Damien Jurado – In The Shape Of A Storm

In the Shape Of A Storm

Peppe Trotta per TRISTE©

Affrontare una perdita è sempre difficile e pone di fronte ad un dolore disarmate.

C’è chi ne rimane sopraffatto e chi lentamente riesce a trarre nuova linfa da ciò che a prescindere diviene episodio indelebile della propria esistenza.

E c’è poi chi come Damien Jurado tramuta l’emozione in urgenza comunicativa, in gesto creativo che insegue una necessaria catarsi.

Continua a leggere

Annunci

BeMyDelay – Bloom Into Night

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Che fine fanno le condizioni ideali che si manifestano agli occhi di qualcuno troppo concentrato a immaginarle? Che succede ai più di tutti gli aggettivi entusiasmanti quando l’ombra di un ricordo si riflette nello specchio del presente?

Perché di tutti i se che una mente può calcolare ci sfugge sempre il fotogramma chiave?
Cosa mi ha tenuta inchiodata alla sedia quando ho sentito forte chiamare il mio nome dalla finestra?

“Three swords pierce my heart…
and if you can help me…
and I know that my love should be stronger. My love should be stronger.”

Continua a leggere

Fontaines D.C. – Dogrel

fontainesdclp-960x960

Francesco Giordani per TRISTE©

A Federico,
indimenticabile compagno di sbronze irlandesi

I Fontaines D.C. vengono da Dublino, come noto. E Dublino è stata senza dubbio uno dei luoghi decisivi della mia vita, la città che probabilmente più di ogni altra mi ha insegnato a “disoccupare” il tempo per liberare l’immaginazione, sperimentando la vita dissipata del perdigiorno e del disperato.

Arrivavo in Irlanda formalmente per un periodo di studio della lingua inglese. Una giovane vedova dublinese, così gentile da stirarmi anche le camicie senza sovrapprezzo, mi aveva affittato una stanzetta di fronte al cimitero cattolico di Glasnevin, dove ancor oggi riposa cospicua parte del pantheon patriottico irlandese.

Continua a leggere

Kevin Morby – Oh My God

Alberta Aureli per TRISTE©

C’è qualcosa nella primavera, quando la primavera è già iniziata, quando non è più Marzo e Aprile sta finendo, c’è qualcosa che somiglia ad un’opportunità mancata, ad un’aspettativa delusa.

Era primavera di più quando l’aspettavamo solamente, quando le prime foglie verdi hanno iniziato a spuntare nei vasi dei nostri giardini, non c’è già più l’adrenalina delle prime sedie al sole, nei bar di Roma dove ogni stagione arriva in anticipo.

Ci sono invece più sguardi confusi che altro, menti vaganti in corpi fermi, al semaforo, sotto un platano alto, nelle vie del centro, era più primavera due settimane fa (lo diceva qualcuno proprio ieri). E c’è qualcosa che non torna anche nella luce gialla della sera che se ne va piano, troppo piano, trasformandosi in un’attesa ulteriore, nell’attesa che le stelle si accendano e i desideri tornino desiderabili, magari.

C’è più tempo, anche se il tempo se ne è già andato, e allora forse la notte breve non ci viene in aiuto.

Continua a leggere

Loyle Carner – Not Waving, But Drowning

Carlotta Corsi per TRISTE©

Mi ricordo la superfice ruvida e leggera dell’acetato nelle tute che i ragazzini, di cui immancabilmente mi prendevo una cotta spaventosa, portavano alle medie: di quelli che poi, al liceo, sono decisamente i più fighi, ma che spesso e volentieri rimangono nell’angolo, a rollarsi in silenzio la canna che fumeranno di nascosto e in solitudine nel bagno.

Insomma, ho sempre avuto un debole per certe sottigliezze e il mio professore di italiano mi ha sempre messo in guardia, ripetendomi occasionalmente quanto fossi troppo “crocerossina”.

Sant’uomo. Avrei dovuto ascoltarlo davvero.

Continua a leggere

The Proper Ornaments – Six Lenins

Giulia Belluso per TRISTE©

Apri una busta di caramelle assortite. Ne conosci esattamente il contenuto ma un piccolo brivido ti rimane appeso alle dita fin quando non scopri il gusto di quella che hai pescato.

Sono i The Proper Ornaments a crearmi questo senso di meraviglia “assistita”, attraverso il loro ultimo lavoro“Six Lenins riproducono quel sapore particolare che ti stuzzica, nel sapere cosa ti aspetta nascosto tra le onde dell’ignoto di una vecchia tape machine da dieci tracce.

Continua a leggere