
Francesco Amoroso per TRISTE©
“Silent whispers, or some kind of words”
(The Ring)
Sebbene personalmente sia sempre stato molto scettico circa la possibilità di incasellare artisti e band in una scena o in un genere preciso, devo ammettere che, quando mi trovo di fronte a un album di Fog Pop avrei davvero grandi difficoltà a trovare un termine migliore per descrivere il suo contenuto sonoro. Si parla di Fog Pop da almeno due o tre anni, un termine decisamente centrato, coniato proprio da Glenn Donaldson, che con i suoi The Reds, Pinks & Purples, è un po’ il pioniere e il catalizzatore della scena proveniente da San Franciso e dalla Bay Area. Se dovessi provare a descrivere questo “genere”, a chi -ahilùi- non si è mai imbattuto in una delle numerose produzioni che, in qualche modo si rifanno a questa scena, potrei provare a menzionare le chitarre jangle, i ritmi rilassati, le registrazioni Lo-Fi, il minimalismo, una certa candida sincerità e una smisurata passione per l’indiepop “da cameretta” britannico degli anni ’80 (fatto da gente che di nebbia se ne intendeva, in effetti). Potrei citare le melodie e la disarmante semplicità delle strutture sonore. Se, però, dovessi scegliere una sola band non potrei fare a meno di citare i Flowertown: il Fog Pop!
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