The Proper Ornaments – Six Lenins

Giulia Belluso per TRISTE©

Apri una busta di caramelle assortite. Ne conosci esattamente il contenuto ma un piccolo brivido ti rimane appeso alle dita fin quando non scopri il gusto di quella che hai pescato.

Sono i The Proper Ornaments a crearmi questo senso di meraviglia “assistita”, attraverso il loro ultimo lavoro“Six Lenins riproducono quel sapore particolare che ti stuzzica, nel sapere cosa ti aspetta nascosto tra le onde dell’ignoto di una vecchia tape machine da dieci tracce.

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Rozi Plain – What a Boost

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Uno dei momenti di più grande stupore che ricordo dell’infanzia è quello della prima volta in cui vidi l’alba.

Ero in macchina con mio padre, partiti presto per un suo viaggio di lavoro. Attraversavamo la campagna e all’orizzonte, piano piano, un bagliore flebile iniziò a farsi strada nel buio. Avevo sempre visto il giorno farsi gradatamente notte, ma mai il contrario. L’emozione di vivere questo momento fu molta, tanto che mio padre, negli anni, me l’ha spesso ricordato quasi prendendomi in giro.

Non ricordo se e cosa stesse passando alla radio in quel momento (probabilmente un giornale radio), ma What a Boost sarebbe stata l’ottima colonna sonora.

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Cool Explosions – s/t EP

Carlotta Corsi per TRISTE©

Qualche mattina fa ero stranamente libera da impegni e mi sono recata in corso Buenos Aires, qui a Milano, e ho fatto l’enorme errore di entrare in profumeria: sì, perché io, dentro ai quei posti, ci perdo i sensi, l’orientamento e spesso anche la giornata.

Insomma, mentre cercavo invano una via di fuga dalla trappola che fondamentalmente io stessa mi ero tesa, la commessa ha iniziato a ricoprirmi di fragranze e a spiegarmi come si deve “sentire” il profumo giusto per la propria pelle, parlando di note di TESTA, di CUORE e di note di FONDO: ovviamente la scimmietta nel mio cervello ha iniziato un po’ a fare le capriole e a suonare i piatti a suo piacimento, però così facendo non solo ho trovato una via di fuga estemporanea dalla realtà, ma ho riattivato anche i neuroni ed ho collegato la descrizione delle note dei profumi al canto, ai vari registri vocali e a come si dividono, esattamente così, come nei profumi, anche se ecco, magari, la voce di petto non è quella “de core”.

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These New Puritans – Inside The Rose

Francesco Giordani per TRISTE©

In un periodo di per sé già piuttosto nero per il cosiddetto rock d’arte (o “art rock”, dir si voglia) britannico, un album ispirato come Inside The Rose assume quasi le sembianze di una Speranza, con tutte le maiuscole del caso.

Caduto a brevissima distanza dalle quasi simultanee morti, davvero imprevedibili, davvero strazianti, di Mark Hollis e Scott Walker (quest’ultimo Americano per nascita, ma naturalizzato Inglese quasi per destino), il ritorno dei fratelli gemelli George e Jack Barnett ravviva infatti – e nel migliore dei modi – una certa idea, così profondamente inglese, di quella che, con fare un po’ temerario, potremmo ribattezzare “canzone aperta” e che, con ogni evidenza, molto deve, tra gli altri, ai due nomi illustri citati qualche rigo più sopra.

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American Football – LP3

Peppe Trotta per TRISTE©

I giorni trascorrono sempre più rapidi e accumulandosi diventano settimane, mesi, anni.

Attorno a me vedo le cose cambiare, trasformarsi man mano. Alcune semplicemente si sviluppano, altre acquistano una patina che le segna. Eppure ci sono cose che sembrano sfuggire a tale processo, dettagli che sembrano galleggiare all’interno di una bolla temporale dove niente e nessuno può scalfirle, piccoli punti fermi che ritrovo sempre intatti.

Sul margine di un simile territorio sospeso sembrano muoversi gli American Football, emblematici alfieri di un suono che ha segnato la fine degli anni novanta e a cui hanno legato il loro nome attraverso un unico lavoro pubblicato vent’anni fa e divenuto lentamente imprescindibile.

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E.B. The Younger – To Each His Own

Alberta Aureli per TRISTE©

Non sono mai stato tanto felice come oggi.
Hugh Hefner

 

Scivoliamo al Paschall Bar di Denton, Texas, tra un cocktail alla moda e una scollatura sexy lasciando che i nostri occhi si riempiano di buon umore, affondiamo i talloni nella moquette e chiediamo ancora da bere, possiamo solo divertirci.

Siamo al Playboy After Dark o meglio siamo nel video di When the Time Comes di Eric Brandon Pulido che rimette in scena la mitica trasmissione di Hugh Hefner andata in onda alla fine degli anni sessanta.

Nel video, il finto Hefner chiede a Eric perché ha scelto di chiamarsi E.B. The Younger e lui risponde che, dopo le iniziali, “The Younger” è solo un modo antiquato per essere identificato come il più giovane in famiglia, suggerendo allo stesso tempo che qualcosa di più grande è venuto prima.

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