Andy Shauf @Monk Club – Roma, 13/06/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

La numero uno della mia classifica 2016 ho potuto vederla qualche tempo fa a Bologna.

Il tour di quest’anno di Angel Olsen (terza posizione) me lo sono purtroppo perso, ma giusto qualche giorno fa ho potuto “spuntare” la mia quarta posizione, con il bellissimo live degli Whitney al Monk Club di Roma.

E la location romana, a breve giro, mi ha consegnato anche la mia seconda posizione dello scorso anno: Andy Shauf e il tour del suo bellissimo The Party.

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Peter Broderick + David Allred @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 9/6/2017

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Un ricordo di quando ero più giovane è legato alla televisione.

L’arrivo dell’Estate era segnalato (e lo è tutt’oggi, solo che ora ci faccio molto meno caso) dal cambiamento del palinsesto. Programmi che ci avevano accompagnato per tutta la stagione andavano anch’essi in “vacanza”, per lasciare in genere spazio a “fondi di magazzino” che riempissero la stagione estiva in cui “tanto la gente sta meno in casa”.

Anche quest’anno è arrivata l’Estate, e dopo l’ultimo live di stagione anche Unplugged in Monti va in vacanza.

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Whitney @Monk Club- Roma, 7/6/2017

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Siamo all’inizio dell’estate e a Roma fa già molto caldo, i grandi festival europei portano in tour molte band d’oltreoceano e io non vedo l’ora di andare al mare.

Le tre cose non sembrano necessariamente collegate, ma la prima fa sì che la sera abbia ancora più voglia del solito di uscire per assistere a qualche concerto, la seconda che possa vedere band che non girano tutti i giorni in Italia e la terza che io voglia (in assenza del mare) sentire qualcosa di “fresco”.

Il concerto degli Whitney al Monk può essere il giusto riassunto di tutto questo.

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Will Stratton – Rosewood Almanac

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Il bello della musica è che la ritrovi quando meno te l’aspetti.

Qualche tempo fa ero a Bordeaux (città bellissima) e mi aggiravo con la mia solita ansia, questa volta motivata dal fatto che a breve avrei dovuto sostenere il “viva” per il mio PhD (perchè fossi a Bordeaux per sostenere un viva dell’Università di Plymouth è altra storia).

Entrai in un piccolo (e non troppo fornito) negozio di dischi, e sbirciando distratto mi capitò sotto mano un disco che tanto avevo apprezzato, Grey Lodge Wisdom.

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Mac DeMarco – This Old Dog

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Un articolo del Guardian di qualche tempo fa (lo trovate qui) analizzava come la continua corsa dietro il tempo (o meglio, per riempire il tempo) e per l’efficienza stia rovinando le nostre vite.

E’ molto difficile, al giorno d’oggi, non sentire la pressione del “potrei/dovrei fare di più”. Ed anche i week end o le ferie diventano frustranti se non risultano, in qualche modo, produttivi.

Non nego di avere anche io questo problema, e per questo di invidiare moltissimo il mio caro amico Giacomino (da Giugliano in Campania) per la sua capacità di prendere le cose (tutte le cose) con estrema calma e rilassatezza.

Sì Giacomo, ti invidio un sacco. Tu e Mac DeMarco.

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Chantal Acda – Bounce Back

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La Primavera arriva sempre con un carico di vitalità ed entusiasmo.

Nonostante valga il detto “Aprile, dolce dormire”, le giornate allungate e le temperature in aumento spingono la gente fuori dal letargo invernale.

Non so perchè, invece, per me ogni anno la Primavera coincide con un particolare accumulo di impegni di lavoro. Forse sono proprio gli arretrati dell’Inverno, da cui bisogna necessariamente riprendersi (“Bounce Back”) in fretta.

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Leif Vollebekk – Twin Solitude

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A mio avviso la cosa più bella del viaggiare è il mangiare i piatti tipici del posto in cui ti trovi.

Se la mia fissazione per il cibo è anche a voi ormai risaputa (in parte anche dalla mia bilancia), in questo caso è legata al fatto che, da buon Italiano, ritengo che uno dei modi migliori per comprendere a fondo la cultura di un luogo è assaggiare il cibo che la gente è solita mangiare: le tradizioni culinarie possono infatti dire molto della storia e del tessuto sociale di un certo posto.

E ovviamente anche la musica.

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