Neil Halstead + Junkfood @ Circolo degli Artisti (Roma) – 03/04/2014

Ieri sono tornato a casa dal lavoro e ho scoperto di avere telefono ed internet staccati. Ora, visto che le bollette le ho pagate tutte (malfidati…), si prospetta di fronte a me un nuovo baratro di stress: dopo la lunga epopea con Acea (di cui vi ho informato con assiduità) potrebbe iniziare quella con Fastweb.

Fortunatamente la serata promette qualcosa di meglio. Il Circolo degli Artisti ci fa lo splendido regalo di chiamare a Roma Neil Halstead, e per un po’ di tempo posso scordarmi delle mie battaglie burocratiche.

NeilHalstead_CircoloDegliArtistiAd aprire il concerto sono i bolognesi Junkfood: di recente usciti con il loro secondo disco, The Cold Summer of The Dead, la band porta sul palco il suo background jazzistico (tutto è improvvissato e riarrangiato “on line”) mescolato alle influenze di ambient, elettronica e alt-rock (con qualche sentore dei The Mars Volta e Marijuana Deathsquads)

C’è qualcosa di estremamente interessante nelle composizioni di questo gruppo: pezzi strumentali, sì, che però riescono a mantenere alta la concentrazione e la carica. Specialmente nella versione live. Tanto interessante che la band italiana è stata chiamata per partecipare al Primavera…

Dopo di loro inizia il main act. Non credo sia necessario spiegare chi sia Neil Halstead: quando io iniziavo a collezionare figurine Panini lui se ne usciva con il primo disco degli Slowdive, per poi spostarsi sempre di più dalle atmosfere dream/shoegaze a quelle indie-folk, con gli splendidi Mojave 3 prima e in versione solista poi.

Insomma, un pezzo di storia della musica contemporanea. Che si siede con chitarra e cappello sul palco del Circolo per deliziarci con la sua voce e la sua incredibile capacità di mescolare songwriting e melodia. Un flusso continuo di emozioni e canzoni che ripercorrono la sua lunga carriera, trasportate nell’intima dimensione chitarra/voce.

E così arrivano pezzi del suo disco più recente (Palindrome Hunches, 2012) come Full Moon Rising o la delicatissima (da brividi) Digging Shelters, insieme a canzoni del passato solista (Paint a Face, suonata nel “bis”, per citarne una che mi ha colpito in quanto a mio avviso addirittura migliore che nella versione su disco) e “di gruppo”.

Sì, perchè Neil ripesca molti dei pezzi dei Mojave 3, tra i quali voglio sottolinearne due: My Life In Art e Prayer For The Paranoid. Entrambe estratte da Excuses For Travellers. Entrambe da lacrime agli occhi.

Un concerto bellissimo (che si conclude con Alison) che mostra appieno tutto lo spessore di questo artista e tutta la sua disarmante sensibilità. Pop e folk, songwriting e dream-pop. Tutto concentrato in una persona. Catapultata su un palco con la sua chitarra per questa serata di grande musica.

Serata che purtroppo è finita. E io mi accingo a parlare per ore col servizio clienti di Fastweb cercando di ri-ottenere un contatto con il mondo.

3 pensieri su “Neil Halstead + Junkfood @ Circolo degli Artisti (Roma) – 03/04/2014

  1. Pingback: Mark Kozelek @ Circolo degli Artisti (Roma) – 04/04/2014 | Indie Sunset in Rome

  2. Pingback: Sun Kil Moon @Auditorium Parco della Musica, Roma – 8/6/2015 | Indie Sunset in Rome

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