Drahla – Useless Coordinates

Useless Coordinates

Francesco Blasilli per TRISTE©

E’ un tardo pomeriggio post festivo.

Sono sdraiato sul mio costoso materasso in memory con il pc appoggiato sulle gambe accavallate e le cuffie ben piantate nelle orecchie. Sono emozionato perché a breve incontrerò di nuovo una delle persone più importanti della mia vita.

Il mio osteopata.

Invero sono un po’ nervoso perché sto ascoltando un disco che dovrei recensire. A esseri sinceri ho fatto il giornalista per vent’anni e scrivere è sempre stata la mia vita. Solo che poi le cose cambiano ed è oltre un lustro che non metto praticamente in fila due parole.

I Drahla poi non è che ti mettono proprio a tuo agio. La voce e lo stile sono dannatamente simili a Pj Harvey, che non ispira certo simpatia. Ma che è bravissima.

E Useless Coordinates, il disco d’esordio dei Drahla, dimostra che forse anche loro un giorno saranno bravissimi. O forse già lo sono. Il terzetto, originario di Leeds, arriva al primo lavoro con l’etichetta di band ”dark post punk” e se è vero che certe definizioni lasciano il tempo che trovano, al contrario l’origine geografica sembra lasciare tracce indelebili sulla musica. Chiudendo gli occhi, il suono dei Drahla si materializza nel fumo che avvolge le città industriali del nord dell’Inghilterra.

E infatti il risultato è un lavoro cupo e tagliente, in contrapposizione totale con alcuni titoli che evocano serenità (Serenity) e l’ormone della felicità (Serotonin Level). Tutta l’atmosfera si scioglie in una disperata ricerca di un sofferto stimolo per vivere (Stimulus For Living).

Mentre il treno corre veloce, come il disco, dal finestrino non si scorgono campagne verdi e foreste, ma un susseguirsi di fabbriche scure, dove a farla da padrone sono l’acciaio delle chitarre e il cemento del basso, che trovano un po’ di pace solo nel sax di Chris Duffin, che accompagna Lucien Brown, Rob Riggs e Mike Ainsley in questa folle corsa dove le migliori fermate intermedie sono Pyramid Estate e Gilded Cloud.

Difficilmente avrete voglia di scendere in corsa; più facile che alla fine vogliate fare un altro giro.

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