
Francesco Amoroso per TRISTE©
“Non era per niente difficile dire addio.
Man mano che i giorni sfumavano gli uni negli altri,
diventava sempre più facile“
(Colson Whitehead – Manifesto Criminale)
“È utile chiedersi perché qualcuno fa quello che è chiamato a fare? È una cosa misteriosa. Non so davvero perché mi sento chiamato a fare musica, proprio come mi sembra che molte persone non sappiano perché sono chiamate a fare qualcosa. Ma potrei elencare i motivi per cui la musica mi ha dato un significato. Alla fine l’ho accettato e lo faccio perché è l’unica cosa che potrei fare.“. Così mi ha risposto, qualche tempo fa, Sam Burton, americano di Ogden, cittadina (un tempo scalo ferroviario verso il West) a poche miglia da Salt Lake City, quando gli ho chiesto quale era il motivo per il quale era diventato un cantautore.
La risposta, tuttavia, era probabilmente già scritta, in scintillanti note nere, nel suo secondo album ufficiale, quel Dear Departed uscito all’inizio di questa estate e che l’ha visto esordire per la ormai prestigiosissima Partisan Records.



