The Lounge Society – Silk For The Starving

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Ricordate in che periodo Margaret Thatcher è stata primo ministro inglese?
Dal 1979 al 1990. Prima di lei era stato in carica James Callaghan, leader labourista è vero, ma responsabile del famoso inverno del malcontento.
Insomma nell’ultima parte degli anni 70 e fino alla fine dei 90 (dopo la Lady di Ferro, per sette anni è stato in carica il primo ministro John Major) la Gran Bretagna ha attraversato uno dei periodi più difficili e conflittuali della propria storia recente.

Che cosa ha a che fare tutto questo con la musica, argomento di cui, di solito, si parla su queste “pagine”? Pensateci.
Il periodo dalla fine degli anni 70 alla fine dei 90 è stato per la Gran Bretagna uno dei momenti di maggiore creatività musicale e di maggiore coinvolgimento dei musicisti nella società e nella politica. Non è un caso che la nascente scena Punk sia esplosa proprio allora.
La creatività è spesso una reazione a un periodo di crisi, la rabbia sfocia nella violenza, ma, spesso, anche nell’arte.
Inutile elencare i nomi delle band che hanno calcato le scene in quel periodo, così oscuro per la società inglese eppure così prolifico e fondamentale per la musica.

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Easy Life – Life’s A Beach

Francesco Giordani per TRISTE©

Sono giorni confusi e la musica certo non mi aiuta ad essere lineare come vorrei. I giorni mi si aggrovigliano irrimediabilmente, scivolando dalle dita che pure cercano di scioglierne tutti i nodi e le doppie o triple punte.

Mi ritrovo a vagabondare come un’anima in pena di disco in disco, prigioniero dell’algoritmo volubile della mia mente capricciosa, tra inevitabili “ricaccioni” (Ultra Mono degli Idles, che mi si conferma a distanza di mesi album avarissimo di colpi di scena, al contrario del formidabile Welfare Jazz), classici irrinunciabili (Loveless, la Deluxe di Back to Black nell’imminente decennale della morte di Amy, l’omonimo dei Suicide che è sempre un ottimo ansiolitico serale soprattutto se diluito in un amaro benedettino), vecchi leoni poco impagliati (Paul Weller o il grandissimo Momus) e abbaglianti quanto consolanti scoperte.

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Marina Allen – Candlepower

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Mi interrogo da tempo sull’attuale utilità della scrittura musicale (definirla critica, da parte mia, sarebbe presuntuoso e fuori luogo).
Esiste ancora qualcuno a cui interessa leggere riflessioni personali e approfondimenti su un album? Esiste ancora un gruppo (anche ristretto) di persone che ascolta la musica con passione ed è interessata a conoscere un’opera in maniera estesa, a apprezzarne e coglierne le sfumature? Ha ancora senso parlare di musica? E come si dovrebbe parlarne?

Nonostante i pessimi riscontri (numeri bassissimi di visualizzazioni sui social e in rete, riviste che scompaiono, radio che chiudono, praticamente nessuna alternativa moderna, come i podcast), mi ostino a credere che, pur con la consapevolezza che quando si scrive e si parla di musica ci si rivolge a un pubblico esiguo e sempre più sparuto, tutto sommato, segnalare nuove uscite degne di nota, condividere le proprie sensazioni, fornire una chiave di lettura, dare anche solo spunti per un approfondimento, sia ancora cosa bona e giusta, anche in un momento di ricambio generazionale, di attenzione minima verso la musica più di nicchia e di spiccata progressiva perdita della capacità di concentrazione in ogni ambito.

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Phantom Handshakes – No More Summer Songs

Francesco Amoroso  per TRISTE©

“Finally I saw that worrying had come to nothing.
And gave it up. And took my old body
and went out into the morning,
and sang.”
(Mary Oliver – I Worried)

Snoopy, questa volta nei panni di “Bracchetto scout”, si è perso durante un’escursione e viene salvato da Loretta, una buffa girl scout che vende biscotti (“Ottimi Biscotti!“). Finalmente di nuovo sdraiato sul tetto della sua cuccia, è redarguito da Charlie Brown che gli dice: “Come hai fatto a perderti se avevi la bussola? Non sapevi che quella enne vuol dire Nord?“. “Pensavo volesse dire “Nessun Posto”” replica desolato Snoopy.
Suppongo che, in originale, il “nessun posto” fosse un semplice (e più efficace) “Nowhere”.

Rileggendo in questi giorni (pubblicate sul Post) queste strisce, sono rimasto colpito dalla loro involontaria attualità. Non è difficile immaginarci nei panni di Snoopy, persi da qualche parte e convinti che la bussola riesca solo a indicarci “Nessun posto”, un non luogo che, anche qualora riuscissimo a raggiungerlo, probabilmente ci farebbe sentire ancora più persi di prima.

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Charlotte Spiral – New Light

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A Febbraio 2020 Amy Spencer e Avi Barath uscivano, a nome Charlotte Spiral, con il loro EP di debutto “Ideal Life”. Sappiamo tutti come è andato il 2020. E come è andato già un terzo del 2021.

Io intanto, per “riempire il tempo”, ho ristrutturato una casa e fatto un trasloco. E non ce la faccio più. Ho in nervi a fior di pelle e ancora non è cambiato nulla. Anzi possibilmente la situazione è peggiorata perché si è perso quel fascino del nuovo da “fase 1” (ve le ricordate le fasi?).

Ad Aprile 2021 i Charlotte Spiral sono tornati con un nuovo EP intitolato “New Light”. Speriamo questa volta ci azzecchino.

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