Cate Le Bon – Reward

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

“In Galles ci sono più pecore che persone”

Così mi disse qualche anno fa, senza nessuna intenzione ironica, il tassista che mi stava portando in albergo ad Aberystwyth, città universitaria sulla foce dell’Ystwyth (appunto). In quel viaggio di lavoro non me ne resi molto conto, ma forse l’abilità che potei riscontrare nei gallesi nel cucinare gli ovini mi avrebbe dovuto far prendere sul serio le parole (a tratti incomprensibili) del mio autista.

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Hayden Thorpe – Diviner

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Francesco Giordani per TRISTE©

Il 16 agosto del 2014 mi trovavo, quasi per caso, allo Sziget Festival, in quello che il mio compagno di viaggio di allora aveva prontamente (quanto genialmente) ribattezzato un “inferno approssimativo”. Gli effluvi chimico-psichedelici aleggianti nell’aria, potenziati all’ennesima dal convulso traspirare dei corpi compressi nel buio attorno a me e da una già montante stanchezza taglia-ginocchia, mi trascinavano in una danza ipnotica, che oggi non saprei ripetere né tantomeno descrivere a parole ma che la musica dei Wild Beasts, così psichica, così segretamente mistica, in qualche modo alimentava, come muovendomi dall’interno.

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Western Edges – Prowess

Peppe Trotta per TRISTE©

Non sempre le parole sono il mezzo migliore per esprimere ciò che si sente, a volte si avverte la necessità di trovare forme di espressione differenti, capaci di veicolare in modo più aderente ed efficace l’universo emozionale in cui siamo immersi.

Le immagini che scaturiscono da una tale pulsione diventano così al tempo stesso proiezioni della propria personalità e tracciato di ricerca che evidenzia la tensione interiore.

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Aldous Harding – Designer

ALDOUS HARDING - DESIGNERID_12 Sleeve 5mm MPO Spine

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sarebbe bello poter vivere una vita nella quale ci fosse concesso di accedere alle sensazioni limbiche di timore, angoscia, senso d’ignoto, vuoto, viltà, invidia, disprezzo, rancore e attrazione per il lato sbagliato delle cose, senza però rischiare davvero, senza essere costretti ad abbracciare l’oscurità, senza essere travolti e sedotti dai cattivi sentimenti.

Insomma vivere una vita riparata e tranquilla, senza, però, rinunciare all’adrenalina e all’eccitazione che arrivano solo dalle situazioni incognite e pericolose, dal fascino del male.

Mi rendo conto che forse è chiedere troppo, eppure un’esistenza fatta di sola sicurezza e di situazioni confortevoli risulterebbe fatale per chiunque.

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Alfa Mist – Structuralism

Alfa Mist

Carlotta Corsi per TRISTE©

Vivere in una città come Milano, ti porta inevitabilmente a pensare al dualismo e agli ossimori.

Milano è una città che, diversamente da quanto si crede, ha un passato davvero importante: la convivenza tra “vecchio” e “nuovo” (e non solo quelle tra i fuori sede, quindi) caratterizza la cultura della città e ne è, oltre che un tratto distintivo, un motivo di vanto.

Una delle cose più fascinose è che ogni quartiere mantiene sempre, con gran gelosia, un pezzo della Milano più “provinciale” e questi contrasti diventano subito poesia. Insomma, pensare di vivere in pianta stabile in un posto così inclusivo alla lunga può diventare imperativo.

Il progresso è visibile, non solo nei “giganti” in zona Garibaldi, ma nelle idee delle persone, che mantengono un rapporto a doppio senso con il territorio, diventando, sempre di più, l’attributo principale di questa città.
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Big Thief – U.F.O.F.

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Nella sua più recente recensione su queste pagine, Francesco Amoroso ci racconta di come ormai tutto corra velocemente: di come il passato più prossimo diventi vecchio in poche ore e di come l’unica cosa che conta sia il “Qui ed Ora”.

Credo la situazione sia ancora peggiore. Se l’Hic et Nunc di Orazio (o il Da-sein di Heidegger) sollecitavano infatti a prendere consapevolezza del momento in cui stiamo vivendo (e delle proprie azioni) senza essere intrappolati nel passato o nel futuro, quello che invece subiamo oggi è una continua estraneazione dal luogo in cui siamo, il Qui, grazie alla tecnologia, e da quello che stiamo facendo, l’Ora, grazie ad una continua proiezione ansiogena verso il Dopo.

Ed anche in ambito musicale, per recuperare il discorso di Francesco, la tendenza è quella di rincorrere l’hype (una aspettativa per quello che ancora deve arrivare), mentre nel momento in cui un disco esce, già pensiamo di non avere più tempo da dedicargli.

Tutto questo a discapito della qualità dei nostri ascolti (e delle nostre vite).

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Weyes Blood – Titanic Rising

Titanic Rising

Francesco Amoroso per TRISTE©

È solo una mia impressione o siamo tutti ossessionati dal cosiddetto “Qui e ora”? Che si tratti di un’opera letteraria, di un paio di pantaloni, di cucina etnica o di una scena musicale, tutto è caduco, effimero, fugace. Nulla dura.

A volte, con sgomento, leggo sui social, da parte dei teenagers o dei twenty something (che, intanto, arrivati alla mia veneranda età, la differenza non è poi così marcata) il commento “old”, scritto così, laconico, a rimarcare che quanto affermato o postato da qualcuno è ormai acqua passata: se ne parlava già ieri, è uscito da giorni, andava di moda la scorsa settimana. Aggiornati!

Sarà l’età, ma non riesco a tenere il passo. E neanche ne ho voglia. Continua a leggere