Elnath Project – The Fourth Rift

Alberta Aureli per TRISTE©

In uscita il dodici marzo 2022 per Plus TimbreThe Fourth Rift, il quinto lavoro di Elnath Project – progetto solista di Alessandro Ciccarelli – ripropone l’esperienza immersiva di un live-set acustico e performante, esplora l’universo sonoro generato da radio a basse e bassissime frequenze, mischia interferenze ambient e ricerca restituendo all’imprevisto il compito della composizione.
Et voilà – come direbbe Paul Auster – The Music of Chance.

A volte è opportuno cedere la parola direttamente all’artista. E così abbiamo deciso di fare qualche domanda direttamente a Alessandro Ciccarelli.

Questo lavoro è il quinto progetto di Elnath Project, che evoluzione c’è stata nel tempo? A che punto credi di essere arrivato?

Elnath Project ha come oggetto di indagine il suono stesso. È un progetto di musica sperimentale, per cui l’obiettivo è di mettere al centro la metodologia invece del risultato. Solo attraverso una musica di processo è possibile un tentativo di esplorazione intima/personale sull’essenza del suono.
L’evoluzione nel corso degli anni è stata notevole, magari non ravvisabile attraverso l’ascolto dei quattro dischi precedenti, visto che si tratta di un’evoluzione personale, interna, e credo di consapevolezza. Sono stati anni di studio, di ascolti e di tentativi.
Questo tipo di ricerca non ha mai un punto di arrivo, è possibile solo percorrere un breve tratto esplorativo, nemmeno lineare, per quanto possibile: Franco Evangelisti affermava: “il suono è una sensazione.

Come hai lavorato con Eva Grieco? E quale è il suo contributo?

Eva Grieco è una performer, e una poetessa. L’idea di lavorare insieme è nata dalla convergenza delle nostre aree di ricerca, rilevando che i nostri riferimenti e le nostre metodologie, seppur in discipline diverse, erano molto simili. Il progetto con Eva si chiama Eight-footed mole, è una ricerca in divenire che abbraccia il video, la fotografia, il suono, la danza e la poesia. 

Dai primi minuti è chiaro che si tratta di un lavoro che necessita di un ascolto immersivo. Come se l’intenzione fosse quella di traghettare chi ascolta in un’altra dimensione. 

Il flusso, l’immersione, perdersi nella dilatazione temporale e sensoriale, sono tutti i processi che mi interessano e che fanno parte del mio lessico musicale. La durata dei miei brani, che di solito è molto lunga, ad esempio, mi offre la possibilità di immergermi  ed esplorare le ramificazioni del suono.

Secondo te la musica sperimentale e la poesia di parola passano per un processo creativo comune? Penso soprattutto a elementi come Intuizione, visione, e sintesi.

L’aggettivo sperimentale affiancato al sostantivo musica fa riferimento a qualcosa di molto specifico, ovvero all’indeterminatezza del risultato. Almeno nell’accezione di Cage. Trovare punti di contatto tra poesia e musica sperimentale è sicuramente possibile e, storicamente, molto è già stato esplorato negli anni centrali del XX secolo, penso ad esempio al movimento Fluxus. Si tratta dunque di condividere finalità e metodologie.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Sto lavorando a vari progetti in piccoli ensemble elettroacustici. Mi interessa le relazioni che possono nascere tra strumenti “classici” ed elettronica.

The Fourth Rift composto ed eseguito da Alessandro Ciccarelli (2021-2022)
1. FJ3 part 1 (21:09)
2. FJ3 part 2 (04:41)
3. FJ3 part 3 (15:15)
4. Z6C (for Jakob Ullmann) (10:23)

statement:

the surgeon has carved
the throat has been slit
now the cleft is singing
about bygone glaciations
about the forthcoming gale.

a spring will come
or
we’ll wait for the next

when she
will be snowdrop, cliff flower
underwater forest

when he
weaving the threads of time
will reveal
unexpected destinies

(Eva Grieco)

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