
Francesco Giordani per TRISTE©
Potrei e dovrei forse parlarvi, per restare in tema di retro-meraviglie britanniche, dei ritorni più o meno godibili di Vaccines (che fanno il paio con i sodali Spector, riaffacciatisi alle cronache lo scorso dicembre, senza troppi clamori) o Shed Seven (capaci persino di agguantare la vetta delle classifiche albioniche per la prima volta a trent’anni esatti dall’esordio Change Giver…) ma non ne varrebbe troppo la fatica né l’inchiostro. Trattasi infatti, per ambo i lavori, di onesto quanto prevedibile fan service di buona (diciamola tutta: men che discreta) mano e poco altro. Dolcezze anche gradite che però si sciolgono in bocca (o nelle orecchie dir si voglia) troppo presto per lasciare durevoli ricordi in chi le assapori. E che comunque, rimanendo all’ombra del Big Ben, il saettante arcobaleno schizzato in punta di ugola e plettro da Liam Gallagher e John Squire tende a far scivolare in un secondo se non già terzo piano del paesaggio sonoro di queste prime settimane del 2024.
Continua a leggere



