
Matteo Maioli per TRISTE©
James Hoare torna con il suo primo nuovo disco dopo la pandemia. Con Backwater Collage” (Tapete) l’ex Ultimate Painting, The Proper Ornaments e Veronica Falls riesce anche questa volta a stregare l’ascoltatore, tanto che il sottoscritto sta recuperando velocemente tutto quanto di prodotto dal musicista londinese nell’ultima decade.
Assemblate nel suo home studio della campagna inglese dell’Ovest, con qualche imprevisto tra “broken multitracks, failing tape machines, rarely available drummers living in the capital”, le undici tracce del debutto con il moniker Penny Arcade sembrano narrare leggende antiche trasportate in un’era moderna, buia e in cui ci sentiamo sempre più soli, ma aggrappati a sicurezze quali il terzo omonimo dei Velvet Underground, il White Album, Neil Young periodo seventies, il Syd Barrett solista.
Queste le coordinate che rendono Backwater Collage una delle uscite indispensabili dell’annata: nella sua breve durata ci offre un senso di meditazione, di lentezza e recupero dell’essenzialità – pur scoprendo particolari e dettagli che emergono ancora più forti dalla fruizione, più che in cuffia, in vinile.
Ogni brano sarebbe meritevole di citazione. Il trittico iniziale vale da solo l’acquisto del disco: dall’infinita Jona, un duetto con la voce di Nathalia Bruno (già collaboratrice in Mission Bell di The Proper Ornaments) scandito da xilofono e chitarre che da bucoliche si fanno rarefatte, alla tenebrosa e sensuale Want You Around, passando per la melodia rotonda e bluesy di Don’t Cry No Tears.
Atmosfere ipnotiche e new-wave permeano invece Prodigal Son e When The Feeling Is Gone grazie al contributo di Max Claps alle tastiere, già con Hoare in The Proper Ornaments; mentre Dennis è il pezzo più rilassato del lotto nonostante sia dedicata a un amico lontano.
E se Black Cloud è la sua While My Guitar Gently Weeps, con Mr Softie viaggiamo senza meta tra indie-folk e certa psichedelia sognante che ha abbracciato oltre mezzo secolo di musica; cifra stilistica che oggi fa di James Hoare un artista importante e prezioso.
Pingback: Le firme di TRISTE©: Francesco Amoroso racconta il (suo) 2024 | Indie Sunset in Rome
Pingback: Modern Nature – The Heat Warps | Indie Sunset in Rome