Le firme di TRISTE©: il 2021 di Carlotta Corsi

Carlotta Corsi per TRISTE©

Quest’anno è stato decisamente silenzioso per me. Ho l’abitudine di rifugiarmi nelle parole e sopra ogni cosa, nella musica, gli ultimi dodici mesi però, ho abbassato drasticamente il volume di tutto e non so quanto bene mi abbia fatto alla fine.
Avrei voluto fare una lista meritocratica e in grado di risuonare con quelle che si vedranno nei prossimi giorni sui vari magazine, ma la verità è che sarebbe falsa, per quanto probabilmente più interessante per voi. Farò una lista onesta, ovvero dei pochi –ahimè- ascolti di quest’anno, tirando fuori i migliori per me e menzionando, poi, per giustizia, gli artisti che quest’anno hanno fatto la differenza, non solo per me.

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Le firme di TRISTE©: Francesco Amoroso racconta il (suo) 2020

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Non so davvero da dove cominciare.
Anche quest’anno, così come l’anno scorso e quelli precedenti, ho ascoltato tanta musica nuova (circa un migliaio tra album ed E.P.) e molti sono stati, anche stavolta, i lavori che ho apprezzato.
Ma quando si giunge al dunque continuo ad avere la consueta difficoltà a stilare una classifica di merito, a catalogare i miei ascolti, ad assegnare una palma a questo o quell’artista. E’, per me, quasi contro natura (lo è diventato col tempo: una volta era una specie di compulsione alla “Alta Fedeltà”) dover mettere in ordine e assegnare una posizione a un’opera d’arte e, soprattutto, alle emozioni che mi ha saputo trasmettere.

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Le firme di TRISTE©: la Top 10 di Peppe Trotta

Peppe Trotta per TRISTE©

È stato un anno strano e complicato che ci ha visto dover rinunciare a molte cose preziose, piccoli gesti di cui a volte ci sfuggiva l’importanza ed abitudini che danno pienezza al nostro vivere. Per fortuna però, malgrado la cancellazione delle attività dal vivo, non è mancata la musica, quella balsamica e ristoratrice, capace di essere di volta in volta fecondo stimolo o gentile carezza. Tanti sono stati i dischi che mi hanno accompagnato lungo questi mesi accidentati e alcuni di questi si sono impressi in modo particolare.
Questo elenco non vuole essere una classifica, non riuscirei a mettere in fila dei dischi decretando una gerarchia, quelli che vi propongo sono solamente i miei ascolti più assidui del 2020. In ordine rigorosamente sparso.

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Le firme di TRISTE©: la Top 5 di Francesco Giordani

Francesco Giordani per TRISTE©

1) Choir BoyGathering Swans

Lo dice anche Spotify. Si tratta del disco che ho ascoltato di più e che continuo tuttora ad ascoltare con immutata emozione. Un plauso alla bislacca band di Salt Lake City e all’egregio lavoro svolto dall’etichetta Dais Records, attenta a valorizzare ricerche in ambito “art pop” fuori dal risaputo e dal prevedibile (vedi più avanti anche i Private World). Un disco semplicemente immancabile per tutti gli amanti di un certo spleen ottantiano, (occhio in questo senso anche agli ottimi dischi di Molchat Doma, School Of Language, Better Person e Westerman), trafitto da canzoni clamorose. Due su tutte: Toxic Eye e Sweet Candy.

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