
Emanuele Chiti per TRISTE©
Ogni estate o principio di autunno ricomincia l’eterno dibattito: l’Italia, oltre a essere o non essere tante cose, è un paese per festival? Intesi come i festival musicali che noi amanti del “suono” abbiamo amato sin dal giorno in cui abbiamo messo piede nel primo di questi mega eventi che, in maniera più o meno omogenea, costellano il continente europeo (e non solo, chiaramente).
E il responso con percentuali quasi bulgare è sempre lo stesso: un secco e dirompente no, con buona pace nostra e dei promoter.
Credo si debba ormai arrivare ad ufficializzare una differenziazione che in qualche modo indora la pillola che allevii la nostra voglia di eventi di un certo tipo: l’Italia è un paese per un certo tipo di festival. E lo Spring Attitude 2023 non fa altro che confermare questa realtà. Che non è poi amara, affatto, se vogliamo.



