Josin – In The Blank Space

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ricordo che quando ero più giovane (quantomeno anagraficamente, visto che qualcuno direbbe che giovane non lo sono mai stato) avevo del tempo “libero”.

Tanto libero da necessitare uno sforzo attivo per essere riempito. O libero davvero da tutto. Libero per poter essere riempito col pensiero.

Oggi invece nemmeno una attesa del tram (lunghissima) sembra essere davvero priva di contenuti, riempita forzatamente da quello che verrà dopo o dalle notifiche del cellulare.

Quel tempo ormai andato è nel mio ricordo spesso associato alla musica. E in molti casi a quella dei Radiohead, che hanno accompagnato gran parte della mia crescita. Oggi i Radiohead sono il passato, così come la sensazione di relax data dai tempi (e dagli spazi) vuoti.

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Pi Ja Ma – Nice To Meet U

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ad Avignone c’è un ponte.

La leggenda dice che il pastore Bénézet all’età di 12 anni ricevette l’ordine divino di costruirlo e per convincere il re, che non voleva dargli il permesso, spostò un enorme masso.

Oltre che per il ponte la città francese è nota per la “cattività avignonese”, il periodo in cui la sede papale fu trasferita in Francia (dal 1309 al 1377) a seguito dei fatti culminati con il celeberrimo schiaffo di Anagni.

Io Avignone la ricordo soprattutto per il caldo patito un Agosto di qualche anno fa.
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Primitive Lips

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Crediamo di intenderci;
non ci intendiamo mai.
(Pirandello)

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose, ciascuno il suo.

Nelle mie parole c’è il senso e il valore delle cose come sono nel mio mondo, inevitabilmente diverso da chi le ascolta o le legge con il senso e il valore delle cose che sono nel suo mondo. È un mistero che non si scioglie mai se non con la voglia di trovare una prossimità, se non di senso, almeno di intenti.

E se questa voglia non c’è o non è condivisa? Basta alzare un po’ il volume della musica, chiudere tutto e cercare un momento di pausa. Una bolla sicura in cui rifugiarsi un attimo e fare ordine.

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Frontperson – Frontrunner

Giulia Belluso per TRISTE©

Ed eccoci qui, le lancette un ora indietro, il primo freddo e le foglie color rame cadute per le vie della città.

Il tempo sembra essere scandito da rintocchi veloci che cambiano la temperatura e le stagioni archiviando i gelati sciolti al sole cocente e facendo spazio all’odore di rugiada e al sapore del vino.

Ed è proprio il rintocco di una percussione quello che apre il disco di debutto dei Frontperson, band canadese nata dall’incontro tra Kathryn Calder (voce e tastierista dei The New Pornographers) e Mark Andrew Hamilton (Woodpigeon).

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Bad Sav – Bad Sav

Bad Sav

Francesco Amoroso per TRISTE©

Per quanto una persona non madrelingua possa essere ferrata con l’inglese, ci saranno inevitabilmente molte parole, sfumature, significati reconditi, che gli rimarranno oscuri e incomprensibili.

Il fatto che una parte del significato di quanto fruisco quotidianamente sia lost in translation è una realtà scomoda e fastidiosa della quale, ascoltando per lo più musica cantata in inglese (o in americano, australiano o neozelandese, per quanto come direbbe la Regina: “There is no such thing as ‘American English’. There is English. And there are mistakes.”), mi sono da tempo fatto una ragione.

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Why Bonnie – Nightgown

Giulia Belluso per TRISTE©

Non so voi, ma io in camicia da notte faccio le migliori dormite, le migliori pensate e anche i migliori balletti.

Dopo tutto se Superman era più abile con le mutande sopra la calzamaglia e Batman riusciva a combattere il crimine grazie ad un mantello, non vedo perché anch’io non possa avere un super potere grazie alla mia “divisa” da notte.

E’ con questa stranissima apertura che ho scelto di introdurvi i Why Bonnie da Austin, Texas

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