Lindsay Clark – Crystalline

Crystalline

Francesco Amoroso per TRISTE©

Mi piace pensare che la musica e le canzoni siano l’ordito che, intrecciandosi con la trama delle nostre emozioni, riesca a formare un tessuto unico, a cucirci addosso un abito originale, esclusivo e irripetibile.

Mi sembra lampante (eppure  ogni volta mi pare una sorta di rivelazione) che l’apprezzamento, l’amore, la passione di ognuno di noi per la musica sia costruita non solo sulla musica stessa ma anche sul suo strettissimo rapporto con la nostra vita e con la nostra peculiare sensibilità.

La similitudine con il tessuto, però, non è mia.

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Emma Russack & Lachlan Denton – Keep On Trying

keep on tryingFrancesco Amoroso per TRISTE©

Lo so che sembra una frase fatta, però è proprio vero che può capitare di trovare la bellezza dove meno te l’aspetti.

Anzi oserei dire che è molto più probabile trovarla in luoghi e situazioni dove eri proprio sicuro che non l’avresti mai trovata. Suppongo sia una questione di aspettative: è più difficile rimanere soddisfatti da qualcosa o qualcuno quando si hanno grandi aspettative, mentre si possono avere grandi sorprese quando non ci si aspetta molto.

Accade con le persone e accade anche con la musica.

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Alpaca Sports – From Paris With Love

ER-1232

Francesco Amoroso per TRISTE©

“I wish spring would last forever” cantano I giapponesi Wallflower in una delle canzoni più solari e amabili dell’estate che si sta spegnendo (è la seconda volta che li cito in una recensione, senza però averli recensiti…dovrei provvedere).

E, per usare una metafora abusatissima, che cos’è l’adolescenza se non “la primavera della vita”? E chi non ha desiderato, almeno ogni tanto, che durasse per sempre?

Credo che la mia (insana?) passione per quel pop che viene definito (in maniera vagamente dispregiativa) Twee Pop sia in larga parte dovuta alla struggente nostalgia per quella stagione della vita nella quale si cambia, si cerca all’interno di noi un equilibrio, ci si crogiola nei propri sogni (non ancora infranti), con la voglia di crescere e vedere che cosa ci riserverà il futuro, persi tra stimoli nuovi, emozioni, pensieri, ansie e insicurezze. Diventando adulto (invecchiando?) questa insana passione non si è affatto placata e, anzi, costantemente l’ascolto di indie pop dalle caratteristiche adolescenziali è fonte di conforto e sollievo.

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Matt Maltese – Bad Contestant

Francesco Amoroso per TRISTE©.

Le riviste musicali inglesi (sia quelle cartacee tradizionali che quelle più moderne e dinamiche on-line) hanno una vera e propria mania: il tentativo di creare ovunque scene e nuovi sottogeneri musicali.

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Red Red Eyes – Horology

Horology

Francesco Amoroso per TRISTE©

Passerò per il solito vecchio trombone, ne sono consapevole. Farò l’effetto di quel vecchio Zio che ogni volta ci racconta la stessa storia, si ripete all’infinito e vagheggia (e vaneggia) i tempi andati come un’età dell’oro oramai lontana e dimenticata.
Correrò il rischio. Del resto questa rappresentazione non è poi così lontana dalla realtà.

C’era una volta un’epoca nella quale i dischi si compravano a scatola chiusa o quasi. Anche quelli degli esordienti. Bastava leggere una recensione interessante, ascoltarne un brano eccitante e il gioco era fatto. E quando si ascoltava per la prima volta un album nuovo, il brivido della scoperta andava di pari passo con il timore di aver investito in maniera sbagliata la sudata paghetta.

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Rolling Blackouts Coastal Fever – Hope Downs

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quando arriva l’estate sento (sentiamo tutti?) il bisogno di scrollarmi di dosso un po’ di quella cappa di malinconia e ombra che il lungo inverno ha steso su di me (con inevitabili strascichi anche nella primavera).

Con gli abiti pesanti provo a mettere in soffitta anche, almeno in parte, l’attitudine negativa e tento (non sempre con successo) di farmi influenzare dal sole e dalla luce che ci accompagna fino a sera inoltrata.

Inevitabilmente tale atteggiamento (o, meglio, tale tentativo, spesso destinato a fallire miseramente) si riflette anche sulle mie scelte musicali: così, se l’inverno è fatto per atmosfere più meditative e introspettive, mi piacerebbe tanto, almeno d’estate, godermi un po’ di sano indie chitarristico, di quelli che, per una volta nella vita, ti spingono a canticchiare e a battere il tempo.

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Clay Hips – Happily Ever After

Francesco Amoroso per TRISTE©

Breve lezione d’Inglese: esiste una splendida espressione nella lingua inglese che mi piacerebbe spesso utilizzare, ma che è estremamente difficile da tradurre.

Potrei usare “prova d’amore”, ma ho paura che ai più anziani ricorderebbe solo la famosa reclame di un condom. Potrei provare con “questione di cuore”, ma sembrerebbe più il titolo di qualche film o romanzo senza grandi ambizioni. Potrei accontentarmi di “gesto d’amore”, però temo che potrebbe richiamare più l’estremo sacrificio di un santo cattolico o il moto d’affetto di una nonnina per il proprio cucciolo.

L’espressione è “labour of love” e, vista la mi incapacità a trovarne un’adeguata traduzione italiana, mi limiterò ad un esempio.

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