Lila Tristram And The Last Dinosaur – Black and White Memories Ignited by the Scent of Springtime Explode in Colour

Francesco Amoroso per TRISTE©

“The meeting of two personalities is like the contact of two chemical substances: if there is any reaction, both are transformed.”
C.G. Jung – Modern Man in Search of a Soul 

Contrariamente a quanto afferma Jung (forse l’ha detto direttamente in inglese) può capitare, qualche volta, che l’incontro tra due personalità in qualche modo affini, due anime, se vogliamo dirla in maniera poetica, non le trasformi automaticamente ma ne esalti le caratteristiche, le aiuti a sbocciare o a splendere in maniera più intensa.
E’ quanto è accaduto a Lila Tristram e Jamie Cameron, musicisti londinesi che condividevano già una certa attitudine malinconica, minimalista e intima verso la musica.
Non saprei dire come è avvenuto l’incontro tra Tristram e Cameron (principale artefice del magnifico progetto The Last Dinosaur), ma posso dirvi la data: il 25 maggio del 2019.
Posso, poiché il lungo brano che chiude il loro emozionante EP collaborativo ha come sottotitolo Recollections on the Day We First Met, 25th of May 2019.

Ma andiamo con ordine.
Dall’incontro avvenuto il 25 Maggio di tre anni fa, è nato l’EP Black And White Memories Ignited By The Scent Of Springtime Explode In Color. Più che di fronte a un verso poetico, ci troviamo di fronte a una vera e propria poesia compiuta, un componimento breve, pontensissimo e folgorante, alla Ungaretti, se mi è concesso un paragone azzardato.
Nell’EP, Lila Tristram, che ha alle spalle il notevole Our Friends (uscito in versione doppio EP nel 2020 per WIAIWYA), caratterizzato da composizioni incentrate su un quieto fingerpicking e sulle calde e intime armonie vocali, presta la sua voce sottile, suggestiva, quasi spettrale, alle composizioni minimali scritte con il polistrumentista e compositore Jamie Cameron.
Le cinque tracce che ne scaturiscono sono altrettanti bozzetti sonori bucolici, intensi, caldi, vagamente inquietanti e onirici.

Se l’Ep si apre con la breve e tenerissima Circles, nella quale la voce di Lila Tristram, quasi nuda, accenna una tenera melodia adagiata su soave su un tappeto d’archi, A Chair, A Table, che la segue, è decisamente più scarna, fragile e ardita: Tristram è accompagnata solo da spezzate note di pianoforte e da lontani field recordings che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, lattiginosa.
Golden Thumb si schiude ancora su minimali note di piano, ma è stavolta la voce caratteristica, timida ed emotiva, di Jamie Cameron, sorretta dai suoni profondi della viola e del violoncello, a dare vita a paesaggi sonori che trasmettono una calda ed empatica malinconia, punteggiata dal clarinetto e dal flauto. La successiva Hey, Mother vede il ritorno alla voce di Lila Tristram ed è ancora il piano a contornare le esili armonie del brano che, sottolineato da delicatissimi e bucolici field recordings, cresce fino a gonfiarsi, per poi spegnersi in maniera discreta, così come era iniziato.

La traccia finale dell’EP, Untitled (Recollections on the Day We First Met, 25th of May 2019), è un componimento ambient di sette minuti che parte pianissimo e, con studiata lentezza, si arricchisce via via di lontani sussurri, dei suoni del pianoforte e della voce di Tristram che finisce quasi per contendersi la scena con gli immancabili suoni registrati degli uccelli e di altre creature selvagge. E’ un brano magnificamente coinvolgente che conclude il lavoro su una nota inquieta e sospesa.

Black And White Memories Ignited By The Scent Of Springtime Explode In Color, pubblicato su cassetta dall’etichetta londinese Modern Aviation, è un breve EP che, con i suoi diciannove minuti, conduce l’ascoltatore in un luogo nascosto, segreto, tra ombre e nebbia, nel momento esatto in cui la natura si sta lentamente risvegliando alla vita dopo il lungo letargo invernale.
Si tratta di canzoni luminose che non hanno bisogno di una meta o di uno scopo, ma che, come dice il titolo, pur cesellate in bianco e nero, si accendono improvvisamente di colori, suoni, strumenti organici e field recordings, con i silenzi e le pause che le rendono ancora più vivide, persuasive, incantate. 
E’ un lavoro schivo e emozionante che si rivela senza fretta, ascolto dopo ascolto.

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