fascinose per me. Insomma, ho stretto la mano alla Hack, mentre strizzavo l’occhio a Paolo Fox.

Una congiunzione astrale, che si è verificata nell’ultimo periodo della mia vita, ha permesso, dopo tanto penare, il concatenarsi di alcuni eventi molto favorevoli e anche il ritorno del buonumore che so già esser passeggero, quindi, ho deciso di sfruttare il momento per ascoltare qualcosa in linea con questa parentesi felice e  Orgin di Jordan Rakei mi è sembrata la scelta migliore per facilitare l’attivazione della mia ghiandola pineale.

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