Sara Forslund – The Let Go

Era il 2018 quando sulle pagine di Triste scrivevo del secondo, emozionante lavoro di una talentuosa cantautrice svedese, spinta verso la musica dall’estro di Gareth Dickson e innamorata dell’incanto senza tempo di Nick Drake. Un ascolto ammaliante che mi segnalò Sara Forslund quale autrice da seguire con attenzione. Eppure da lì in poi fu silenzio, in questi sette anni si sono perse le sue tracce. Un’assenza che si scopre adesso non essere figlia di una mancanza di ispirazione, ma di anni difficili segnati dalla scomparsa prematura di due fratelli.

Il breve The Let Go, appena dato alle stampe, è figlio di questa condizione, di un percorso di dolore e di un vuoto incolmabile. Quattro brani che non avremmo mai ascoltato se non fosse stato per la reazione commossa di Andreas – il primo dei due a mancare – all’ascolto di The Sorrow.

“Old, old is the road that leads to shattered bones.
Old, old is the wound that bleeds out like loverstones.”
I primi versi di The Waste settano in modo inequivocabile il tono dell’album, introducendo il tema al centro del tutto. Il canto è profondo, pieno di enfasi e si muove su un tessuto sonoro vibrante con la chitarra di Christian Massana in primo piano a dialogare con il violoncello di Svante Henryson.“Dream, dream like you aren’t dying like your body isn’t broken.”

Sulla stessa linea narrativa parte il downtempo corale di The Boat.
“I come from a town where death´s been snooping around”
Qui tocca ad Emil Nilsson direzionare il suono, mentre la voce potente di Nicolai Dunger si affianca a quella della Forslund nel dichiarare il senso di impotenza.
“I´ve been caught in a dream where hope breaks free
I was torn in a garden full of sorrow and one seed
I’ve been looking for a friend who can turn my water into wine
I´ve been living like a tree waiting for a wind to caress me”

“Let go of sorrow”
La title track è il momento più toccante, con ancora violoncello e chitarra a tessere un confronto serrata, a parti invertite questa volta. Le parole fluiscono con dolcezza dolorosa alla ricerca di un appiglio.
“Hear me out spring
I need you to take me home”

“Oh this loneliness
If I break tomorrow will you wipe away my tears”
In chiusura un ultimo sussulto. The Sorrow è una ballata folk dal sapore classico, la voce si fa cristallina, Henryson e Massana sono ancora protagonisti perfetti ad accompagnarla.
“Are you coming to my house again
Or are you just a dream”

Non rimane molto da dire, nella speranza che si tratti di una ripartenza a partire dalla quale Sara Forslund possa trovare sollievo e continuità.

Lascia un commento