(Sandy) Alex G – House of Sugar

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ho una relazione che dura ormai da molti (moltissimi?) anni.

A parte il fatto che evidentemente non è (solo) merito mio, e che ci sono comunque  momenti belli e brutti e bla bla bla, mi sembra che un problema che spesso si affaccia sulle coppie (e soprattutto all’inizio dei rapporti) è quell’ansia da “limite” e “oppressione” che l’idea di un rapporto stabile può generare.

Ho una piccola formula per cercare di superarla senza mandare tutto all’aria: pensare che quella relazione non durerà per sempre, ma che almeno per oggi ancora ci sarà.

Someday I’m gonna walk away from you
Not today, not today

Non ho parlato con Alexander Giannascoli, in arte (Sandy) Alex G, ma il cantautore della Pennsylvania apre il suo nuovo disco per Domino Recordings con parole che sembrano parafrasare il mio “suggerimento”.

House of Sugar è il nono album in studio per Alex G, e ancora la vena artistica del giovane statunitense (26 anni) sembra non esaurirsi. Le storie (le piccole storie quotidiane) si susseguono come sempre passando tra malinconia (Hope) e momenti agrodolci (Cow), ma sempre riempiendo il cuore di chi ascolta con tanta sincerità.

Perchè forse è proprio questo il tratto distintivo (e che dopo così tanto tempo ancora sorprende) di Alex G: un senso di urgenza nelle liriche, molto raro di questi tempi, che sa mescolarsi perfettamente con l’altrettanto urgente necessità del nostro di sperimentare ogni possibile genere.

Come nel precedente Rocket, il folk (Crime, Cow) si alterna ad uno straniante bedroom pop (l’introduttiva Walk Away), senza tralasciare passaggi elettronici (Near, Project 2) e ballad lo-fi (come la bellissima In My Arms). E se il tutto vi sembra un po’ sconclusionato, vi invito ad ascoltare quello che è forse è il punto più alto di questo ottimo disco: Gretel, pezzo capace di tenere insieme tutto quanto sopra in 3′ 10”.

Sempre a cavallo tra il serio (molto serio) e il faceto, ad un certo punto Alex canta:

You said this song makes you wanna do bad things, yeah
You know good music makes me wanna do bad things

Non so quanto questo sia vero per me. Ma dischi come House of Sugar fanno venir voglia di continuare. Qualsiasi cosa si stia facendo. Per scoprire cosa verrà dopo. E per avere un nuovo pezzo di storia da raccontare

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