Marijuana Deathsquads – Oh My Sexy Lord

Bagliori di luce nell’oscurità. Facce con denti affilati. Un mare scuro in continua tempesta. Sangue. Una lunga corsa verso una galassia ovattata in continua esplosione.

No. Non ho fumato nè fatto uso di altre sostante psicotrope. Ho solo cercato di buttare giù l’unica recensione sensata per Oh My Sexy Lord, il nuovo album dei Marijuana Deathsquads.

Marijuana-Deathsquads_OhMySexyLordCercare di definire questo gruppo è infatti impresa assai ardua. La band di Minneapolis, capitanata da Ryan Olson (fondatore del “super group” Gayngs e dei Poliça), nasce nel 2009 mescolando musicisti provenienti da diversi progetti e avvalendosi di illustri partecipazioni nei vari live (Justin Vernon e Brian McOmber per fare due nomi, ma anche un’attrice come Alia Shawkat). Nel 2011 esce il primo disco, Crazy Master, quattro pezzi per un totale di 48′. Fate voi.

Questo secondo lavoro dei MD è un mix di noise, drone music, elettronica cupa e psichedelica, drum’n’bass e un contemporaneo progressive rock. Ma appunto: potremmo aggiungere altre etichette e ancora avere difficoltà a descrivere questa band, il cui suono sfugge alle facili categorizzazioni e arriva dritto alle orecchie degli ascoltatori, spiazzandoli e “aggredendoli” con la sua carica esplosiva.

Dalla bellissima first track Ewok Sadness (titolo e video splendidi. Se il nome non vi dice niente ripassatevi la saga del signor Lucas) alla conclusiva Vibrant Beast il disco si articola in una continua trasformazione dove i pezzi non trovano un inizio ed una fine definiti ma si mescolano uno all’altro variando da momenti più eterei (pochi. Pochissimi. La parte iniziale di Sunglasses and Bail Money e quella conclusiva di Dissolve) a quelli dove la band mostra tutta la propria grinta.

Crosstown Crippler, Stacks e la seconda metà di 8 9 3 (che un po’ mi ricorda la “dance-rock” dei Klaxons dei bei tempi) sono esempi di come sia difficile stare fermi ascoltando questo disco. E poi c’è l’elettronica dark e “inquietante” della già citata Ewok Sadness e di Goldan. Il tutto accompagnato da un cantanto perennemente distorto.

Se dovessi azzardare un paragone, sicuramente non dal punto di vista del prodotto finale (benchè ci siano punti di contatto) ma dal punto di vista dell’attitudine e della forte tendenza alla sperimentazione, all’improvvisazione e ai live spettacolari e imprevedibili, il primo nome a saltarmi in mente sarebbe quello dei The Mars Volta.

Ma ancora una volta, la cosa migliore è evitare di cercare a tutti i costi di categorizzare il lavoro dei Marijuana Deathsquads e lasciarsi trasportare in questo ciclone. Cercando di uscirne con le ossa (e le orecchie) intatte.

2 pensieri su “Marijuana Deathsquads – Oh My Sexy Lord

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