Thomas Powers – A Tyrant Crying In Private

La musica è entrata prestissimo nella vita di Thomas Powers imponendosi rapidamente quale elemento dominante, sogno da inseguire e realizzare. Figlio di un cantautore folk, ha iniziato a suonare e mettere su varie band fino all’incontro felice – artisticamente e per quasi un decennio anche sentimentalmente – con Alisa Xayalith da cui ha preso l’avvio il progetto indie/synth-pop The Naked And Famous. Due ep casalinghi e, dopo la trasformazione in quintetto, un lavoro d’esordio che presentava al suo interno una serie di hit capaci di lasciare il segno hanno lanciato la band portandola a valicare i confini neozelandesi e pubblicare, tra abbandoni e ritorni, tre ulteriori lavori fino al 2020.

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Rural France – Exactamondo!

Non sono pochi i blog e siti che propongono l’ “Album della settimana”.
A volte, come in questo caso, il discorso si allarga al mese o perché no…all’anno intero: ringrazio quindi dell’imbeccata Arturo Compagnoni, Massimiliano Bucchieri e Cesare Lorenzi ai microfoni di Sniffin’ Glucose, trasmissione in onda sulla bolognese Radio Città Fujiko, per “Exactamondo!” dei Rural France.

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Kee Avil – Spine

Un suono tagliente privo di concessioni, una destrutturazione senza tratti univocamente definibili. Sono questi gli elementi fondanti che emergevano netti dall’opera prima di Vicky Mettler a firma Kee Avil, un universo articolato, apparentemente incline all’incompletezza anche se costruito con minuziosa attenzione.
Un immaginario inquieto e profondamente straniante.

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The Lemon Twigs – A Dream Is All We Know

A solo un anno dall’eccelso Everything Harmony, The Lemon Twigs tornano con l’altrettanto splendido A Dream Is All We Know.
La ricetta resta la stessa: canzoni perfette, in bilico tra Wings, Beach Boys e innumerevoli riferimenti stilistici ai primi anni Settanta. L’esplosione pop dei Lemon Twigs manda ovunque schegge di chitarre a 12 corde, voci sovraincise, lick armonizzati alla Brian May e chi più ne ha più ne metta.

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Bullion – Affection

La recente prematura scomparsa di Steve Albini inevitabilmente ci spinge a riflettere sull’importanza che i produttori o, perlomeno, alcuni produttori hanno avuto nel nutrire e spesso anche orientare l’evoluzione della nostra prediletta popolar music.
Se sul contributo specifico (ovviamente gigantesco) di Albini ben poco possiamo sperare di aggiungere rispetto a quanto di bello e talvolta anche commovente si è potuto leggere in questi amarissimi giorni di maggio, non possiamo né dobbiamo dimenticare che nella musica contemporanea esistono ancora maestranze (come molto teneramente si usava definirle un tempo…), autori e produttori capaci di lasciare un segno tutt’altro che effimero su quanto giunge alle nostre orecchie, sebbene molto o quasi tutto, attorno a noi, paia troppo spesso suggerire l’esatto contrario.

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