Yebba – Dawn

Carlotta Corsi per TRISTE©

Ci sono moltissime cose che ho perso e ritrovato nel giro di questi nove mesi -come una gestazione-. Mi sembra alle volte di tornare alla vita come nuova di zecca, ma piena dei dolori di una vita sulle spalle. Mi sento estremamente fiacca da tempo, fiaccata da situazioni fuori dal mio controllo e fiacca perché dormo su un divano letto di circa 8 centimetri.
La mattina mi sveglio presto.
La stanza, che è comunque piccola e piena di oggetti sparsi sul pavimento, diventa di un bel colore, odora di erba bagnata ed è soffice l’aria che si respira.
Dei giorni provo a tenere a mente solo questo breve momento, soprattutto se sento il petto diventarmi pesantissimo e lo stomaco contorcersi per tutte quelle cose che mi rattristano talmente tanto da infuriarmi.

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Maple Glider – To Enjoy Is The Only Thing

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Non vi sentite un po’ nauseati quando vi capita di imbattervi in una delle frasi o dei meme motivazionali che riempiono le bacheche di tutti i social network? Non succede anche a voi che tutti quei maledetti aforismi, quelle citazioni (spesso decontestualizzate) e quelle insulse pillole di saggezza popolare piuttosto che motivarvi, vi facciano saltare la mosca la naso? Che l’unica vera motivazione che vi danno è quella di andare a cercare chi le ha condivise per farlo pentire della sua scelta sconsiderata?

La mia idiosincrasia per questo tipo di frasi è tale che ho sviluppato una specie di radar e, così, appena ne sento, anche da lontano, l’odore, scappo a gambe levate.
Non sempre, tuttavia, il confine tra una frase motivazionale e una riflessione sincera e, magari, edificante è così evidente.
Così quando ho letto il titolo scelto dall’australiana Tori Zietsch, in arte Maple Glider, per il suo album d’esordio, ho subito pensato di trovarmi di fronte alla solita banalità circa l’importanza di godersi la vita, di non pensare al passato, di accogliere positivamente anche i momenti bui e chi più ne ha, più ne metta.
Non potevo essere più lontano dalla realtà.

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Nuovo Testamento – New Earth

Francesco Giordani per TRISTE©

Ogni tanto ripenso a quel capolavoro cinematografico che risponde al titolo di San Junipero, indimenticabile e secondo alcuni (e io sono tra questi) miglior episodio di Black Mirror, finendo col domandarmi se la musica non abbia rappresentato per me, esattamente come l’omonima cittadina per i protagonisti di quella superba puntata, l’illusione di un’eternità sempre sul punto di sgretolarsi nell’angustia di una prigione tutt’altro che illusoria.

Al di là degli innumerevoli riverberi metaforici, questo è infatti San Junipero nel racconto: un non-luogo della mente in cui immaginare di poter vivere lo stesso giorno perfetto all’infinito mentre “fuori”, da qualche parte nel mondo reale (reale?), il corpo invecchia nella sua irreversibile e muta solitudine o peggio.

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Mt. Misery – Once Home, No Longer

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Alla fine non è tornato a casa.
Forse perché quelle che una volta era la casa del football ora non lo è più (e non lo è più da un centinaio di anni, ma in molti da quelle parti non vogliono farsene una ragione).

Eppure son così tanti i legami che ho con l’Inghilterra (e con la Gran Bretagna tutta) che durante e dopo l’emozionante partita di ieri sera non ho potuto fare a meno di pensare a quanto la perfida Albione mi abbia regalato, a quanto la mia (e non solo mia, credo) vita sia stata influenzata dalla musica proveniente da quelle parti, quanto il mio immaginario, non solo musicale, sia comune a quello di tanti inglesi.

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Flowertown – Flowertown

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Ci chiediamo spesso se sia giusto o meno concedere una seconda possibilità a chi la prima volta ci ha deluso o non ha soddisfatto a pieno le nostre aspettative.
Spesso queste seconde possibilità diventano solo la seconda occasione (e poi la terza e la quarta…) che diamo alle stesse persone per deluderci ancora, per reiterare comportamenti e azioni che ci avevano ferito già la prima volta e così finiamo per diventare intransigenti e per eliminare le persone (per dirla con una metafora tanto abusata oltreoceano) anche solo dopo il primo strike. Probabilmente è un errore grave.

Ed è ancora più grave se parliamo di ambito musicale: siamo talmente sommersi di novità e abbiamo la possibilità di ascoltare ogni giorno decine di artisti e album nuovi che bastano poche canzoni – a volte anche una sola – che non ci convincono al primo ascolto, per passare oltre e l’idea di concedere a un nuovo lavoro o a una nuova band una seconda possibilità spesso non riusciamo neanche a contemplarla.

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