Joel Gabrielsson – Citadel

Peppe Trotta per TRISTE©

Se mi si chiedesse quali sono le città del mondo in cui si concentra gran parte della produzione musicale non potrei che rispondere Londra e New York.
Per me e coloro che appartengono alla mia generazione si tratta di una certezza: sono quelli i luoghi dove più si creano canzoni di successo ed in effetti fino a qualche tempo fa ciò corrispondeva al vero. Recentemente ho scoperto con sommo stupore che le cose adesso non stanno più così.

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Permanent Vacation – A Love Song For Everyone

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Some people, you know, them; they can distract themselves with ambitions and motivation to work, you know, but not me – They think people like myself are crazy, you know. Everyone does because of the way I live, you know.
(Aloysius “Allie” Christopher Parker in “Permanent Vacation”)

“Permanet Vacation” è il lungometraggio d’esordio di Jim Jarmusch, regista americano da sempre fuori dal coro, geniale e indolente, cervellotico e spiazzante.
Racconta la storia di Aloysius Christopher Parker, Allie, un giovane newyorkese, abulico, annoiato, senza radici e quasi senza affetti che vaga nella periferia di New York, privo di scopo e meta. La sua esistenza improduttiva e sprecata fa sentire il protagonista come un turista in perenne vacanza.
Ma vacanza non nel senso di villeggiatura, di relax, di breve pausa dagli impegni quotidiani, ma come vuoto, come tempo da riempire, come sentirsi perso e sospeso in una specie di bolla dalla quale, alla fine, si sente solo il desiderio di fuggire.

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serpentwithfeet – deacon

Carlotta Corsi per TRISTE©

Ultimamente ho provato quella sensazione che si prova alla stazione quando ti passa vicino un treno ad alta velocità: non ci sei sopra, non ci sei sotto, ma proprio perché lo puoi osservare bene sei sopraffatto dalla sua potenza e ti ritrovi investito da tutta la scia d’aria rumorosa che si lascia dietro.
Sto provando a conviverci perché proprio non mi piace rimanere senza respiro così a lungo.
E se il serpente che ho sulla mano avesse vita, sarebbe già strisciato via da questa pellaccia che abito.

In punta di piedi, poi, è arrivato serpentwithfeet con “Deacon” a sistemarmi l’umore e a riproporzionare le mie emozioni per una mezz’ora buona.

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Clubwater – Clubwater

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Perché le canzoni che ascoltavo da ragazzo mi sono rimaste in mente molto più di qualsiasi cosa ascolti ora?
Pare esserci una risposta scientifica: psicologi e neuroscienziati hanno confermato che ciò che ascoltiamo in adolescenza mantiene una grande influenza sulle nostre emozioni. A quanto pare il nostro cervello si lega alla musica che ascoltavamo da ragazzi in maniera più salda rispetto a qualsiasi altra cosa ascoltiamo da adulti.

Non è quindi solo colpa nostra se soffriamo di “nostalgia musicale”, se sembriamo pigri e non sentiamo il bisogno di cercare novità o ascoltare musica che esuli dai generi che abbiamo amato da ragazzini: è, invece, in gran parte colpa del nostro cervello.

Studi scientifici hanno certificato che, a parte l’amore e le droghe, nulla provoca una reazione emotiva come la musica che, stimolando le regioni del cervello che regolano il piacere e che rilasciano dopamina, serotonina, ossitocina e altri elementi neurochimici, ci fa sentire bene.
Vale per tutti, a tutte le età, ma, dicono sempre i “professoroni”, fra i 12 e i 22 anni il nostro cervello subisce veloci sviluppi neurologici e la musica che apprezziamo in quel periodo sembra restare legata al nostro sistema nervoso per sempre.

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Indigo Sparke – Echo

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Oggi non avremmo dovuto pubblicare e condividere questa recensione, ma quella di un altro album molto atteso, scritta da Carlotta, che ama il genere e riesce, sempre, a trasmettere, attraverso i suoi scritti, la passione per la musica e, soprattutto, i suoi sentimenti (e, da queste parti, il legame tra la musica e i sentimenti e le sensazioni che la musica ci suscita sono di gran lunga più importanti della fredda disamina dei contenuti di un prodotto artistico).

Ieri, in serata, tuttavia, Carlotta mi ha comunicato che non sarebbe riuscita a consegnare in tempo, per motivi personali (validi e comprensibilissimi). Mi diceva: “non sono stata in grado di scrivere di qualcosa di “positivo”. Non so nemmeno spiegarti quanto poco mi andasse di parlare di musica“.

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