Field School – When Summer Comes

Francesco Amoroso per TRISTE©

Piovve tutta la notte
Sulle memorie dell’estate”
(A. Pozzi, Morte di una stagione)

Ho vanamente tentato di rovistare nella memoria, alla ricerca di questi due brevi versi della poetessa Antonia Pozzi citati in esergo, ma ho dovuto arrendermi (arrendermi al decadimento della memoria, ma anche al mio cervello sempre più pigro e abituato ai supporti tecnologici) e, nel cercarli in rete, mi sono imbattuto in quello che, un’altra poetessa, Cristina Campo -che, confesso, conosco pochissimo-, scriveva a un’amica: “Antonia Pozzi dice: Piovve tutta la notte sulle memorie dell’estate. Così voglio credere che stamattina sia settembre — le memorie di questa estate già sepolte, come le foglie fradicie. Bisogna vivere tutto fino in fondo. Ogni volta che si torna indietro è per tracciare di nuovo il cerchio, ancora e ancora finché non sia perfetto.“ (dalla lettera a Margherita Pieracci Harwell del 27 luglio 1957. Cristina Campo – Lettere a Mita).
When Summer Comes, l’album d’esordio di Field School, nome d’arte di Charles Bert, con le sue dodici canzoni, afferma esattamente quello che prima Antonia Pozzi e poi Cristina Campo avevano così magnificamente espresso.
Ma andiamo in ordine.

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Federico Madeddu Giuntoli – The Text and the Form

Peppe Trotta per TRISTE©

Il tempo viaggia veloce assecondando i dettami imposti da un vivere postmoderno sempre più frenetico e poco incline alla riflessione. Esserci sempre, produrre instancabilmente, seguire le linee del gusto imperante. Eppure in tutta questa frenesia c’è chi riesce ad essere voce fuori dal coro, chi sceglie la propria strada interrogando se stesso piuttosto che adeguarsi. E da questa premessa spesso nasce linfa fertile distillata con grazia inusuale e capace di colpire dritto al cuore.

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Arny Margret – They Only Talk About The Weather

Francesco Amoroso per TRISTE©

Era una notte buia e tempestosa.”
Quanti di noi associano questo incipit (“It was a dark and stormy night” in inglese) all’uso che ne faceva Snoopy come inizio delle sue storie?
Invece è una frase scritta da Edward Bulwer-Lytton nel romanzo Paul Clifford, pubblicato nel 1830. E se del barone Edward Bulwer-Lytton, a 150 anni dalla morte, nessuno si ricorda più, nonostante alla sua epoca ebbe un enorme successo di pubblico, di quella frase ci ricordiamo tutti. E’ diventata, anzi, una specie di topos letterario al quale si ricorre ogni qual volta si vuole un po’ prendere in giro una scrittura banale e sciatta.
Parlare del tempo – nonostante una volta fosse non solo considerato l’unico argomento non disdicevole da affrontare tra sconosciuti, ma anche uno degli elementi centrali delle arti letterarie e visive – è ormai considerato un modo neutro per avviare chiacchiere di circostanza, per eludere un imbarazzante silenzio.
Insomma il più classico esempio del parlare di nulla.

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fhae – love you (Premiere)

fhae is a Meanjin-based experimental DIY solo project created by Ellena Ramsay, in which they combine ambient acoustic guitar and gut wrenching vocals. The project was first established in early 2021 and their first EP Fruits and Vegies quickly followed that same year. Ellena uses creative bedroom production paired with abstract household and DIY recording equipment. 
Layered vocals and melancholic harmonies are employed to devastating effect as they venture through various concepts and delivery methods, as with their “gibberish album” — ehu ofepr which doesn’t adhere to any language guidelines.

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High Vis – Blending ** Thus Love – Memorial ** Woru Roze – Soil

Francesco Giordani per TRISTE©

High Vis – Blending

Parlando dell’esordio degli Yard Act avevo annotato che con esso andava in qualche maniera congedandosi una stagione del rock britannico a cui Skinty Fia ha poi dato l’ultimo abbacinante colpo di spada. Se la relativa stanchezza di band “vecchie” (Sports Team, Life) e nuove (The Lounge Society, comunque non disprezzabili, Courting) pare confermare questa mia impressione forse pregiudiziale, il secondo lavoro della band di Graham Sayle, da Liverpool, subito la smentisce a suon di schiaffi e pugnalate del tutto impreviste.

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