King Hannah – Tell Me Your Mind And I’ll Tell You Mine

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Quando ho ricominciato a fare radio per la prima volta dall’avvento di internet (tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 la situazione era decisamente differente) ho preso l’abitudine di passare molto tempo in rete alla ricerca di band e artisti sconosciuti o all’esordio, da passare nella mia trasmissione.

Era, naturalmente, un modo per avere sempre contenuti freschi e non scontati, ma anche una buona scusa per scoprire cose nuove prima che ci arrivassero gli altri (e potermene, magari anche solo tra me e me, vantare un po’).
L’abitudine è divenuta così radicata che anche adesso che non frequento le radio da un po’, continuo a cercare e ascoltare band nuove, brani di artisti all’esordio, proposte musicali che arrivano da etichette e webzine di cui ho imparato a fidarmi.

Ogni tanto arriva il colpo di fulmine. Con Crème Brûlée dei King Hannah è andata esattamente così.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 3: TUNNG

Tunng – DEADCLUB (collage credit: Lilias Buchanan)

Sam Genders is a founding member of Tunng and around the time of Tunng’s sixth album, 2018’s Songs You Make at Night, he found Max Porter’s novel “Grief is The Thing with Feathers”, and was struck by its power. Its viscerality and rawness and rage. Its beauty and love and connection. He passed Porter’s book around his band members.For months the six band members discussed the subject at length. That they are such a sizeable band, diverse in opinion and perspective, proved helpful. “Because the subject of death is so powerful for people in different ways, we talked about the kinds of issues it might bring up, that we might need to be sensitive about.”
“Tunng Presents​.​.​.​DEAD CLUB” is out now on Full Time Hobby.

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The Reds, Pinks and Purples – You Might Be Happy Someday

Francesco Amoroso  per TRISTE©

La possibilità che tutti potreste essere felici un domani è, tutto sommato, un’ipotesi che, di questi tempi, suona davvero come molto ottimistica.
E’ il segno dei tempi.
“You Might Be Happy Someday”: un titolo del genere, solo qualche mese fa, sarebbe suonato come l’ennesima dichiarazione triste e deprimente, un manifesto “miserabilista”, uno slogan da scrivere sulle magliette portate da giovani troppo autoironici, dal volto cupo e dallo sguardo sempre rivolto verso terra.

Ora, invece, la sola idea che, magari non subito ma prima o poi, in un futuro non necessariamente troppo lontano, potremmo arrivare a essere felici (anche se solo per un po’) sembra quasi essere un esercizio di ottimismo della volontà.

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Boy Pablo – Wachito Rico

Carlotta Corsi per TRISTE©

Sto giocando a questo videogioco e sono anche piuttosto bravina.
Da piccola facevo schifo. Mi sono chiesta cosa sia cambiato da allora.
Vabbè insomma, c’è questo tizio che deve arrampicarsi su una parete fatta di blocchi.
Ogni notte quando si addormenta e inizia ad avere questi incubi, se cade muore anche nella vita reale.

Io di incubi ne faccio davvero tanti e quando mi hanno regalato questo gioco ho pensato che in un qualche modo se avessi superato le sfide avrei potuto finalmente sognare mucche e maialini.
La storia dietro il videogame è avvincente e ha a che fare con tradimenti e relazioni, quelle tra adulti che, diciamocelo francamente, sono molto meno spensierate rispetto a quelle che si avevano da ragazzini.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 2: Constant Follower

Constant Follower

Constant Follower is a Stirling-based band featuring acoustic guitarist/singer/noisemaker Stephen McAll, guitarist Andrew Pankhurst, Amy Campbell on backing vocals and synth, and Kessi Stosch on vocals and bass; hailing from Glasgow, West Yorkshire, Dunblane and Hamburg respectively. Constant Follower began life as McAll’s solo project back in 2017 as a platform for a long-gestating collection of spare and plaintive songs for acoustic guitar and electronics, but started to flesh out into a band setup after meeting guitar player Andrew Pankhurst at a gig and sensing possibilities for adding new dimensions to the songs.

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