David Allred – The Cell

the cell

Alberta Aureli per TRISTE©

Qualcuno mi dice che dovrei sentire The Cell di David Allred, è un disco notturno che potrebbe piacermi parecchio.
Mentre lo dice mi viene in mente Tenera è la notte e nei giorni dopo ci penso ancora, ma non al libro, non solo almeno.
Penso al titolo del libro, e alla notte che si taglia in due senza coltello, che scivola lenta e morbida fino alla luce del mattino. Penso che Nicole è pazza e Dick la cura e penso che Rosemary, be’, Rosemary è giovane.

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Christelle Bofale – Swim Team

Christelle Bofale - Swim Team

Carlotta Corsi per TRISTE©

Esattamente come tutti, credo, da una vita cerco di combattere i pensieri negativi che attraversano la mia mente, procedendo a tentoni, nutrendo con il mio pressapochismo un circolo vizioso che ha permesso al giudizio di diventare spesso un problema ingombrante e un limite.
Ho attraversato le fasi più significative della vita con questo atteggiamento ed ho permesso che questo rendesse molto più complicate certe cose nell’oggi; come il mio “lasciar andare le cose”. A diciotto anni mi tatuai “Let it Be”, ma sapevo benissimo che avrei capito il suo significato solo anni dopo. Avvicinarsi ai trenta ti rende magico, insomma.

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Curlicues – Private Life

Private Life

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ogni volta che torno a casa dal lavoro mi basta aprire la porta perché mio figlio (quasi) settenne lasci qualsiasi attività nella quale sia indaffarato al momento e corra ad abbracciarmi con grandissimo slancio.
Accade tutte le sere, immancabilmente, eppure ogni volta la pura e assoluta gioia che scaturisce da questo semplice e sentito gesto si rinnova, come fosse inaspettata e nuovo.

Succede, seppur non in maniera così travolgente (la passione per mio figlio è superiore anche a quella per la musica), qualcosa di simile quando, grazie a contatti coltivati nel tempo, arriva con la posta un cd inatteso, mandatomi da qualche artista che ho apprezzato e supportato nel tempo.
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Bill Callahan – Shepherd in a Sheepskin Vest

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Peppe Trotta per TRISTE©

Una luce diversa sa costruire punti di vista inediti, aprire a uno sguardo nuovo in cui si riversa il passato e si intravede il futuro. È qualcosa che forse cerchiamo costantemente, ma che giunge spesso inatteso scaturendo da ciò che accade scandendo lo scorrere del nostro tempo. Una visione matura, intrisa di nuova consapevolezza.

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The Slow Summits – Languid Belles

languid belles

Francesco Amoroso per TRISTE©

Non ricordo se ho già usato in altre occasioni il paragone tra certe sonorità e la madeleine di Proust.
Dite che l’ho fatto? Più volte addirittura? Che ci ho costruito sopra decine e decine di recensioni? Sarà…

Probabilmente avete ragione voi, visto che l’età comincia a farmi avere una memoria sempre più debole, ma ciò, tuttavia, non vi esimerà dal sorbirvi, per l’ennesima volta, lo stesso trito escamotage!
Del resto quando è mai successo che dopo aver assaporato una madeleine vi siete sentiti sazi? Suvvia, una madeleine tira l’altra.
E la mia memoria involontaria, che certi suoni e certe melodie mi attivano istantaneamente, continua a funzionare bene, molto meglio di quella volontaria e a breve termine.

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