Cabane – Brûlée

All we could do
Forever blue
You breathe for me
I’ll breathe for you
Light and darkness swim through the night
Your soft hand in mine

Non so bene quando, ma a un certo punto le cose hanno cominciato ad andare per il verso sbagliato. Coloro che, avendone mezzi e possibilità, avrebbero dovuto guidarci, usare a fin di bene le proprie conoscenze, la propria posizione, il proprio potere, la propria influenza, per portarci, noi tutti, esseri umani, verso un cambiamento, verso un miglioramento, verso un arricchimento della società e degli individui, hanno finito per irregimentarsi e seguire il gregge, per farsene loro stessi influenzare, e, invece di scegliere di cercare di indirizzare le pecorelle smarrite verso un sentiero virtuoso, le stanno accompagnando, allegramente, verso il baratro.
Forse è successo quando l’avvento della rete e dei social network ha trasformato tutti -anche gli sparuti intellettuali superstiti- in tristi personaggi in cerca di consenso, di riscontro immediato, di un prestigio non più faticosamente guadagnato con lo studio e l’impegno, ma con lo spasmodico inseguimento del trend del momento, del carro a cui agganciarsi per ottenere il fatidico quarto d’ora di celebrità.

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The Last Dinner Party – Prelude to Ecstasy

Francesco. Si parla tanto, già da qualche tempo, di crisi demografica delle band, di mortalità precoce della stesse, di insostenibilità economica della tradizionale filiera rock, eccetera eccetera, eppure la mia discoteca virtuale letteralmente straripa di dischi di band vecchie e nuove che attendono di essere ascoltati o riascoltati. Ci sono band antiche che addirittura quasi paiono resuscitare a nuova vita, ad esempio i Kula Shaker del recente spassosissimo Natural Magik, oppure band freschissime d’esordio che, penso ai valorosi neo-post punkers Egyptian Blue o Sprints, riescono magari a sorprendermi con un rasoiata tra cuore e stomaco tanto veloce quanto chirurgicamente eseguita. E tante altre te ne potrei citare, sulle quali ancora non ho idee chiarissime, Talk Show, NewDad, Folly Group, e che pure settimanalmente si riversano a rigagnoli nella memoria del mio telefono, salvate per un “dopo” dai contorni vaghi. Questo strano mondo continua a pullulare di band di ogni tipo, ci sono più band in cielo e in terra, amico mio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia, soprattutto più di quante ne riuscirai mai ad ascoltare davvero con le tue logorate orecchie.

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Grandaddy – Blu Wav

Quando oramai avevamo perso ogni speranza di riascoltarli, un brano pazzesco dal titolo Watercooler è apparso in rete lo scorso 25 Ottobre, illuminando una stanza (o una notte?) buia in cui Jason Lytle probabilmente ancora piangeva la morte per cancro di Kevin Garcia, bassista dei suoi Grandaddy dal 1992. Nei commenti sotto al video trovo frasi inequivocabili: No one gets the heartbreak of modern life like Jason, Grandaddy is not a band but a feeling. E lancio migliore non poteva esserci per il sesto album dei californiani, a quasi sette anni da Last Place e dopo quella tragedia che aveva di nuovo fermato tutto.

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Mol Sullivan – Goose

Non esiste alcuna regola che possa definire quale sia il tempo di lavorazione adeguato per scrivere e registrare un album e la storia della musica è piena zeppa di dischi creati nel volgere di un nulla e di altri frutto di elaborazioni ben più lunghe.
Per Mol Sullivan ci sono voluti ben quindici anni per chiudere e dare alle stampe il suo lavoro d’esordio, un arco temporale decisamente molto esteso scandito in modo profondo da un problema di alcolismo fortunatamente superato.

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Packs – Melt The Honey

La canadese Madeline Link torna a stretto giro da Crispy Crunchy Nothing (2023) con una nuova raccolta di undici brani, dove ancor più dei suoni – il gruppo vede sempre Dexter Nash alla chitarra, Noah O’Neil al basso e Shane Hooper alla batteria – amplia la tavolozza compositiva, offrendo un lato più immediato del progetto Packs nella scia dei grandi nomi dell’indie-rock al femminile, da Courtney Barnett agli Speedy Ortiz senza dimenticare la Colleen Green degli esordi.

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