Bad Sav – Bad Sav

Bad Sav

Francesco Amoroso per TRISTE©

Per quanto una persona non madrelingua possa essere ferrata con l’inglese, ci saranno inevitabilmente molte parole, sfumature, significati reconditi, che gli rimarranno oscuri e incomprensibili.

Il fatto che una parte del significato di quanto fruisco quotidianamente sia lost in translation è una realtà scomoda e fastidiosa della quale, ascoltando per lo più musica cantata in inglese (o in americano, australiano o neozelandese, per quanto come direbbe la Regina: “There is no such thing as ‘American English’. There is English. And there are mistakes.”), mi sono da tempo fatto una ragione.

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Why Bonnie – Nightgown

Giulia Belluso per TRISTE©

Non so voi, ma io in camicia da notte faccio le migliori dormite, le migliori pensate e anche i migliori balletti.

Dopo tutto se Superman era più abile con le mutande sopra la calzamaglia e Batman riusciva a combattere il crimine grazie ad un mantello, non vedo perché anch’io non possa avere un super potere grazie alla mia “divisa” da notte.

E’ con questa stranissima apertura che ho scelto di introdurvi i Why Bonnie da Austin, Texas

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Advance Base – Animal Companionship

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Secondo M. Recalcati l’opera d’arte si confronta con ciò che si sottrae all’immagine, quindi come rappresentare l’irrappresentabile? Come raffigurare l’irraffigurabile? Come esprimere l’inesprimibile?

Perchè è ovviamente questo che cerchiamo più o meno tutti, più o meno consapevolmente. Qualcuno o qualcosa che ci traduca in pensiero e parole di senso compiuto. Una trascrizione, un riconoscimento.

Non sono io che vedo l’opera ma è lei che mi vede, è il libro che mi legge ed è il disco che mi ascolta.

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Epic45 – Through Broken Summer

Peppe Trotta per TRISTE©

Quello con la propria terra di origine è un legame indissolubile.

Spesso le contingenze ci conducono a mettere radici altrove o a rimanere perennemente in movimento, eppure ogni ritorno in quella che definiremo sempre la nostra casa corrisponde ad un inevitabile sussulto nel quale confluiscono le sensazioni legate ai ricordi e a ciò che in quell’istante ci ritroviamo davanti gli occhi.

Un attaccamento unico, talmente profondo da poter divenire feconda origine creativa come nel caso degli Epic45, che dopo uno iato lungo ben sette anni tornano finalmente a regalarci un ulteriore itinerario attraverso atmosferiche visioni ispirate al paesaggio campestre del loro amato Staffordshire.

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Phosphorescent – C’est la vie

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non è facile stabilire quale evento o quale consopevolezza ci renda adulti.

Non è certo la maggiore età (soprattutto al giorno d’oggi), ma nemmeno il lavoro, nè la separazione dal proprio nucleo familiare. Me lo sono chiesto tante volte perchè io, nonostante l’età, ancora mi sento “figlio”.

Me lo sono chiesto tante volte. Ma una risposta precisa non l’ho ancora trovata.

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Cat Power – Wanderer

Emanuele Chiti per TRISTE©

Sono passati sei anni dall’ultimo disco di Chan Marshall, quel Sun dalle sonorità più elettroniche rispetto al passato.

Quasi non c’era più speranza: tra concerti sospesi per motivi vari (principalmente le turbolenze di Chan stessa), ricoveri in ospedale (I thought I was dying, dirà lei), gravidanze, tour di supporto a Lana del Rey, ormai non si riusciva più a ricollegare Cat Power alla pubblicazione di musica nuova.

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noname – Room 25

Giacomo Mazzilli per TRISTE ©

Ultimamente ho viaggiato molto: Parigi, Svizzera, alpi francesi, Carrara e adesso Atene, tutto nel giro di quattro settimane. Quando ieri sera sono rientrato a casa (più tardi del previsto dato che mi hanno perso la valigia), ho subito preso le scarpe e sono andato a correre sulla corniche marsigliese: quella terrazza sul mare che dalla spiaggia dei catalans scorre fino a quella del profeta. Volevo sentire il profumo del mare entrare nei polmoni e rigenerarmi le cellule ed i neuroni.

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