The Avalanches – We Will Always Love You

Carlotta Corsi per TRISTE©

E se vi dicessi che questo è il disco di cui avevamo bisogno?

Qualche giorno fa ero al telefono e come la maggior parte delle volte quando parlo con il mio ragazzo finiamo a discutere sempre delle stesse due cose: cinema e musica.
Inutile dirvi che sembra un troll immenso, ma è davvero così.
A differenza sua, il mio immaginario è cresciuto con la stimolazione della musica, mentre lui ha sempre avuto una predilezione per l’immagine e per l’emozione che un’opera cinematografica sa portare.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 7: Jessica

Jessica

Jessica started her music career with the folk-noir duo Jep and Dep who over the last 5 years have supported some spellbinding acts such as Jessica Pratt, Johnny Marr, Low, Mirel Wagner and Aldous Harding, toured Europe twice and released two critically acclaimed albums.
Her debut The Space Between takes listeners on a slow, haunting ride down the river of sorrow. The album explores the theme of loss and memory and her curiosity for the nature of things passing. The album highlights Jessica’s sublime and ethereal vocal range and layered harmonies, which at times become lyric-less and all about the expression, reminiscent of Beth Gibbons and Elizabeth Fraser from the Cocteau Twins. The vocals sit deliberate and mournful throughout the album, coupled with a bare reverbed-out electric guitar and baroque pop orchestration, the album brings a heavy vibration of beauty and escape. The album was mixed, mastered, recorded and produced by Darren Cross (Gerling/Jep and Dep) from his Bernstein Studios over the last 5 months of Covid (March to August 2020).
“The Space Between” is out now.

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Anrimeal – Could Divine

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

In questo presente che sembra non andare da nessuna parte se non ripetersi continuamente, dobbiamo sforzarci di divinare il futuro per renderlo reale e permettergli di agire retroattivamente generando quel cambiamento di cui tanto avremmo bisogno.

La musica, come sempre, può giocare un ruolo importante. Ma l’abbondanza che negli ultimi anni ha invaso il mercato musicale (anche questo ormai in un continuo presente che ripete sé stesso) ha portato al rumore: troppe informazioni, troppi bit, anziché rendere più chiara la lettura di quello che stava accadendo, hanno confuso tutto. Anche e soprattutto i pensieri.

Guardiamo al passato con nostalgia e facciamo binge eating di qualsiasi prodotto (purtroppo anche artistico) del presente. Si è persa la magia e l’immaginazione. E servirebbe un approccio magico per divinare tutti i futuri che potrebbero non accadere.
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Plantman – Days Of The Rocks

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Esistono alcuni termini inglesi di cui sono innamorato da sempre. Termini che, se tradotti in italiano, perdono parte del proprio significato, delle loro sfumature, spesso il senso stesso.
Uno di questi termini è effortless che sarebbe banale tradurre con “senza sforzo” o “facile”, ma che, almeno alle mie orecchie, non di esperto ma di semplice appassionato dell’idioma albionico, ha un significato più profondo: è riferito a qualcosa che riesce sì senza sforzo, ma anche quasi senza tentare, a un risultato che si raggiunge con naturalezza e con piacere e gioia.

Mi è venuta ancora una volta in mente questa parola bellissima, ascoltando “Days Of The Rock”, il nuovo album di Matt Randall, in arte Plantman, uscito a sorpresa (era da tempo che Matt ne parlava, ma sembrava che la data di uscita non dovesse arrivare mai) solo qualche giorno fa.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 6: The Last Dinosaur

The Last Dinosaur

The Last Dinosaur (a musical collective headed by and the brainchild of songwriter Jamie Cameron) returns with his new album “Wholeness”, the third Lp which follows on from critically acclaimed second album “The Nothing” in 2017 and the debut album “Hooray! For Happiness” in 2010.
“Music has always been everything to me,” Cameron elaborates. “It was all I ever truly cared about.” Born in 1984, he grew up a shy, sensitive child in a seemingly contented family in the Essex countryside, drawing comics, making home videos, developing an interest in photography, and immersing himself in a wild variety of different sounds. Initially inspired by his father, who took the family to Cropredy every year to nurse his passion for English folk music – from Fairport Convention to Fotheringay – Cameron soon expanded his horizons to include bands like The Blue Nile, Tears for Fears, Dead Can Dance, World Party, Crowded House and REM, all acts notable for their sincerity, though their effects on his own music are otherwise opaque. “Melody and harmony do something magical to me,” he explains. “I used to sit at the back of the people carrier on drives to France, quietly singing along to the holiday mixtape in a pathetic, weak falsetto to myself, harmonising with the main vocal.”
“Wholeness” is out now.

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