Comet Gain – Fireraisers, Forever!

firerisers, forever

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sono sempre rimasto stupito di fronte a quelle persone che hanno, in fatto di gusti musicali, una sola passione, che amano esclusivamente un genere di nicchia, che ascoltano solo musica di un quinquennio specifico, che, addirittura, sono appassionati di una sola band. Mi lascia perplesso (e un po’ mi fa paura) l’idea che queste persone possano volontariamente restringere talmente i propri orizzonti fino a precludersi un mondo di suoni, idee, sentimenti, passioni che sarebbe pronto e nella loro disponibilità immediata, se solo abbandonassero la loro ristrettezza mentale.

Intendiamoci: ho, col tempo, sempre più ristretto anche io i miei interessi e la mia attenzione. E’ un processo quasi inevitabile (e abbastanza salutare) che, però, è accettabile solo dopo una vasta e prolungata esplorazione.

In ogni caso, se proprio fosse impossibile mantenere una mentre aperta e uno sguardo stupito, se fosse proprio necessario essere appassionati di una sola band, sarebbe opportuno che questa fossero i Comet Gain!

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William Doyle – Your Wilderness Revisited

Your Wilderness Revisited

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sarà a causa della mia cultura prettamente borghese, ma ho sempre trovato particolarmente affascinanti e vicine al mio sentire quelle opere d’arte che rinvengono la bellezza nella quotidianità, piuttosto che puntare al sublime o scavare nel sordido per estrapolarne la meraviglia.

Ho sempre pensato che la ricerca della bellezza laddove l’occhio disattento vede solo il banale, il trito, l’ordinario sia una sfida complessa e nobile, spesso intrapresa con il nobile fine di mostrare quanto di stupefacente e appagante possa esserci nelle nostre grigie esistenze.

In campo musicale tale ricerca si risolve spesso nell’evitare l’eccessiva ricercatezza (e spesso ricerca) dei suoni, in un understatement emotivo e sonoro che vuole portare alla luce solo le sensazioni che possono ricavarsi dai sentimenti più semplici.

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Josienne Clarke – In All Weather

JosienneClarke

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ci barcameniamo.

O, per meglio dire, proviamo a farlo. Tentiamo tutti di reggerci a galla, di tenere la testa fuori dall’acqua, di raggiungere una meta, per quanto vicina sia e per quanto possa essere solo una breve tappa di ristoro nel nostro continuo destreggiarci tra un ostacolo e l’altro.

E, mentre ci barcameniamo, ogni tanto, per fortuna capita anche che il viaggio travagliato ci riservi qualche piacevolezza e qualche soddisfazione.

Se volessimo dire la stessa cosa con una certa dose di poesia, potremmo dire che proviamo a “imparare a navigare con qualsiasi tempo”.

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Oiseaux-Tempête – From Somewhere Invisible

Oiseaux-Tempête - From Somewhere Invisible

Peppe Trotta per TRISTE©

Parole di fuoco che disegnano l’uomo contemporaneo, versi che incidono l’anima in profondità mostrandoci quanta follia e violenza pervade il mondo.
È un malessere diffuso, un’ombrosa inquietudine che emerge da luoghi distanti sul globo terrestre a scandire il nuovo viaggio sonico firmato OISEAUX-TEMPÊTE, collettivo aperto ed in costante mutazione fondato da Frédéric D. Oberland e Stéphane Pigneul che nel corso degli anni si è avvalso del contributo di un nutrito gruppo di artisti tra cui Gareth Davis, Christine Ott e Ben McConnell.

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Sudan Archives – Athena

sudan archives

Carlotta Corsi per TRISTE©

Se pensiamo ad una cosa qualsiasi, ci rendiamo conto che essa è esattamente quel che è per conseguenza di alcune condizioni iniziali che ne hanno caratterizzato non solo la creazione ma anche le variazioni, come un effetto farfalla.
Pensando in grande, l’universo e la sua nascita ci aiutano: giganteschi petardi molecolari che si susseguono e creano corpi celesti e forze gravitazionali immense. Oppure, in un frangente quotidiano e ben più ristretto, possiamo prendere a esempio la pizza napoletana, piatto dalla storia entropica.

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Feet – What’s Inside Is More Than Just Ham

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Francesco Giordani per TRISTE©

Mettiamola così. Chi non si lascerà dissuadere dalla bruttezza di un titolo e di una copertina non propriamente vegan-friendly, scoprirà in What’s Inside Is More Than Just Ham un brillantissimo album di debutto che effettivamente, oltre all’eponimo prosciutto, di carne sul fuoco ne mette in quantità e varietà apprezzabili, infilando una serie di coup de theatre gastronomici degni del più ispirato dei gourmet.

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Azymuth @Monk – Roma, 7/11/2019

Emanuele Chiti per TRISTE©

Il freddo piano piano avanza, e nel cortile del Monk l’umidità fa sentire questo peso raddoppiato. Ci potremmo riscaldare in mille modi in questa serata di inizio novembre, l’alcol può dare una relativa mano, le giacche oh si.

Ma c’è qualcosa che ritempra le membra più di ogni altra cosa, almeno per me: il pensiero di un trio che fa jazz funk e che viene da Rio De Janeiro. Le cose più lontane dal concetto di freddo/pioggerellina fastidiosa che possa pensare.

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