Francesco Amoroso per TRISTE©
“Nothing is purer than intense beauty”.
Era difficile, nei primi anni novanta, per un post adolescente maschio italiano, per di più residente in provincia, manifestare i propri sentimenti e la propria nostalgia verso l’infanzia, senza rischiare di essere etichettato come una femminuccia.
Così, mentre tutti i miei coetanei scapocciavano ascoltando i Nirvana e il grunge (e si ammazzavano di canne), personalmente mi trovavo in qualche imbarazzo a urlare ai quattro venti la mia sconfinata passione per la Sarah Records, piccola etichetta di Bristol, e per le sue straordinarie band, The Field Mice, Brighter, Blueboy, The Orchids.
