Beabadoobee – Fake It Flowers

Emanuele Chiti per TRISTE©

Pochissimo tempo fa ho avuto modo di parlare del nuovo album di Bully, Sugaregg, su queste stesse pagine virtuali, facendo riferimento tra le righe al grande successo social della musica di Beabadoobee, al secolo Beatrice Kristi Laus.
Un successo fatto di visualizzazioni e passaggi in streaming che hanno reso la cantautrice britannica di origine filippina in breve tempo una star del web e non solo.

Classe 2000, quindi pienamente appartenente alla cosiddetta Generazione Z di cui incarna in pieno peculiarità sia estetiche che di fruizione della propria arte.
La “novità” di Beabadoobee è stata quella di riportare in auge delle sonorità che riportano totalmente agli anni ’90, dalla prima all’ultima intuizione e nota.

Ma attenzione: quello che colpisce della ragazza ventenne è la qualità di scrittura “pop” nel vero senso del termine, melodie in grado di rimanere in testa per ore ed ore e alcuni guizzi che non lasciano indifferenti.
Prendiamo ad esempio “Emo Song”, con il suo andamento fluido e le sue note di chitarra filtrate dall’e-bow che accompagnano lo scorrimento della canzone.
O i rimandi shoegaze di “Sorry”, tra My Bloody Valentine e Lush. O ancora “Charlie Brown”, un piccolo anthem riot-grrl che riporta alla memoria L7 e Hole.
Il tutto ad accompagnare passaggi radiofonicamente piacevoli quali “Care” o “Worth It”, l’uno-due di impatto iniziale.

C’è chiaramente un grande lavoro di impacchettamento dietro al progetto Beabadoobee: il caleidoscopio di suoni del disco letteralmente attingono a tutto l’immaginario rock nineties e la voce di Beatrice non è per nulla sgraziata e urticante, ma anzi pienamente riposizionabile anche su basi più “sintetiche” e meno alternative rock oriented.

Ma come si diceva a proposito di Sugaregg, dischi come Fake It Flowers sono importanti in questa fase storica, così difficile, a tratti piatta e dove la luce la si scorge con immensa difficoltà, perché possono dare modo di scoprire sonorità e act del passato anche a chi, come Beabadoobee, fa parte di questa Generazione Z così misteriosa per noi millennials attempati.

Scoprire canzoni, dischi ed atmosfere che possono dare modo a questi ragazzi di ampliare le proprie prospettive e, possibilmente, aprire ancora di più il cuore, senza paura.
Ce ne è bisogno in questo 2020.

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