Maria bc – Devil’s Rain

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Lo scorso anno, all’inizio del lockdown, come molti avevo pensato che alla fine questa pandemia mi avrebbe permesso di “recuperare del tempo”.

Dedicarmi a quello che era stato lasciato indietro: cose di lavoro, cose personali, progetti, libri, dischi. Devo dire che fino all’estate 2020 è stato effettivamente così, avevo effettivamente recuperato molte cose ed iniziate altre che, forse, senza questa pausa “forzata”, non sarei riuscito a fare.

Ora no. Ora non ce la faccio più. Le cose da fare si sono aggiunte una all’altra e rimane solo la sensazione di “perdere molto tempo”. Le cose mancanti sono ora più forti: viaggi, concerti, parenti e amici lontani, solo per fare un brevissimo elenco. La sensazione è quella di andare sempre più di corsa, nonostante, di fatto, non si possa che stare pressochè fermi.

Certo il fatto che stia ristrutturando casa non aiuta a diminuire lo stress. Ma almeno posso pensare che per questo motivo sarei stato “bloccato” comunque.

“Devil’s Rain” è il debut album di Maria bc., uscito per Fear of Missing Out Records ad inizio Febbraio, e come affermato dalla stessa cantautrice dell’Ohio (di base a New York) i 5 pezzi che lo compongono nascono proprio come una necessaria risposta al lockdown che ha colpito il pianeta.

Una intimità forzata che ha costretto le persone ad affrontare tutto quello che era stato sepolto sotto la frenesia della vita quotidiana. Il risultato è stato, per tutti, ha avuto molteplici sfaccettature e molteplici layer emotivi. In una situazione del genere i ricordi, i pensieri, i desideri possono avere sia un effetto di supporto che generare amarezza. Allo stesso modo le passioni di una vita (la musica, la lettura) possono diventare appiglio a cui aggrapparsi o arrivare addirittura ad essere insopportabili ferite.

Tutto questi sentimenti sembrano essere ben racchiusi nel pop rarefatto di Devil’s Rain e nel toccante cantato di Maria bc. Per non disturbare i vicini, le 5 tracce sono state registrate “silenziosamente”: questa ulteriore limitazione dovuta alla situazione straordinaria, sembra aggiungere una ulteriore chiave di lettura ai 5 pezzi di questo debutto, e conferire all’intero EP un senso di fragile intimità.

La voce di Maria riecheggia in stanze vuote di persone ma pieni di pensieri e ricordi. Se anche per voi il lockdown, in certi momenti, ha dato l’impressione di generare una specie di pacato e rilassato senso di oppressione, ecco che un pezzo come “Adelaide” potrà riportarvelo alla memoria.

Ma non è il tempo di indigiare troppo sul passato. Il futuro incalza e la conclusiva The Deal sembra arrivare apposta per “svegliarci” dal torpore e ricordarcelo.

Anche perchè ho una casa da ristrutturare e un sacco di tempo da recuperare.

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