Rachel Zeffira – The Deserters -2012

A Roma è ufficialmente tornata l’estate. Sì, perchè dopo una settimana di freddo glaciale adesso ci sono 16 gradi pure all’una di notte. E io non ci capisco più niente: come cavolo mi devo vestire?. Nel dubbio, quindi, mi preparo un bel ragù di orata, che mi sembra una bella idea per iniziare questa domenica.

Mentre cucino ho deciso di dare un nuovo ascolto al nuovissimo (uscito il 10 dicembre) debut album dell’italo-canadese Rachel Zeffira, The Deserters.

ImmaginePer chi al leggere questo nome rimanesse indifferente, ricordiamo che Rachel fa parte, insieme a Faris Badwan degli Horrors, del duo Cat’s Eye. Per chi rimanesse indifferente anche a questi nomi, beh..non sappiamo proprio che dire.

Rachel è una soprano che viene dalla musica classica. Ha suonato l’oboe, il piano e il violino, per poi mettersi a fare la bella maledetta con i Cat’s Eye. In questo disco invece recupera una dimensione che, benchè questo sia a tutti gli effetti un disco pop, si avvicina maggiormente al suo passato di concertista classica. Molti suoni da orchestra, atmosfere più rarefatte e l’impatto di un’ottima voce.

Parte dell’influenza pop è quella del mondo new wave. Tanto è evidente che ad un certo punto penso che una delle tracce (Hero on in) non sia sua ma di qualcun altro che avevo già sentito. Vado a controllare sul libretto e chi ti trovo come musicisti alla traccia 2? Tom Dougall e Charlie Salvidge, entrambi membri dei TOY, usciti anche loro con un sorprendente debut album in autunno, e anche loro cari amici degli Horrors. Ora si spiegano tante cose. E da qui scopro anche che tra i musicisti che hanno partecipato a questo album c’è Mel Rigby degli S.C.U.M. , altra interessante band vicina per sonorità a TOY ed Horrors.

Rachel Zeffira mescola quindi il suo background classico col mondo pop di cui è entrata a far parte, andando oltre ad entrambi, in un disco da atmosfere rarefatte e delicate nelle quali spesso (Front Door, Silver City Days) anche il fantasma di Nico è rievocato. Un bel condimento per questa domenica Triste©.

Certo, il mio ragù di orata è un’altra cosa.

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