Sin Ropas – Mirror Bride

Peppe Trotta per TRISTE©

Ho sempre avuto una certa inclinazione per le sensazioni agrodolci e per ciò che le veicola. È  un ingrediente costante in tutto ciò che mi attira e che spesso mi conquista.

Nulla che abbia a che fare con la tristezza cronica, con la depressione, ma soltanto quella sensazione in bilico tra possibilità divergenti. Venature dal sapore agrodolce di certo non mancano in Mirror Bride, disco che sancisce il ritorno alle scene dei Sin Ropas della coppia (artistica quanto nella vita) Tim Hurley e Danni Iosello, dopo quasi sei anni di assenza.

SinRopasQuello che pervade le otto tracce è un pop-rock obliquo connotato da una attitudine lo-fi, che rimanda spesso a suoni degli anni ’90. A tratti più retrò e stralunati (Crows, Summer Bug), altre volte intrisi di sprazzi vagamente psichedelici (Silver Brow), i brani scorrono in modo fluido anche se su binari accidentati, aprendosi ad efficaci contaminazioni, come nel caso degli innesti di acido blues disegnati dalle chitarre nella title track.

E poi ci sono le decadenti e sincere melodie dall’incedere sofferto e tortuoso che scandiscono lo sviluppo dell’intera sequenza dall’iniziale Save me a place fino a Tourniquet, ballata che chiude il lavoro.

Ad accompagnare Mirror Bride un book contenente una serie di brevi racconti scritti da Iosello e un audiobook che raccoglie letture di vari autori tra cui lo stesso Hurley, Tim Rutili e Angela Bettis.

Buon ascolto e buona melanconia a tutti.

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